La Rivista
Marco Travaglio
Formidabili quei danni | Formidabili quei danni |
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di Marco Travaglio Perché mai? Perché la Procura di Roma ha archiviato l’inchiesta a carico suo e di Rutelli per abuso d’ufficio a proposito del volo di Stato al Gran premio di Monza, svelata dall’Espresso. E il gip di Catanzaro ha archiviato la sua posizione nell’inchiesta «Why Not». Ma intanto lui ha perso il posto. Ora, lui s’è dimesso per l’inchiesta di S. Maria Capua Vetere, più che mai aperta, e non per le altre due. Quanto al Gran Premio, non si capisce letteralmente di che parli Mastella: l’archiviazione non cancella il fatto, non significa che lui non fosse sull’aereo di Stato col figlio Elio per vedersi la Formula Uno a spese dei contribuenti. Significa che tutto ciò non è reato. E chissenefrega: nessuno aveva detto che lo fosse. S’era detto che è uno scandalo l’uso personal-familiare di risorse pubbliche, e lo si può ripetere tranquillamente oggi. In un paese serio non sarebbe Mastella a chiedere i danni: sarebbero i cittadini a chiedergli, in solido con Rutelli, di pagare la benzina dell’Air Force One. Sull’altra archiviazione, quella nel caso Why Not, i giornali scrivono che la gip Tiziana Macrì avrebbe addirittura scritto che Mastella non andava nemmeno indagato. Ma nessuno cita il passo del provvedimento e dunque è lecito dubitare che la giudice si sia spinta tanto oltre: per ora sono il Pg Enzo Iannelli e l’ex indagato Mastella ad attribuirle quella strana affermazione. Se davvero l’avesse fatta, la gip Macrì avrebbe compiuto un’indebita invasione nel campo del pm, unico soggetto abilitato per legge a decidere chi dev’essere iscritto e chi no. Il gip deve solo stabilire se gli elementi raccolti meritino o no il rinvio a giudizio e nient’altro. Se avesse eccepito su una scelta che spetta al pm, la gip avrebbe fatto ciò che viene rimproverato (ingiustamente) alla Forleo e dovrebbe (giustamente) risponderne al Csm. Ma perché Mastella era stato indagato da De Magistris? Secondo Carlo Macrì del Corriere, solo «per una presunta amicizia con Antonio Saladino» e perché «il suo numero di telefono era nell’agenda di Saladino». Ma le cose non stanno così. Per un anno De Magistris indaga su alcune società legate al capo della Compagnia delle opere calabrese, Antonio Saladino, rimpinzate di denaro pubblico poi finito nell’ipotesi d’accusa - nelle tasche di vari politici. Il sistema è talmente consolidato che di casi Why Not vedi ultima puntata di Report se ne contano a centinaia in tutto il Sud. Intercettando Saladino e altri indagati, come il piduista pregiudicato Luigi Bisignani, il generale Poletti, il costruttore Carducci, emerge che i suddetti erano in stretti rapporti con Mastella. Mastella gioca d’anticipo e il 20 settembre 2007 chiede al Csm di cacciare De Magistris da Catanzaro. Il Csm non l’accontenta, non subito almeno. Il pm continua a lavorare (a fine anno scadono i termini dell’indagine) e interroga vari testimoni, tra cui l’ex consigliere regionale del Psdi Giuseppe Tursi Prato, in carcere per mafia, voto di scambio e corruzione, che ha deciso di collaborare. Tursi Prato gli descrive il trasversalissimo sistema di potere di Saladino & C., con presunti scambi di favori e voti con vari politici, tra cui Mastella, eletto proprio in Calabria. Notizie di possibili reati che il 14 ottobre impongono al pm di iscrivere Mastella sul registro degli indagati per le ipotesi di truffa allo Stato italiano e all’Unione Europea, abuso d’ufficio e finanziamento illecito dei partiti: un atto dovuto a garanzia dello stesso inquisito, anche in vista della perquisizione che dovrà presto scattare nella sede del Campanile, l’organo Udeur finanziato dallo Stato e finanziatore della famiglia Mastella. De Magistris prende ogni precauzione per evitare fughe di notizie, informando- ne solo il procuratore aggiun- to. Ma «qualcuno» spiffera tutto a Libero, che il 19 ottobre titola: «Mastella indagato?». Il Pg Dolcino Favi non aspetta di meglio e lo stesso giorno avoca l’inchiesta per un grottesco «conflitto d’interessi» del pm: siccome Mastella vuol trasferi- re De Magistris, allora De Magistris ce l’ha con lui. Pare la fiaba del lupo e dell’agnello. Per legge il Pg non conosce le indagini, dunque non potreb- be avocare il fascicolo per un fatto l’iscrizione di Mastella a lui ignoto. Ma provvede Libero a informarlo, dandogli il destro per bloccare il pm titolare. Come aveva previsto, sempre su Libero, il profeta Renato Farina, già «agente Betulla», amico di Saladino, 8 giorni prima dell’avocazione e 3 giorni prima dell’iscrizione. Da Catanzaro, lo stesso 19 ottobre, trapela la notizia che proprio per quel giorno De Magistris aveva fissato perquisizioni al Campanile e alla ditta Carducci. Ma il Pg Favi le rinvia al 25, quando tutti ormai se le aspettano. L’effetto sorpresa è svanito, l’inchiesta su Mastella è rovinata. Alla fine l’unico a pagare è De Magistris, censurato e trasferito dal Csm. I danni dovrebbe chiederli lui. Mastella dovrebbe accendere un cero alla Madonna di Ceppaloni, per grazia ricevuta.
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
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terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Toghe Lucane: indagati, parti offese, reati
di Filippo De Lubac – Il Resto
Dall'atto di chiusura delle indagini preliminari, emergono gravissime
ipotesi di reato commessi: 1) dai magistrati nell'esercizio delle loro
funzioni apicali negli uffici della Procura Generale presso la Corte
d'Appello di Potenza, della Procura Antimafia di Potenza, della Corte
d'Appello di Potenza, della Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Matera, del Tribunale di Matera; 2) dai comandanti
nell'esercizio delle loro funzioni apicali presso gli uffici della
Polizia Giudiziaria presso la Procura Antimafia di Potenza e presso la
Regione Carabinieri di Basilicata; 3) da politici con mandato
parlamentare ricoprenti ruoli di governo
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- ‘NDRANGHETA:Origini, storia, struttura
-
Il coraggio di Paolo Borsellino
-
Uno studio sulla finanza mondiale
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