| Cinque punti contro le mafie |
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di Andrea Carugati - 5 aprile 2008 Walter Veltroni affronta una delle tappe più difficili del suo viaggio per l’Italia, la Campania. E prende di petto i nodi che lo attendono. Parte al mattino dalla provincia di Caserta. Da Trentola dove incontra una associazione che si occupa di affido familiare, e che ha sede in una casa confiscata a un boss della camorra, De Simone. È LA SEDE PIÙ ADATTA per dire, ancora una volta, che lui a dare per scontate mafia e camorra non ci sta. «Anche Martin Luther King passava per idealista, quando sognava un bambino bianco e uno nero per mano. Sono questi i programmi che si realizzano, perché indicano una luce». Come ha già detto in Sicilia, ribadisce che il Pd, al governo, lotterà per distruggere le mafie, sradicarle, liberare il Mezzogiorno da questa piovra che succhia le energie del sud e impedisce la crescita». Cita l’impegno di Tano Grasso, la Confindustria siciliana che ha deciso di espellere chi paga il pizzo e anche lo scrittore Roberto Saviano, che proprio ieri gli ha scritto una lettera sul Mattino: «Più coraggio su potere e affari, oggi arrivi in una terra che chiede speranza, è possibile vincere la sfida ai boss». Veltroni non gli risponde direttamente, ma il senso del suo viaggio campano è proprio questo: battere e ribattere sulla sfida alla camorra, e l’applauso del teatro augusteo di Avellino, gremito ed entusiasta, è una conferma che il messaggio passa. Ma ancora più sorprendete è la folla all’appuntamento serale a Salerno. Centinaia di persone restano fuori dal teatro. Veltroni commenta: «In soli quattro mesi questo partito ha affermato la sua identità. La partecipazione è straordinaria». Nella casa confiscata di Caserta Veltroni presenta anche un ddl per il «contrasto della criminalità organizzata»: cinque punti di una futura legge che mira a tutelare le imprese che si ribellano, rafforzare gli uffici giudiziari nelle aree più critiche con incentivi ai magistrati, assumere testimoni di giustizia nella PA, impedire il patrocinio legale a spese dello stato per chi è stato condannato per gravi reati., ad esempio la mafia. Nella sua lettera Saviano tocca anche un altro tasto delicato: la questione rifiuti: «È necessario saper confessare anche gli errori della propria parte, il sogno di Bassolino è finito», dice lo scrittore. Veltroni non esclude, dopo l’emergenza, la possibilità di «novità», anzi. Ma inserisce la questione rifiuti in un discorso più ampio, la necessità di costruire un paese che «decida in tempi certi, in cui le responsabilità, a tutti i livelli, siano chiare e le scelte rapide». Alla destra che attacca il governatore manda a dire: «Basta con i processi solo contro una parte o una persona. Perché Berlusconi non ha risolto l’emergenza nei cinque anni di governo? Tutti hanno una parte di responsabilità sui rifiuti e quella principale è di avere un paese dell’ideologia e dei rinvii. Con noi sarà il tempo della decisione». No, Veltroni non ci sta ad accettare lezioni di buon governo da Berlusconi. A Caserta ricorda la sua esperienza da sindaco di Roma e su Alitalia attacca: «Per 5 anni non hanno risolto nulla, anzi hanno buttato 2,5 miliardi di euro». Il leader Pd attacca la destra anche sull'alleanza con la Lega: «Sul palco tutti insieme non possono cantare l’inno di Mameli, perché il leghista non ce la fa. Noi vogliamo un paese unito». Parla della famiglia di Caserta di Vito Ferrajolo, professore disabile, sua moglie casalinga, il figlio di 5 anni adottato: «Persone intense, serene, che dimostrano ogni giorno che l’Italia è un paese fantastico». Alle polemiche di Berlusconi replica: «Alle contumelie che mi rivolgono non rispondo, e così farò fino alla fine. Per questo loro impazziscono» (e riceve uno degli applausi più robusti). Però «non gli riesce a entrare in testa l’idea che le istituzioni non sono di parte, ma rappresentano tutti gli italiani». Questa sera Veltroni terrà il «comizio bianco» di mezzanotte a Conversano. L'UNITA' 5 APRILE 2008 Da Roma ad esprimere la propria soddisfazione per la presa di posizione del candidato del Pd è Don Luigi Ciotti, presidente e fondatore di "Libera" che scrive: "Caro Walter, il disegno di legge con le misure di contrasto alla criminalità organizzata mi sembra un ottimo testo: articolato, completo, accurato. Certo, ci sarà tempo per eventuali confronti e modifiche, ma la direzione è quella giusta. Bene il decalogo contro le mafie, e bene anche la determinazione con cui hai annunciato il tuo impegno, a Reggio Calabria e oggi a Caserta. Ti saluto - conclude il messaggio di don Ciotti - con la stima di sempre". I cinque punti contro la criminalità del disegno di legge - Tutela degli imprenditori sotto il ricatto della mafia che abbiano il coraggio di denunciare. - La denuncia consentirà l'accesso a misure di controllo e sostegno nonché a contributi stanziati. - Revisione della confisca di prevenzione e per la prima volta si introduce il concetto di pericolosità del bene, viene introdotta la possibilità di aggredire il patrimonio mafioso anche in caso di morte. - Rafforzati gli uffici giudiziari in zone a rischio e incentivati i magistrati che accettano di esercitare in zona ad alto tasso di criminalità. - Il ddl prevede la modifica dell'accesso al patrocinio a spese dello stato, escludendo dal beneficio i soggetti condannati per gravi come associazione a delinquere di stampo mafioso. - Si introduce il divieto di erogazione di contributi finanziari da parte dello stato agli imprenditori che abbiano riportato condanne o sentenze di patteggiamento per i reati gravi. |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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