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Brogli elettorali, due arresti a Palermo | Brogli elettorali, due arresti a Palermo |
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SALVO PALAZZOLO
Hanno messo nell´urna 456 schede false, per favorire tre candidati della lista "Azzurri per Palermo", quella che alle elezioni del maggio 2007 sosteneva il futuro sindaco della città, Diego Cammarata. I presidenti delle sezioni 460 e 19 sono stati arrestati dalla Digos sulla base di un capo di imputazione lungo 15 pagine: il sostituto procuratore Maria Forti e il procuratore aggiunto Paolo Giudici contestano a Gaetano Giorgianni 17 falsi elettorali, a Giovanni Profeta 11. Per giustificare quelle schede in più, i presidenti non avrebbero esitato ad alterare verbali e comunicazioni al Comune. Adesso, rischiano una condanna fino a 8 anni. «Hanno commesso fatti di grave allarme sociale», ha decretato il gip Maria Pino, che ha firmato le ordinanze di custodia. E i tre "Azzurri per Palermo" che avrebbero beneficiato dei brogli si trovano indagati pure loro: si tratta di Francesco Paolo Teresi, oggi consigliere della Sesta circoscrizione; Vito Potenzano, piazzatosi primo dei non eletti della sua lista, alla Terza circoscrizione; Gaspare Corso, l´ex consigliere comunale che tentava nuovamente la scalata a Sala delle Lapide ma si piazzò solo quarto dei non eletti. Sono indagati anche i due segretari dei presidenti. E l´indagine sarebbe solo all´inizio. I brogli denunciati durante le operazioni di spoglio dall´altro candidato sindaco, Leoluca Orlando, ci furono davvero. In quelle ore convulse dello spoglio, anche i poliziotti della Digos erano all´opera, annotando con cura tutte le situazioni sospette nei seggi. Il giorno dopo, partiva la prima informativa per la Procura. Arrivò quasi in contemporanea con l´esposto di Orlando. Dopo mesi di indagini, il giallo rimane. Gli investigatori sono alla ricerca delle tre mani che hanno compilato le schede, «sempre le stesse» ha appurato un esperto grafologo nominato dalla Procura. I poliziotti della Digos vogliono soprattutto vedere chiaro sul vortice di telefonate che in quei giorni avvolse i presidenti arrestati e alcuni candidati: i tabulati telefonici avrebbero dischiuso un contesto di relazioni davvero inquietanti. La Procura scrive che nei comportamenti degli arrestati ci sono «modalità e analogie davvero sorprendenti e significative, al punto da avvalorare l´ipotesi di una comune matrice organizzativa». Giorgianni, disoccupato di 51 anni, era il presidente della sezione 460, sistemata alla scuola Vitali di via Inserra, a Cruillas. Profeta, 63 anni, pensionato del Banco di Sicilia, coordinava la sezione 19, alla scuola di via Pietro Spica, quartiere Guadagna: al momento dell´arresto si è sentito male, i poliziotti l´hanno dovuto accompagnare al pronto soccorso. «Le falsificazioni - inizia così l´atto d´accusa del pm Maria Forti - hanno cagionato la integrale compromissione degli esiti delle elezioni, alterandone i risultati. Attraverso le plurime condotte illecite consumate i due presidenti si sono resi responsabili, oltre che dei delitti ascritti, anche della compromissione, a livelli straordinariamente alti, del bene giuridico finale: il libero ed efficace esercizio del diritto di voto come fulcro della rappresentatività popolare e dell´ordinamento democratico dello stato».
Le accuse nei confronti di
Giorgianni e Potenzano passano in rassegna un lungo elenco di falsificazioni
negli atti delle sezioni. Tutto fatto ad arte (o quasi) per inserire quelle 456
schede fasulle. Di 127 ne ha beneficiato Corso, 106 sono state per Teresi:
queste sono quelle che avrebbe inserito Giorgianni. Potenzano ne avrebbe
sistemate di nascosto nell´urna 112 per Corso, 111 per Potenzano. Le schede
sono quelle autentiche del Comune, provenienti dallo stock di 1.200 cartoncini
assegnato a ogni sezione. Il presidente della sezione 460 li avrebbe sistemate
prima di sigillare l´urna. Così ha raccontato uno scrutatore alla polizia: «La
mattina del 13 maggio, mi sono presentato regolarmente alle 5,55. Assieme agli
altri scrutatori abbiamo aspettato che qualcuno ci chiamasse. Alle 6,15, dal
momento che eravamo gli unici scrutatori rimasti fuori, un agente ci invitava a
salire, perché la sezione era aperta. Entrati, abbiamo trovato il presidente
dentro: le urne erano già sistemate sui banchetti e sigillate». Il presidente
della sezione 19 fu più accorto, ma i verbali falsati hanno fatto emergere
presto i brogli. I poliziotti hanno raccolto anche le dichiarazioni dei rappresentanti
di lista che il pomeriggio dello spoglio avanzarono più di un dubbio. Le schede
riprese dagli archivi e le testimonianze sono adesso il nodo dell´inchiesta.
Elezioni. arresti palermo, Rita Borsellino: e’ una conferma alle denunce fatte, serva da monito per questa nuova tornata elettorale.
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Toghe Lucane: indagati, parti offese, reati
di Filippo De Lubac – Il Resto
Dall'atto di chiusura delle indagini preliminari, emergono gravissime
ipotesi di reato commessi: 1) dai magistrati nell'esercizio delle loro
funzioni apicali negli uffici della Procura Generale presso la Corte
d'Appello di Potenza, della Procura Antimafia di Potenza, della Corte
d'Appello di Potenza, della Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Matera, del Tribunale di Matera; 2) dai comandanti
nell'esercizio delle loro funzioni apicali presso gli uffici della
Polizia Giudiziaria presso la Procura Antimafia di Potenza e presso la
Regione Carabinieri di Basilicata; 3) da politici con mandato
parlamentare ricoprenti ruoli di governo
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Articoli precedenti:
- ‘NDRANGHETA:Origini, storia, struttura
-
Il coraggio di Paolo Borsellino
-
Uno studio sulla finanza mondiale
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