La Rivista
Marco Travaglio
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di Marco Travaglio
Cioè i suoi dipendenti. La scena ricorda gli applausi di Fantozzi, di Filini e dell’intero Ufficio Sinistri al megadirettore galattico che organizza visioni multiple obbligatorie della Corazzata Potemkin la sera della finalissima dei mondiali di calcio. Illustrando poi il suo personale concetto di stampa libera, l’editore più liberale della storia ha di nuovo chiesto la cacciata di Santoro per «uso criminoso della tv» e si è detto «deluso dai giornali su cui ha influenza la Fiat: Montezemolo poteva muoversi in modo diverso, a direttori e giornalisti bisogna dire di stare di qua o di là». Cioè: Montezemolo l’ha deluso perché lascia troppo liberi i suoi giornali. Infatti lui ha ingaggiato Ciarrapico perché «ci servono i suoi giornali». I giornali, com’è noto, non servono a dare notizie, ma a far vincere le elezioni. Possibilmente a lui. Il nostro sistema dell’informazione, che alle persone normali appare come il più servile, censurato e comatoso del mondo, a lui sembra ancora troppo sbarazzino, corrosivo. Ma ci sta lavorando. L’altro giorno, per esempio, mentre lui tuonava preventiva- mente contro «i brogli della sinistra», due presidenti di seggio finivano in galera per i brogli di Forza Italia alle comunali di Palermo contro Leoluca Orlando. Ma, a parte qualche breve di cronaca, stampa e tv non se ne sono nemmeno accorte. Intanto a Milano venivano condannati in appello la sua segretaria Marinella Brambilla e il suo assistente Niccolò Querci: 1 anno e 4 mesi per falsa testimonianza. Cioè per aver mentito sotto giuramento ai magistrati, negando l’incontro dell’8 giugno 1994 a Palazzo Chigi tra l’avvocato Fininvest Massimo Maria Berruti e l’allora premier Silvio Berlusconi. Subito dopo quella visita, Berruti depistò le indagini sulle mazzette Fininvest alla Guardia di Finanza, promettendo l’eterna gratitudine del Cavaliere ai finanzieri corrotti che avessero taciuto sulle tangenti del Biscione. Poi si difese in tribunale sostenendo di aver inquinato le prove «per tutelare la stabilità del governo». Condannato a 8 mesi per favoreggiamento, fu premiato con un seggio alla Camera: ora è ricandidato per la quarta volta e verrà presto raggiunto da Salvatore Sciascia, l’ex capo dei servizi fiscali Fininvest, condannato per aver corrotto i finanzieri, new entry delle liste del Pdl. La notizia della condanna di due dei pochissimi collaboratori del Cainano rimasti finora incensurati ha riscosso enorme successo presso la stampa e la tv: nemmeno una parola al Tg1, Tg2, Tg3, Tg4m, Tg5, Studio Aperto, TgLa7; manco una sillaba sui giornali, a parte una breve di 21 righe sul Corriere. Lo stesso giorno la Marcegaglia Spa, il gruppo della meravigliosa Emma, neopresidente di Confindustria, patteggiava 500 mila euro di pena pecuniaria e 250 mila di confisca, e la sua controllata NE Cct Spa altri 500 mila euro di pena e 5 milioni di confisca, mentre il vicepresidente Antonio Marcegaglia (fratello della Emma) si beccava 11 mesi per corruzione: nel 2003, infatti, Marcegaglia Spa pagò una mazzettona di 158 mila euro al manager Enipower Lorenzo Marzocchi per un appalto di caldaie di 127 milioni. Una notizietta da niente, se si pensa che Confindustria espelle gli imprenditori che, minacciati anche di morte dalla mafia, si piegano a pagare il pizzo (dunque, per la legge, sono vittime di estorsione). Che intende fare, invece, l’associazione presieduta da Emma Marcegaglia contro il gruppo Marcegaglia che pagava tangenti senz’alcuna costrizione né minaccia, sol per arraffare appalti in barba alla libera concorrenza? La domanda non si pone neppure, perché nessuno a parte 20 righe sul Corriere e 7 e mezza sulla Stampa ha dato la notizia. Per fortuna, in tanta desolazione, il giornalismo d’inchiesta sopravvive almeno su un quotidiano: il Giornale. Ieri l’house organ berlusconiano sparava in prima pagina una grande inchiesta dal titolo promettente: «Ecco l’Italia degli indegni. Top manager, fannulloni, giudici: vi sveliamo l’altra casta, quella di chi guadagna troppo e fa carriera ingiustamente». Inchiesta affidata a Vittorio Sgarbi, condannato definitivamente per truffa ai danni dello Stato per aver lavorato 3 giorni su 3 anni alla Soprintendenza di Venezia. Uno che, in fatto di indegni e fannulloni, è un’autorità di livello mondiale. Possima puntata: un'inchiesta sui politici che prendono l'ambulanza al posto del taxi, a cura di Gustavo Selva. tratto da L'unita' |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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