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Rassegna Stampa
Mafia, la porta girevole delle scarcerazioni | Mafia, la porta girevole delle scarcerazioni |
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A GELA un giudice dopo sette anni non deposita le motivazioni di una sentenza, viene trasferito ad un altro ufficio e, quando il caso viene sollevato, si precipita in Sicilia per redigere il verdetto in fretta e furia. A Palermo scadono i termini per la custodia cautelare
di Giuseppe Riina, figlio del
capo di Cosa Nostra Salvatore e per lui si aprono le porte del carcere con il
ritorno a casa. A Messina i giudici di primo grado non riescono a trasmettere in
tempo utile le carte del processo Mare Nostrum alle cosche peloritane, finito
con una raffica di condanne, anche all'ergastolo e 12 pericolosi boss mafiosi,
dei quali uno condannato a cinque ergastoli, riacquistano la libertà. Sul
versante della giustizia ormai è emergenza scarcerazioni, per le disfunzioni
registrate negli uffici giudiziari italiani. E proprio ieri il Guardasigilli
Luigi Scotti, ha chiesto informazioni urgenti al presidente della Corte di
Appello di Messina sulla scarcerazione di 12 boss di Cosa Nostra, tra cui
Vincenzo Galati Giordano, Giovanni Aspa e uno dei fratelli Contempo Scavo,
tornati in libertà per scadenza dei termini. Il ministro vuole vederci chiaro
sui tempi delle singole cadenze processuali e del passaggio dei fascicoli da un
grado di giudizio all'altro, e intende sapere se si siano verificati eventuali
disfunzioni nella gestione dell'iter del procedimento. L'allarme era stato
lanciato pochi giorni fa dal Silp-Cgil. Il sindacato di polizia aveva denunciato
in una nota, «le facili scarcerazioni di importanti boss per decorrenza dei
termini di custodia cautelare, criticando i tempi inaccettabili della giustizia
nella città dello Stretto». Unità |
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Non c’è pace senza giustizia
di Salvatore Borsellino Si avvicina il 17° anniversario della strage di Via D’Amelio, 17 lunghi anni nel corso dei quali si sono alternati in me sentimenti assolutamente contrastanti. Prima l’esaltazione per quella che sembrava essere la reazione della coscienza civile a fronte di quelle due stragi così terribili e così ravvicinate. |
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Qualche tempo fa, quando il gip Maria Teresa Belmonte aveva archiviato alcune indagini sull’allora pubblico ministero Luigi de Magistris, si era gridato allo scandalo.
Perché per ragioni di opportunità quel giudice, che era
nientepopodimenoche la moglie del fratello di Michele Santoro
(colpevole di essersi occupato di de Magistris nel corso di alcune
puntate di Annozero), avrebbe dovuto astenersi dall’incarico poiché per
qualche imprecisato motivo non avrebbe potuto prendere una decisione
serena e imparziale.
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Una Speranza?
di Giorgio Bongiovanni ![]() Com’era prevedibile e del tutto naturale dopo l’elezione e il giuramento di Barack Obama alla Casa Bianca i commenti su di lui e sul suo futuro governo si sono succeduti a ritmo incessante su tutti i media internazionali. Tra gioie, diffidenza e tanta retorica. |
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