| La procura "libera" Cavuoti e Arciere |
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Ieri, in una stanza affollata di magistrati - il procuratore capo Marcello Maddalena, l’aggiunto Francesco Saluzzo, il pm Andrea Padalino - il maresciallo Ravera si è trovato faccia a faccia per un paio d’ore con il vice-sovrintendente di polizia Giuseppe Cavuoti. Ciascuno è restato sulle rispettive posizioni. Nei giorni scorsi Cavuoti aveva ammesso di essere entrato nella trattativa per il riscatto come garante di Adriano Decolombi, che da sei anni gli faceva ritrovare refurtiva di ogni genere in provincia di Cuneo. Di fronte a Ravera ha ripetuto che non si sarebbe mai sognato di intraprendere una simile «trattativa» senza la garanzia che non vi sarebbero state indagini sui Decolombi. Ravera ha sostenuto l’esatto contrario: lui non si sarebbe mai sognato di offrire una garanzia del genere. Né aveva mai saputo, ha ripetuto, che il «mediatore», cioè Adriano Decolombi, fosse uno dei ladri. Chiuso il confronto, i pm hanno comunicato agli avvocati, Loredana Gemelli per Ravera, Enrico Girardi per Cavuoti, che avrebbero chiesto al gip la revoca della misura cautelare per entrambi. A Palazzo di giustizia si è poi appreso che la procura ritiene di aver completato l’inchiesta con il «confronto»: non vi sarebbe più motivo di trattenere entrambi ai «domiciliari». La prossima settimana è fissata l’udienza per Ravera al Tribunale del Riesame. L’avvocato Gemelli vi rinuncerà e aggiunge la sua interpretazione della mossa dei pm: «Sono loro a chiedere la revoca della misura. E’ un forte segnale, vuol dire che il maresciallo Ravera è stato esaustivo». Una prima risposta ufficiale si dovrebbe avere dal provvedimento del gip Silvia Bersano Begey. Che, nell’ordinanza del 14 marzo, scrive: «Non si rinvengono agli atti elementi a favore degli indagati, se non l’incensuratezza». Negli interrogatori dei giorni scorsi Cavuoti ha ammesso che lui e Ravera avrebbero avuto la consapevolezza che i Decolombi erano gli autori del furto dopo aver visto nelle mani di Adriano le polaroid dei mobili rubati. Per i pm, la sua consapevolezza è molto anteriore. Per Ravera, secondo l’ordinanza, «ci si trova di fronte ad un’unica spericolata manovra compiuta una volta saggiato il terreno dal quale poteva scaturire un’operazione che poteva fruttargli un riconoscimento rilevante in termini di immagine e di carriera, grazie al proprio legame con il collega della Polstrada di Cuneo... garantendo fin dall’inizio ai ladri che avrebbero ottenuto la taglia proponendosi come falsi intermediari». E ora? LA STAMPA TORINO |
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In edicola dal 28 maggio 2008
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Baciamo le mani E guai a chi vuol fare da guastafeste e minare il dialogo, viene linciato con la verga bipartisan. A inaugurare il nuovo metodo all’educato olio di ricino è stato Marco Travaglio. Che si è permesso ancora una volta di utilizzare la televisione come organo di informazione, cioè si è preso la briga, ad autentico sprezzo del pericolo, di dare ai cittadini una notizia. Per altro non esclusiva.
Invitato da Fabio Fazio nella trasmissione Che
tempo che fa ha osato informare i cittadini italiani che il neo-presidente del
Senato Renato Schifani ha avuto, nel procedere della sua carriera, amicizie e
frequentazioni poco raccomandabili. Con boss mafiosi per l’esattezza. |
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Inserto Terzo Millennio N. 58 In questo numero: Nell'ambito del simposio internazionale indetto a Torino lo scorso 28 e 29 marzo dal titolo “From Global Warning to global policy” Giulietto Chiesa ha parlato di recessione mondiale e crisi ambientale, energetica e finanziaria. Questioni cruciali che stanno scuotendo il mondo intero. Fame nel mondo e povertà estrema. Una realtà sempre più vicina a noi, ma di chi è la colpa? Il Kosovo come le ciliegie: un'indipendenza tira l'altra. Quali saranno le conseguenze? Dal sequestro di Ingrid Betancourt in Colombia all'elezione di Fernando Lugo in Paraguay: guerra, corruzione e speranza in America Latina. Libera l'Acqua: proseguono le iniziative delle associazioni del Cipsi per promuovere la campagna sull'oro blu. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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