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Lettera di Veltroni a Roberto Saviano PDF Stampa E-mail

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25 marzo - Walter Veltroni - Il Mattino
Veltroni: con Saviano fronte comune anti-camorra
Caro Saviano, ti scrivo dalla Sicilia, dove sono venuto a parlare di crescita e di legalità.


Ti scrivo oggi, prima che le tappe del pullman che mi porta in giro per l’Italia arrivino in Campania, perché voglio toglier di mezzo qualunque senso di incertezza, qualunque attesa. Mi chiedi di dire qualcosa che «nessun mafioso possa mai dimenticare». La dico. E voglio aggiungere alle parole anche degli atti, delle cose concrete che diano alla battaglia contro mafia e camorra, contro ’ndrangheta e criminalità il senso non di un «atto dovuto» da metter da parte subito dopo, ma di un pezzo insostituibile della nostra politica. Parlo qui, nella terra della mafia, ma soprattutto di chi lotta contro di essa, non per difendere la politica ma per individuarne le debolezze, le responsabilità e le colpe. È la vischiosità della politica il suo punto più debole, quello in cui essa si trova al confine con poteri oscuri che sono in grado di scambiare. Guardo con allarme al fenomeno del voto di scambio, specie quando questo diventa non singolo ma di massa. C’è un maxi-voto di scambio, fatto da una coincidenza: tengo una società imbrigliata, impedendo di sviluppare le sue potenzialità e dunque apro alla mafia, alla ’ndrangheta, alla camorra un’autostrada per esercitare il potere di controllo. Questa è la cosa che deve essere rotta. Credo che mai come questa volta la questione della criminalità sia così centrale in una campagna elettorale. Non solo per le parole che usiamo, ma per la convinzione che esista un nesso non scindibile tra crescita, sviluppo economico e sociale e piena libertà da ogni vincolo illegale. In una società legata lo spazio per la corruzione e l’illegalità cresce. Per questo, caro Saviano, ti dico: non dubitare dell’impegno del Pd. Nei prossimi giorni sarò in Campania e aprirò la prima tappa del viaggio in un luogo simbolico per me e per te. Sarò a Caserta a visitare uno dei beni sequestrati ai clan camorristici e oggi nelle mani di giovani coraggiosi. Il mio invito è quello di incontrarci lì, insieme ai tanti ragazzi, ai cittadini, a tutte quelle persone che imterpretano il loro impegno politico come una sfida civile alla criminalità. Il Pd nel suo programma - senza troppi proclami ma con la forza delle cose concrete - indica le risposte da dare alla criminalità organizzata: una giustizia veloce, pene certe, nessun lassismo e nessuna di quelle «falle» della giustizia dalle quali escono troppo spesso camorristi e mafiosi. E per quanto riguarda il Pd, abbiamo sempre detto di esser nati per contribuire a realizzare quella grande riforma - anche morale - della politica di cui l’Italia ha bisogno. Una politica meno invadente e più responsabile, meno pesante e più vicina ai cittadini. Di questo e della nostra idea di una Italia nuova stiamo parlando in tutte le città. Di questo parleremo in Campania, senza evitare i problemi scomodi, ma cercando e dando risposte. È qualcosa che, spero, possiamo fare insieme.
IL MATTINO 25 MARZO 2008
 
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  • La Rivista
    cop59.gif In edicola dal 18 luglio 2008

    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
    Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione.
    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...


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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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