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Antimafia Duemila

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di Marco Travaglio - 5 aprile 2008

Ottime notizie dal loft del Pd. Pessime invece da Palazzo Chigi. L’entourage di Veltroni, scrive il Corriere, si è reso conto che l’ultima settimana di campagna elettorale dev’essere giocata all’attacco di Berlusconi, per «mobilitare gli indecisi».


«Il buonismo ­ avrebbe detto Goffredo Bettini ­ mi ha rotto le scatole». Meglio tardi che mai. Ora però il rischio è che, dopo mesi di dialogo dissennato con l’avversario che rispondeva a colpi d’intrighi e insulti, un’improvvisa impennata polemica suoni fasulla. E non sortisca l’effetto sperato. Dopo aver rimosso per anni i rapporti del Cainano con la mafia, le mazzette ai giudici, i bilanci truccati, le leggi vergogna, le menzogne su tutto e su tutti (da Alitalia alla statura: ha ricominciato a dire di esser alto 1 metro e 71, quando supera a fatica il metro e 60), rispolverarli a freddo prima del voto sarebbe controproducente. Come attaccare, allora? Anzitutto sottolineando l’impresentabilità di certe new entry nelle liste del Pdl, che renderebbero ridicolo qualunque programma elettorale, anche il migliore. Anche chi crede ciecamente alle promesse del Cavaliere e dei suoi alleati potrebbe nutrire qualche dubbio sulla possibilità di realizzarlo con Ciarrapico (camicia&fedina nera), il generale Speciale (spigole di Stato e voli di Stato a spese dei contribuenti), gli amici dei mafiosi e dei camorristi (l’ultimo l’han beccato l’altroieri a Milano), lo sputacchiere Barbato, il mortadellaro Strano, il fantasmagorico Pizza, la fisioterapista personale del Capo e le bonazze di contorno. Un po’ di sana pubblicità negativa non ha mai guastato, in campagna elettorale. E poi c’è un tema che tutti capiscono e molti condividono, non solo a sinistra: la liberazione della tv dalla politica. Fuori i partiti dalla Rai, fuori Berlusconi da Mediaset o dalla politica, tetto antitrust di una rete per ogni soggetto privato, mercato aperto a nuovi soggetti. E qui veniamo alla cattiva notizia da Palazzo Chigi: il 1° aprile (e quando, se no?) il Consiglio dei ministri ha varato un decreto per l’immediata esecuzione di tutte le sentenze della Corte europea di giustizia di Lussemburgo. Tutte tranne una: quella del 31 gennaio 2008, che dichiara illegittime le nostre leggi sulla tv perché consentono a Rete4 di trasmettere sulle frequenze analogiche che spettano a Europa7 in virtù della celebre gara per le concessioni nazionali del 1999, vinta da Europa7 e persa da Rete4. Perché mai quella sentenza no e tutte le altre sì? «Perché ­ spiega il ministro Emma Bonino - non aveva carattere di urgenza. Se si trova una soluzione, può essere presa in considerazione più avanti o in un secondo decreto». Più avanti? Secondo decreto? Ma il governo è agli sgoccioli e tra un mese ­se tutto va male­ potrebbe insediarsi il governo Berlusconi III. La lasciamo eseguire a lui la sentenza che manda Rete4 su satellite? Cos’è, un pesce d’aprile? Proprio l’altroieri, sul Sole-24 ore, il consigliere di Mediaset Gina Nieri dettava la linea ai partiti. Questa gente è talmente abituata a scriversi le leggi su misura, da avere smarrito ogni pudore. «Nella vulgata dei Grillo e dei Di Pietro ­dice la Nieri- Rete4 è illegale e usurpa le frequenze di Europa7. Ma non lo è affatto: lo provano le leggi approvate dal 2003 in poi». Cioè il decreto salva-Rete4 e la Gasparri, fatte da Berlusconi pro domo sua e bocciate dalla Corte europea, come pure la Maccanico del ‘97 e il principio ispiratore della Gentiloni, per via dell’infinita «fase transitoria» che mantiene lo status quo in attesa del mitico, anzi mitologico digitale terrestre. Aggiunge la Nieri: «Dai programmi del Pd e del Pdl Mediaset non ha nulla da temere». Anzi quello del Pd le piace tanto perché «non c’è il tetto del 45% alla pubblicità». Insomma, sarebbe ancor più favorevole a Mediaset della già blandissima Gentiloni (peraltro mai approvata).
Ecco cosa potrebbe dire Uolter, facendo un po’ di compagnia a Di Pietro: che Berlusconi e le sue Gine non han capito nulla: il primo decreto del suo governo raderà al suolo la Gasparri (risparmiando all’Italia l’annunciata supermulta europea di 300 mila euro al giorno, retroattiva dal luglio 2006), libererà la Rai dai partiti e dalla loro Vigilanza, e applicherà la sentenza europea e le due note sentenze della Consulta: cioè leverà le frequenze a Rete4 e le darà a Europa7. Vedi mai che, parlando chiaro sulla tv, si conquistino molti incerti di sinistra e pure qualcuno di destra.


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    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
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    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
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    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
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    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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