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Boss Pipitone torna in liberta'? | Boss Pipitone torna in liberta'? |
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A Pipitone, che chiedeva di essere messo agli arresti domiciliari nella sua abitazione o in una clinica neurospichiatrica, il magistrato di sorveglianza aveva risposto che se era vero che le sue condizioni erano «gravi, essendo il detenuto affetto da una patologia psichica in fase di deterioramento» era anche vero che - almeno «in astratto» - in carcere avrebbe potuto usufruire di «cure farmacologiche e interventi terapeutici». Questo punto di vista non è piaciuto alla Cassazione: «l'idoneità della struttura carceraria a somministrare le cure – hanno obiettato gli "ermellini" – deve essere esaminata in concreto e non solo in astratto». La «demenza» che affligge Pipitone – continua Piazza Cavour – «necessita di una valutazione particolare onde verificare se il detenuto possa rendersi conto di ciò che accade e della sua condizione di costrizione fisica, per valutarne la pericolosità ai fini della sussistenza delle esigenze cautelari». Insomma se il boss non sa più nemmeno dove si trova, non ha senso tenerlo in carcere, questa la conclusione del "verdetto" della Suprema Corte (sentenza 12716 della Prima sezione penale appena pubblicata). Il primo arresto di Pipitone avvenne nel gennaio 1994, con l'accusa di associazione per delinquere ed estorsione nell'ambito delle indagini seguite al ritrovamento del "libro mastro" della famiglia Madonia, in Via D'Amelio nel 1990. Gli investigatori lo definivano «uomo d'onore» e «personaggio mafioso di notevole spessore». Tra i business di Pipitone, anche un'impresa di calcestruzzi, la "Sicilconcret" di cui era contitolare. Scontata la pena, il boss dell'Acquasanta – cognato di Tommaso Cannella, consigliere di Provenzano – torna libero: fino al giugno 2006 quando scatta l'operazione 'Gothà che lo porterà alla condanna a 16 anni per «per avere diretto, pur demandando le questioni operative a un gregario, la famiglia mafiosa dell'Acquasanta; per aver costituito un punto di riferimento mafioso per il controllo di lavori pubblici e l'imposizione del pizzo alle imprese operanti nella zona; per aver mantenuto, attraverso il continuo scambio di messaggi e attraverso riunioni ed incontri, un costante collegamento con gli altri associati in libertà, in tal modo, svolgendo funzioni direttive per l'organizzazione». Ma la demenza – meglio di un colpo di spugna – potrebbe finire col condonare le colpe di un boss molto attivo nel settore del "pizzo" fino a due anni fa.(ansa) |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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