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Pennino: appoggiammo Inzerillo nell'85 PDF Stampa E-mail

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di
Dora Quaranta - 1 aprile 2008
Palermo.
Il pentito Gioacchino Pennino ha deposto ieri come teste della difesa dinanzi alla I sezione della Corte d'Appello di Palermo nell'ambito del processo all'ex senatore Dc Vincenzo Inzerillo.

 


La testimonianza da lui resa in videoconferenza al mattino è stata ritenuta inutilizzabile dal presidente della corte, Gioacchino Mitra. Il collaboratore è tornato quindi a deporre nel pomeriggio ed ha ripetuto in aula quanto già dichiarato in una lettera indirizzata ai legali di Inzerillo: alle politiche del '92 la cosca di Brancaccio non ha appoggiato la candidatura del politico democristiano. <<Nel 1992 – ha raccontato Pennino – andai all'assessorato al Patrimonio, allora retto da Giacomo Affatigato e lì incontrai Filippo Graviano. Affatigato mi disse che era appoggiato dai Graviano, circostanza che mi venne confermata da Sebastiano Lombardo>>. Controesaminato dal pg Vittorio Teresi, Pennino ha però detto che la mafia si impegnò a sostenere la campagna elettorale di Inzerillo nelle comunali del 1985. <<Inzerillo fu appoggiato dalla mafia nel 1985 – ha    sostenuto il pentito – mi dissero di fargli campagna elettorale per le comunali e io lo feci anche se avevo un mio candidato: Gaspare Bonfanti, detto Elio e io mi occupai di lui>>. Quando il pg poi gli ha chiesto se Inzerillo fosse uomo d'onore, Pennino ha risposto: <<Se lo era, lo era come me e cioè in modo riservato>>.

Inzerillo è stato segretario del senatore Giuseppe Cerami e poi di Attilio Ruffini, poi ha ricoperto il ruolo di consigliere comunale di Palermo dall'80 fino al '92 quando è divenuto senatore. E' stato più volte assessore e nel '90 vicesindaco nella giunta Lo Vasco. Il 15 febbraio 1995 Inzerillo è stato arrestato  in seguito alle rivelazioni di diversi collaboratori di giustizia i quali hanno parlato di stretti rapporti tra il politico ed esponenti di spicco di Cosa Nostra e di una vera e propria organica compenetrazione in seno all'organizzazione mafiosa. Personaggi estranei alla mafia hanno confermato gli appoggi dati da alcune famiglie mafiose, in particolare quella di Brancaccio, alla carriera politica di Inzerillo. Condannato in primo grado per associazione mafiosa Inzerillo è stato assolto in appello. La Cassazione è intervenuta rinviando il processo alla prima sezione della corte d'appello di Palermo. Alle rivelazioni di Pennino si sono aggiunte anche quelle di Vincenzo Sinacori di Mazara del Vallo che ha raccontato di un incontro tra boss, che si sarebbe svolto nei primi mesi del '94 in un villaggio turistico di Cerda, durante il quale ha visto Inzerillo parlare con Matteo Messina Denaro e Leoluca Bagarella. Messina Denaro avrebbe detto a Sinacori che Inzerillo era “nelle mani” dei Graviano. Hanno testimoniato contro Inzerillo anche i collaboranti Giovanni Drago e Salvatore Cancemi. Drago avrebbe saputo da Giuseppe Graviano che Inzerillo, all'epoca in cui era  assessore comunale, avrebbe autorizzato la costruzione di alcuni edifici in cambio di tangenti.

Nel maggio 2003 l'ex senatore Dc è finito sotto indagine per concorso in strage nell'ambito dell'inchiesta sui mandanti occulti delle stragi mafiose del '93. Ma poi l'indagine è stata archiviata.


 
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