Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Thursday
Dec 04th
Home arrow La Rivista arrow Mandanti occulti arrow Una storia di stragi e misteri
Una storia di stragi e misteri PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Una storia di stragi e misteri
Terra di mezzo
Oltreoceano
Cambio della guardia
Scacco al re
Una vita non vale un monumento
Senza volto
I servizi affossarono l'inchiesta sulla scomparsa di De Mauro

 


I servizi affossarono l’inchiesta sulla scomparsa di   De Mauro

 


Palermo. E’ in corso dinanzi alla terza sezione della Corte d’Assise di Palermo il processo per far luce sull’omicidio del giornalista de L’Ora Mauro De Mauro, sequestrato dalla mafia il 16 ottobre 1970. L’unico imputato è Totò Riina, collegato in videoconferenza da Milano, che all’epoca dei fatti era sostituto di Luciano Liggio in seno al triumvirato di cui facevano parte anche Stefano Bontade e Gaetano Badalamenti. Riina è accusato di essere stato il mandante della scomparsa di De Mauro che, secondo l’accusa, si collega sia con il golpe Borghese sia con la morte di Enrico Mattei. Il pentito siciliano Francesco Di Carlo ha deposto il 14 giugno sostenendo che il giornalista fu ucciso perché aveva saputo che a Roma stavano organizzando un colpo di Stato e che Cosa Nostra si era messa a disposizione dei golpisti. <<Cosa Nostra – ha aggiunto Di Carlo – non aderì successivamente al progetto dei generali perché questi ultimi volevano un elenco dei diecimila mafiosi che dovevano essere messi a disposizione e che per essere riconosciuti dovevano indossare una fascia al braccio nel giorno dello stesso golpe>>. A detta del pentito, da Roma arrivò l’ordine di zittire il giornalista e furono Emanuele D’Agostino, Bernardo Provenzano e Stefano Giaconia a sequestrarlo. Il giornalista fu <<affucato>>, strangolato dopo un interrogatorio per scoprire da chi aveva appreso la notizia.
A sua moglie De Mauro riferì di avere tra le mani un grosso colpo giornalistico, una notizia tanto grande da far tremare l’Italia. Lo ha raccontato ai giudici nella stessa udienza del 14 giugno Elda Barbieri, la vedova del giornalista, che in aula ha anche aggiunto un episodio riferitole dal capo della mobile Boris Giuliano: << Boris Giuliano mi disse che nel corso di una riunione era venuto qualcuno a Roma per affossare l’indagine sulla scomparsa di mio marito>>. Ora si scopre anche che lo stesso episodio, anni fa, era stato riferito dal pm Ugo Saito, attualmente in pensione, ai suoi colleghi di Pavia che avevano aperto un’inchiesta su De Mauro. Saito riferì di aver appreso da Boris Giuliano che la decisione di chiudere le indagini sul giornalista fu presa nel corso di una riunione a Villa Boscogrande alla presenza di uomini dei servizi segreti.
Anche Totò Riina accusa i servizi segreti e lo fa tramite il suo avvocato, Luca Cianferoni. Secondo il boss in quel sequestro c’era l’ombra degli 007.
Dora Quaranta

 tratto da Antimafiaduemila N° 49 Anno VI n3 2006

 



 
< Prec.   Pros. >
Advertisement
  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

    LEGGI TUTTO...
     
 

Video

Approfondimento quotidiano

newsletter-home.jpg


Pandora tv

pandora-web-2.gif




IL VIDEO/TUTORIAL DEL SITO ANTIMAFIADUEMILA

tutorial-web.jpg
banner-processi-ok.gif

Link

comitato_addiopizzo.gif



liberainformazione.jpg



ilresto_banner.jpg



telejatoweb.jpg



banner_corrierenews_web1.png



banner-u-cuntu-web.jpg




APPELLO

contro-il-lodo-alfano-web0.jpg

Statistiche

Utenti: 920
Notizie: 6571
Collegamenti web: 68
Visitatori: 3071867

Iscriviti

Password dimenticata? Nessun account? Registrati

Rss Feed

rss_web.png



Google Adv


Libri

colletti-sporchi-home.jpg

Libri

e-la-stampa-bellezza-home.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

giovanni-falcone-big--web1.jpg

E' successo oggi

clock.jpg