Dossier
Marco Travaglio
Vieni avanti decretino | Vieni avanti decretino |
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«Il buonismo avrebbe detto Goffredo Bettini mi ha rotto le scatole». Meglio tardi che mai. Ora però il rischio è che, dopo mesi di dialogo dissennato con l’avversario che rispondeva a colpi d’intrighi e insulti, un’improvvisa impennata polemica suoni fasulla. E non sortisca l’effetto sperato. Dopo aver rimosso per anni i rapporti del Cainano con la mafia, le mazzette ai giudici, i bilanci truccati, le leggi vergogna, le menzogne su tutto e su tutti (da Alitalia alla statura: ha ricominciato a dire di esser alto 1 metro e 71, quando supera a fatica il metro e 60), rispolverarli a freddo prima del voto sarebbe controproducente. Come attaccare, allora? Anzitutto sottolineando l’impresentabilità di certe new entry nelle liste del Pdl, che renderebbero ridicolo qualunque programma elettorale, anche il migliore. Anche chi crede ciecamente alle promesse del Cavaliere e dei suoi alleati potrebbe nutrire qualche dubbio sulla possibilità di realizzarlo con Ciarrapico (camicia&fedina nera), il generale Speciale (spigole di Stato e voli di Stato a spese dei contribuenti), gli amici dei mafiosi e dei camorristi (l’ultimo l’han beccato l’altroieri a Milano), lo sputacchiere Barbato, il mortadellaro Strano, il fantasmagorico Pizza, la fisioterapista personale del Capo e le bonazze di contorno. Un po’ di sana pubblicità negativa non ha mai guastato, in campagna elettorale. E poi c’è un tema che tutti capiscono e molti condividono, non solo a sinistra: la liberazione della tv dalla politica. Fuori i partiti dalla Rai, fuori Berlusconi da Mediaset o dalla politica, tetto antitrust di una rete per ogni soggetto privato, mercato aperto a nuovi soggetti. E qui veniamo alla cattiva notizia da Palazzo Chigi: il 1° aprile (e quando, se no?) il Consiglio dei ministri ha varato un decreto per l’immediata esecuzione di tutte le sentenze della Corte europea di giustizia di Lussemburgo. Tutte tranne una: quella del 31 gennaio 2008, che dichiara illegittime le nostre leggi sulla tv perché consentono a Rete4 di trasmettere sulle frequenze analogiche che spettano a Europa7 in virtù della celebre gara per le concessioni nazionali del 1999, vinta da Europa7 e persa da Rete4. Perché mai quella sentenza no e tutte le altre sì? «Perché spiega il ministro Emma Bonino - non aveva carattere di urgenza. Se si trova una soluzione, può essere presa in considerazione più avanti o in un secondo decreto». Più avanti? Secondo decreto? Ma il governo è agli sgoccioli e tra un mese se tutto va male potrebbe insediarsi il governo Berlusconi III. La lasciamo eseguire a lui la sentenza che manda Rete4 su satellite? Cos’è, un pesce d’aprile? Proprio l’altroieri, sul Sole-24 ore, il consigliere di Mediaset Gina Nieri dettava la linea ai partiti. Questa gente è talmente abituata a scriversi le leggi su misura, da avere smarrito ogni pudore. «Nella vulgata dei Grillo e dei Di Pietro dice la Nieri- Rete4 è illegale e usurpa le frequenze di Europa7. Ma non lo è affatto: lo provano le leggi approvate dal 2003 in poi». Cioè il decreto salva-Rete4 e la Gasparri, fatte da Berlusconi pro domo sua e bocciate dalla Corte europea, come pure la Maccanico del ‘97 e il principio ispiratore della Gentiloni, per via dell’infinita «fase transitoria» che mantiene lo status quo in attesa del mitico, anzi mitologico digitale terrestre. Aggiunge la Nieri: «Dai programmi del Pd e del Pdl Mediaset non ha nulla da temere». Anzi quello del Pd le piace tanto perché «non c’è il tetto del 45% alla pubblicità». Insomma, sarebbe ancor più favorevole a Mediaset della già blandissima Gentiloni (peraltro mai approvata).
Ecco cosa potrebbe dire Uolter, facendo un po’ di
compagnia a Di Pietro: che Berlusconi e le sue Gine non han capito nulla: il
primo decreto del suo governo raderà al suolo la Gasparri (risparmiando
all’Italia l’annunciata supermulta europea di 300 mila euro al giorno,
retroattiva dal luglio 2006), libererà la Rai dai partiti e dalla loro
Vigilanza, e applicherà la sentenza europea e le due note sentenze della
Consulta: cioè leverà le frequenze a Rete4 e le darà a Europa7. Vedi mai che,
parlando chiaro sulla tv, si conquistino molti incerti di sinistra e pure
qualcuno di destra.
Uliwood party
L'UNITA' 5 APRILE 2008
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |
di Alberto B. Mariantoni © - 31 gennaio 2009
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