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Brogli elettorali: arrestati due presidenti di seggio PDF Stampa E-mail

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di Dora Quaranta - 3 aprile 2008
Palermo.
Arrestati venerdì scorso due presidenti di seggio elettorale alle elezioni comunali del maggio 2007: Gaetano Giorgianni e Giovanni Profeta.





Il sostituto procuratore Maria Forti e il procuratore aggiunto Paolo Giudici hanno contestato a Giorgianni, presidente della sezione 460 nel quartiere Cruillas, 17 falsi elettorali, a Profeta, presidente della sezione 19 nel quartiere della Guadagna, 11 falsi. I due, secondo l'accusa, avrebbero inserito complessivamente 456 schede false per favorire tre candidati della lista “Azzurri per Palermo” sostenitrice del sindaco della città Diego Cammarata. I tre azzurri favoriti risultano indagati e si tratta di: Francesco Paolo Teresi, attualmente consigliere della sesta circoscrizione, Vito Potenzano, primo dei non eletti della sua lista alla Terza circoscrizione, Gaspare Corso, ex consigliere comunale giunto quarto dei non eletti. Indagati anche i due segretari dei presidenti. Giorgianni avrebbe inserito 127 schede per beneficiare Corso  e 106 schede a favore di Teresi. Profeta avrebbe sistemato di nascosto nell'urna 112 schede per Corso e 111 per Potenzano. Una perizia calligrafica ha rilevato che una stessa mano ha vergato le schede per Corso. Secondo gli inquirenti i presidenti per giustificare le schede in più avrebbero manomesso verbali e comunicazioni e ora rischiano 8 anni di carcere.
Brogli furono denunciati già durante le operazioni di spoglio dal candidato sindaco Leoluca Orlando e da candidati dello schieramento opposto. La Digos prese nota di tutte le situazioni sospette. All'indomani delle votazioni partì la prima informativa per la Procura. Orlando ed il suo staff presentarono altri quattro esposti relativi a decine di irregolarità come numerosi verbali sbianchettati o pieni di correzioni, elettori che all'atto di apporre la propria firma avevano trovato i verbali già vidimati, elettori che avevano disertato i seggi ma che erano risultati fra i votanti.
Si sta cercando ora di fare chiarezza su tutto un giro di telefonate intercorse nei giorni delle votazioni fra gli arrestati ed alcuni candidati. La Procura ha parlato di <<modalità e analogie davvero sorprendenti e significative, al punto da avvalorare l'ipotesi di una comune matrice organizzativa>>.
Ieri, intanto, dopo un giro di audizioni sulle votazioni in Sicilia, ha lasciato Palermo la delegazione dell'Osce, l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. <<Il voto di scambio è purtroppo ancora una realtà nel Mezzogiorno – è quanto ha detto Giuseppe Lumia, vice presidente della commissione Antimafia, ai commissari europei – Bisogna vigilare attentamente perché non incida in modo pesante sui risultati elettorali. Le vicende giudiziarie di questi ultimi giorni devono far riflettere. Tutta la politica deve dare il meglio di sé in questo momento. Non dovrà essere mai politica degli inganni e degli scambi>>.


 
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