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Antimafia Duemila

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Oct 08th
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Premier Montenegro interrogato a Bari PDF Stampa E-mail

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28 marzo 2008

Bari. Milo Djukanovic si è presentato innanzi alla procura bares. E' indagato per associazione mafiosa e  traffico internazionale di sigarette.

Il primo ministro del Montenegro, Milo Djukanovic, di 45 anni, viene ascoltato dalla Procura di Bari, come indagato nell'ambito dell'inchiesta su un'associazione mafiosa finalizzata al traffico internazionale di sigarette di contrabbando. Djukanovic - a quanto si è saputo - ha chiesto lui di essere sentito: nel giugno 2007 venne notificato a lui e a suoi stretti collaboratori - tra cui l'ex ministro Miroslav Ivanisevic - l'avviso di conclusione delle indagini preliminari per contestazioni che fanno riferimento al periodo compreso tra il 1994 e il 2002. Djukanovic, che sarà accompagnato da un suo legale a da un interprete sarà interrogato dai pm inquirenti della Dda di Bari Eugenia Pontassuglia e Giuseppe Scelsi. In particolare Djukanovic è accusato di aver concesso al cittadino svizzero Franco Della Torre (a giudizio in un altro processo), la licenza per importare in Montenegro tabacchi (1000 tonnellate al mese) che poi, tramite i canali del contrabbando, sarebbero stati introdotti in Italia a bordo di 'scafi blu', di aver agevolato il traffico illecito tramite la società a partecipazione pubblica 'Zeta Trans'; di aver garantito, tramite i vertici della polizia montenegrina, che i motoscafi dei contrabbandieri attraccassero nei porti di Zelenica e di Bar e di aver dato protezione ai latitanti italiani che si rifugiavano in Montenegro. (ANSA).
 
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    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
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    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...


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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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