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Antimafia Duemila

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La mafia si combatte con le scelte elettorali PDF Stampa E-mail
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La mafia si combatte con le scelte elettorali
Pagina 2

Vi è ancora il caso di Gianfranco Cito, uomo politico di Taranto - giusto per sottolineare che l´intreccio nmafia politica si è esteso a tutto il Mezzogiorno - che, al contempo, svolgeva attività di editore e giornalista, condannato il 25 novembre 2003 a quattro anni di reclusione per concorso esterno nel reato di associazione di tipo mafioso. Cito aveva concluso accordi con il clan Modeo per un appoggio elettorale, a fronte di una promessa di favori in materia di appalti pubblici e attività connesse.
La disponibilità a pilotare contributi e appalti ha rappresentato la via attraverso cui Cosa nostra e le altre strutture mafiose sono giunte a infiltrarsi in ambiti istituzionali, riuscendo così a contaminare settori importanti dell´ordinamento, sino a condizionarne le modalità di espressione, e a impedirne lo sviluppo economico del Sud, annientando la libera concorrenza e drogando il mercato. Sino a quando siffatte saldature non saranno scardinate e non vi saranno più candidati espressioni di sodalizi criminali non sarà possibile eliminare la piaga endemica del crimine mafioso. Chi vive in determinate aree del Paese capisce e sa che vi è un controllo mafioso capillare del voto. Un condizionamento che i tribunali con difficoltà possono sanzionare e in tempi biblici. L´azione della magistratura è stata svolta con successo solo in pochi casi e non si può pensare possa svolgere un ruolo di supplenza della politica e dei cittadini, i quali sono gli arbitri del loro destino e sono chiamati ad eleggere i propri rappresentanti. Le nuove elezioni possono costituire un´occasione propizia per dare vita a un autentico rinnovamento. È però fondamentale la scelta di rappresentanti che diano garanzia di legalità, certezza di governo senza alcuna commistione tra politici, affari e mafia e serie prospettive di sviluppo dell´economia, con progetti di investimento, senza distribuire le risorse pubbliche per accaparrarsi consensi e assicurarsi voti. La partecipazione della collettività è fondamentale. Tocqueville, a metà dell´Ottocento, affermava che la mancanza di partecipazione genera caos. In altre parole, un Paese senza partecipazione è un Paese in cui la democrazia arretra. Non resta che auspicare una rottura rispetto al passato, di cui si intravedono timidi ma innovativi segnali, come quello proveniente dal leader di uno degli schieramenti maggiori, il quale ha detto chiaramente di non volere voti mafiosi per le imminenti elezioni, o quello relativo all´inserimento
nelle liste per il Senato della Calabria da parte dei maggiori raggruppamenti politici di protagonisti di battaglie contro la ‘Ndrangheta. Speriamo che la politica non resti troppi passi indietro rispetto alle avanguardie di alcuni settori della società civile e dell´imprenditoria e che sappia muoversi sulle loro orme. 

LA REPUBBLICA PALERMO
 

 



 
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    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
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    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
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    Ed altro ancora...
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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

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    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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