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La mafia si combatte con le scelte elettorali | La mafia si combatte con le scelte elettorali |
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di Luca Tescaroli - 9 aprile 2008 I quali, durante le campagne elettorali, hanno ottenuto un appoggio da organizzazioni criminali in termini di propaganda e di voti, nel quadro di uno scambio reciproco di favori: una sorta di vincolo di collegamento e di interdipendenza. In altri termini, a fronte dei vantaggi ricevuti, essi si sono impegnati affinché appalti pubblici, finanziamenti, concessioni e autorizzazioni venissero pilotati a favore di imprese collegate alla mafia. La rievocazione retrospettiva del rapporto mafia-politica, attraverso i processi celebrati nel corso degli ultimi due decenni, conclusisi con pronunce di condanna passate in giudicato, consente di comprendere come tale relazione abbia consentito ai sodalizi di raggiungere risultati qualitativamente superiori rispetto a quelli che il nucleo militare di un consesso criminale sarebbe nelle condizioni di attuare. Si pensi al caso di Vito Ciancimino, morto nel suo letto a Roma il 19 novembre 2002, punto di collegamento tra Salvatore Riina e i corleonesi, il mondo politico e quello imprenditoriale. Egli è riuscito ad accumulare un´enorme quantità di denaro liquido con oscure interessenze in attività edilizie di privati, occultandola tra i meandri del sistema bancario. È stato il protagonista del cosiddetto «sacco di Palermo». Potentissimo assessore ai Lavori pubblici nei primi anni Sessanta e sindaco della città di Palermo, Ciancimino nella sua villa di Mondello decideva, d´intesa con i mafiosi che lo sostenevano, chi dovesse aggiudicarsi gare pubbliche e concessioni: quali imprese, in quali mandamenti e a che prezzo. Fu arrestato soltanto nel 1984. Per la sua condanna definitiva a otto anni di reclusione si è dovuto aspettare il 2 dicembre 1993. Ciancimino è stato riconosciuto responsabile di aver mantenuto costanti rapporti di affari con soggetti mafiosi, di essersi prodigato per il controllo dei pubblici appalti inerenti al risanamento e ai piani di recupero relativi a quattro quartieri di Palermo, di aver determinato quale componente del cda dell´Iacp di Palermo la cessione del contratto di appalto per la costruzione di 422 alloggi popolari allo Sperone dalla Delta spa alla ditta Spatola Rosario, anziché a quella Tosi, a fronte di un compenso di 50 milioni di lire. E ancora va ricordato il caso di Francesco Paolo Gorgone, riconosciuto colpevole del reato di concorso esterno nel reato di associazione di tipo mafioso e condannato il 13 novembre 2002 a sette di reclusione per aver stipulato due patti elettorali politico-mafiosi: uno con la cosca di Altofonte, l´altro con la cosca di Cerda e di Caccamo. Gorgone è stato eletto alle regionali del 1991 e ha assunto il ruolo di assessore al Territorio e all´Ambiente. Nella realtà di Altofonte, il mafioso Antonino Giuffré è stato delegato da Giovanni Brusca a rappresentare gli interessi dell´ala corleonese e ha mantenuto frequenti contatti con un uomo di fiducia del politico condannato. Con riferimento alla zona di Caccamo, Gorgone - per il tramite di un personaggio del suo entourage – ha mantenuto contatti con la famiglia attraverso l´uomo d´onore Giuseppe Biondolillo. La possibilità di fare affidamento sull´appoggio dell´esponente politico aveva consentito all´organizzazione di incrementare sensibilmente la sua forza contrattuale nei confronti dell´imprenditoria e delle amministrazioni locali in funzione dell´illecito accaparramento di lavori pubblici. Altro caso emblematico è quello dell´onorevole Gianfranco Occhipinti, condannato a quattro anni di reclusione per partecipazione ad associazione di tipo mafioso (sentenza il 19 aprile 2005). Si è accertata l´esistenza di un patto secondo cui in cambio dell´appoggio elettorale (anche se discontinuo dal 1985 fino alla elezione alla Camera nel 1992) da parte del clan di Giuseppe Madonia, l´Occhipinti, grazie al suo ruolo nel Consiglio provinciale di Caltanissetta, si era impegnato a pilotare gli appalti pubblici verso imprese legate al clan. Inoltre vanno ricordati i cugini Salvo di Salemi, i baroni del sistema italiano privatizzato di riscossione delle imposte, grandi mediatori di favori, condannati per mafia. |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Quel fenomeno della Goldman Sachs...
di Simone Santini
Relazione sugli interventi di Simone Santini in seno alle
conferenze/dibattito sul tema "Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa
ci riserva l'economia?" tenutesi ad Ancona il 27 ottobre 2007 e a Fano
(PU) il 14 dicembre 2007, organizzati dal Centro Libero Analisi e
Ricerche (CLAR).
Buonasera a tutti. Mio compito è cercare di illustrare come i
meccanismi e le strutture di cui abbiamo sentito parlare finora, si
incarnino poi in aziende e persone con nomi e cognomi ben precisi in
grado di avere ripercussioni sulle nostre vite di tutti i giorni.
LEGGI TUTTO...
- Toghe Lucane: indagati, parti offese, reati
- ‘NDRANGHETA:Origini, storia, struttura
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