| Sfumata l'estradizione di Rosario Gambino |
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di Maria Loi - 3 aprile2008 Un giudice degli Stati Uniti aveva già firmato la pratica per l’espulsione ma è stata bloccata da un cavillo trovato dal suo legale Joseph Sandoval. La vicenda che ha coinvolto il boss Rosario Gambino è saltata agli onori della cronaca lo scorso 3 aprile. In Italia il nome di Rosario Gambino è collegato ai grandi processi di mafia degli anni Ottanta e alla capacità manageriali del boss nei traffici di droga. Nel 1980 il giudice Giovanni Falcone aveva firmato un mandato di cattura con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati di indole mafiosa (all’epoca non esisteva ancora il 416 bis). In Italia nel giugno 1983 Gambino è stato condannato nell’inchiesta “Pizza Connection” a 20 anni di carcere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, poi ridotti in appello a 16 mentre il ricorso in Cassazione è stato giudicato inammissibile. Oggi l’ex muratore cugino di Carlo Gambino ha 65 anni e 22 li ha già trascorsi in carcere. Era sul punto di essere estradato dagli Stati Uniti quando il suo avvocato ha ottenuto di bloccare l’iter di espulsione con uno 'stay', un'ordinanza del Nono circuito delle Corti federali d'appello a San Francisco, che secondo il legale, dovrebbe impedire per lungo tempo qualsiasi possibilità di un trasferimento di Gambino verso l'Italia. In quanto per Sandoval <<se tutto procede secondo la legge, può essere necessario anche un anno o due>>. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |
di Alberto B. Mariantoni © - 31 gennaio 2009
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