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Mandanti occulti
De Magistris: il ministro Scotti fa ricorso | De Magistris: il ministro Scotti fa ricorso |
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di Sandra Fischetti - 31 marzo 2008 censura e al trasferimento da Catanzaro, inibendogli anche di continuare a svolgere le sue funzioni di sostituto procuratore. Sembra pensarla così il ministro della Giustizia Luigi Scotti, che ha impugnato davanti alle Sezioni Unite civili della Cassazione quella decisione. La pronuncia di Palazzo dei marescialli è "illegittima", ha fatto mettere nero su bianco nel ricorso che ha affidato all'Avvocatura dello Stato, nella parte in cui ha assolto il magistrato dalle accuse di aver violato i suoi doveri per le fughe di notizie sulle sue inchieste, per i "sospetti" diffusi su superiori e colleghi, per le dichiarazioni alla stampa su complotti per fermare la sua attività e per non aver informato il suo diretto superiore di un provvedimento importante. La mossa del Guardasigilli è arrivata a sorpresa, il 20 marzo scorso, nell'ultimo giorno utile per proporre impugnazione. E con questa iniziativa Scotti sembra sposare in pieno le tesi del suo predecessore, Clemente Mastella, che il 20 settembre dell'anno scorso aveva promosso l'azione disciplinare e aveva chiesto il trasferimento d'ufficio e in via d'urgenza per De Magistris. Il ricorso - che ha per obiettivo ottenere che sia "cassata" la parte assolutoria della sentenza - è stato presentato non solo contro De Magistris, ma anche nei confronti del rappresentante dell'accusa, il sostituto Pg Vito D'Ambrosio, che aveva chiesto la condanna del magistrato per la gran parte, ma non per tutti, gli addebiti che gli erano stati mossi da Mastella. Scotti non fa sconti al Csm: è "insufficiente" e "illogica" - sottolinea il ricorso firmato dall'Avvocato dello Stato Enrico Arena - la motivazione con cui ha assolto De Magistris dall'accusa di mancanza di diligenza per le fughe di notizie che hanno segnato le sue inchieste, come quelle sull'iscrizione del premier Romano Prodi nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta Why not, sull'informazione di garanzia a carico di Luigi Bisignani,e sul decreto di perquisizione per il Pg Potenza Vincenzo Tufano. Il "tribunale delle toghe" si è limitato alla "negazione" dell'addebito- accusa il ministro "ignorando gli indizi gravi, precisi e concordanti di responsabilità, quanto meno a titolo di colpa". Quanto alle dichiarazioni del magistrato alla stampa, non ci sono dubbi: hanno leso "diritti o reputazione altrui", oppure, quando riguardavano l'attività giudiziaria , sono state rese "senza la delega del procuratore"; per questo, di fronte alla "accertata commissione di tali fatti" De Magistris non poteva essere assolto. E' "illogica e contraddittoria" anche la motivazione dell'assoluzione a proposito dei sospetti diffusi dal pm sui suoi superiori; un metodo che De Magistris ha usato, sostiene il ricorso "per giustificare l'inadempimento dei propri doveri di informazione e per gettare ombre sulla condotta e sulle persone dei colleghi". (ANSA). |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Il coraggio di Paolo Borsellino
di Antonino Di Matteo - 19 luglio 2008*
"Paolo Borsellino era un magistrato che con la passione e il rigore morale che lo contraddistinguevano rappresentava il concretizzarsi del principio costituzionale della "legge uguale per tutti"
Io appartengo a quel gruppo di giovani siciliani che si sono
determinati ad affrontare la dura avventura del concorso in
magistratura negli anni Ottanta, proprio perché affascinati dalla
inebriante brezza, anzi, dal forte vento di pulizia e di ribellione che
era rappresentato dalla esperienza del pool antimafia di Palermo. E
quindi il nome, il lavoro, il carisma di Giovanni Falcone e Paolo
Borsellino rappresentavano già allora per me, ma vi assicuro per molti
altri magistrati che sono anche qui oggi in questa sala, l’ideale punto
di riferimento di un cammino appena intrapreso con la decisione di
dedicare tutte le nostre forze al perseguimento di un sogno, quello di
diventare magistrato.
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Articoli precedenti:
-
Uno studio sulla finanza mondiale
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