| Pennino: appoggiammo Inzerillo nell'85 |
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La testimonianza da lui resa in videoconferenza al mattino è stata ritenuta inutilizzabile dal presidente della corte, Gioacchino Mitra. Il collaboratore è tornato quindi a deporre nel pomeriggio ed ha ripetuto in aula quanto già dichiarato in una lettera indirizzata ai legali di Inzerillo: alle politiche del '92 la cosca di Brancaccio non ha appoggiato la candidatura del politico democristiano. <<Nel 1992 – ha raccontato Pennino – andai all'assessorato al Patrimonio, allora retto da Giacomo Affatigato e lì incontrai Filippo Graviano. Affatigato mi disse che era appoggiato dai Graviano, circostanza che mi venne confermata da Sebastiano Lombardo>>. Controesaminato dal pg Vittorio Teresi, Pennino ha però detto che la mafia si impegnò a sostenere la campagna elettorale di Inzerillo nelle comunali del 1985. <<Inzerillo fu appoggiato dalla mafia nel 1985 – ha sostenuto il pentito – mi dissero di fargli campagna elettorale per le comunali e io lo feci anche se avevo un mio candidato: Gaspare Bonfanti, detto Elio e io mi occupai di lui>>. Quando il pg poi gli ha chiesto se Inzerillo fosse uomo d'onore, Pennino ha risposto: <<Se lo era, lo era come me e cioè in modo riservato>>. Inzerillo è stato segretario del senatore Giuseppe Cerami e poi di Attilio Ruffini, poi ha ricoperto il ruolo di consigliere comunale di Palermo dall'80 fino al '92 quando è divenuto senatore. E' stato più volte assessore e nel '90 vicesindaco nella giunta Lo Vasco. Il 15 febbraio 1995 Inzerillo è stato arrestato in seguito alle rivelazioni di diversi collaboratori di giustizia i quali hanno parlato di stretti rapporti tra il politico ed esponenti di spicco di Cosa Nostra e di una vera e propria organica compenetrazione in seno all'organizzazione mafiosa. Personaggi estranei alla mafia hanno confermato gli appoggi dati da alcune famiglie mafiose, in particolare quella di Brancaccio, alla carriera politica di Inzerillo. Condannato in primo grado per associazione mafiosa Inzerillo è stato assolto in appello. La Cassazione è intervenuta rinviando il processo alla prima sezione della corte d'appello di Palermo. Alle rivelazioni di Pennino si sono aggiunte anche quelle di Vincenzo Sinacori di Mazara del Vallo che ha raccontato di un incontro tra boss, che si sarebbe svolto nei primi mesi del '94 in un villaggio turistico di Cerda, durante il quale ha visto Inzerillo parlare con Matteo Messina Denaro e Leoluca Bagarella. Messina Denaro avrebbe detto a Sinacori che Inzerillo era “nelle mani” dei Graviano. Hanno testimoniato contro Inzerillo anche i collaboranti Giovanni Drago e Salvatore Cancemi. Drago avrebbe saputo da Giuseppe Graviano che Inzerillo, all'epoca in cui era assessore comunale, avrebbe autorizzato la costruzione di alcuni edifici in cambio di tangenti. Nel maggio 2003 l'ex senatore Dc è finito sotto indagine per concorso in strage nell'ambito dell'inchiesta sui mandanti occulti delle stragi mafiose del '93. Ma poi l'indagine è stata archiviata.
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Toghe Lucane: indagati, parti offese, reati
di Filippo De Lubac – Il Resto
Dall'atto di chiusura delle indagini preliminari, emergono gravissime
ipotesi di reato commessi: 1) dai magistrati nell'esercizio delle loro
funzioni apicali negli uffici della Procura Generale presso la Corte
d'Appello di Potenza, della Procura Antimafia di Potenza, della Corte
d'Appello di Potenza, della Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Matera, del Tribunale di Matera; 2) dai comandanti
nell'esercizio delle loro funzioni apicali presso gli uffici della
Polizia Giudiziaria presso la Procura Antimafia di Potenza e presso la
Regione Carabinieri di Basilicata; 3) da politici con mandato
parlamentare ricoprenti ruoli di governo
LEGGI TUTTO...
Articoli precedenti:
- ‘NDRANGHETA:Origini, storia, struttura
-
Il coraggio di Paolo Borsellino
-
Uno studio sulla finanza mondiale
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