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Brogli elettorali, due arresti a Palermo PDF Stampa E-mail

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28 marzo 2008

Presidenti di seggio accusati di aver falsificato 580 schede per favorire una lista che appoggiava Cammarata. L'episodio si riferisce alle amministrative del maggio 2007.


Imbucarono 456 schede per favorire tre candidati azzurri
Le anomalie alla Guadagna e a Cruillas Uno dei favoriti risultò eletto
Indagati Corso uscente al Comune e i consiglieri di circoscrizione Potenzano e Teresi

SALVO PALAZZOLO

Hanno messo nell´urna 456 schede false, per favorire tre candidati della lista "Azzurri per Palermo", quella che alle elezioni del maggio 2007 sosteneva il futuro sindaco della città, Diego Cammarata. I presidenti delle sezioni 460 e 19 sono stati arrestati dalla Digos sulla base di un capo di imputazione lungo 15 pagine: il sostituto procuratore Maria Forti e il procuratore aggiunto Paolo Giudici contestano a Gaetano Giorgianni 17 falsi elettorali, a Giovanni Profeta 11. Per giustificare quelle schede in più, i presidenti non avrebbero esitato ad alterare verbali e comunicazioni al Comune. Adesso, rischiano una condanna fino a 8 anni.

«Hanno commesso fatti di grave allarme sociale», ha decretato il gip Maria Pino, che ha firmato le ordinanze di custodia. E i tre "Azzurri per Palermo" che avrebbero beneficiato dei brogli si trovano indagati pure loro: si tratta di Francesco Paolo Teresi, oggi consigliere della Sesta circoscrizione; Vito Potenzano, piazzatosi primo dei non eletti della sua lista, alla Terza circoscrizione; Gaspare Corso, l´ex consigliere comunale che tentava nuovamente la scalata a Sala delle Lapide ma si piazzò solo quarto dei non eletti. Sono indagati anche i due segretari dei presidenti.

E l´indagine sarebbe solo all´inizio. I brogli denunciati durante le operazioni di spoglio dall´altro candidato sindaco, Leoluca Orlando, ci furono davvero. In quelle ore convulse dello spoglio, anche i poliziotti della Digos erano all´opera, annotando con cura tutte le situazioni sospette nei seggi. Il giorno dopo, partiva la prima informativa per la Procura. Arrivò quasi in contemporanea con l´esposto di Orlando.

Dopo mesi di indagini, il giallo rimane. Gli investigatori sono alla ricerca delle tre mani che hanno compilato le schede, «sempre le stesse» ha appurato un esperto grafologo nominato dalla Procura. I poliziotti della Digos vogliono soprattutto vedere chiaro sul vortice di telefonate che in quei giorni avvolse i presidenti arrestati e alcuni candidati: i tabulati telefonici avrebbero dischiuso un contesto di relazioni davvero inquietanti. La Procura scrive che nei comportamenti degli arrestati ci sono «modalità e analogie davvero sorprendenti e significative, al punto da avvalorare l´ipotesi di una comune matrice organizzativa».

Giorgianni, disoccupato di 51 anni, era il presidente della sezione 460, sistemata alla scuola Vitali di via Inserra, a Cruillas. Profeta, 63 anni, pensionato del Banco di Sicilia, coordinava la sezione 19, alla scuola di via Pietro Spica, quartiere Guadagna: al momento dell´arresto si è sentito male, i poliziotti l´hanno dovuto accompagnare al pronto soccorso. «Le falsificazioni - inizia così l´atto d´accusa del pm Maria Forti - hanno cagionato la integrale compromissione degli esiti delle elezioni, alterandone i risultati. Attraverso le plurime condotte illecite consumate i due presidenti si sono resi responsabili, oltre che dei delitti ascritti, anche della compromissione, a livelli straordinariamente alti, del bene giuridico finale: il libero ed efficace esercizio del diritto di voto come fulcro della rappresentatività popolare e dell´ordinamento democratico dello stato».

Le accuse nei confronti di Giorgianni e Potenzano passano in rassegna un lungo elenco di falsificazioni negli atti delle sezioni. Tutto fatto ad arte (o quasi) per inserire quelle 456 schede fasulle. Di 127 ne ha beneficiato Corso, 106 sono state per Teresi: queste sono quelle che avrebbe inserito Giorgianni. Potenzano ne avrebbe sistemate di nascosto nell´urna 112 per Corso, 111 per Potenzano. Le schede sono quelle autentiche del Comune, provenienti dallo stock di 1.200 cartoncini assegnato a ogni sezione. Il presidente della sezione 460 li avrebbe sistemate prima di sigillare l´urna. Così ha raccontato uno scrutatore alla polizia: «La mattina del 13 maggio, mi sono presentato regolarmente alle 5,55. Assieme agli altri scrutatori abbiamo aspettato che qualcuno ci chiamasse. Alle 6,15, dal momento che eravamo gli unici scrutatori rimasti fuori, un agente ci invitava a salire, perché la sezione era aperta. Entrati, abbiamo trovato il presidente dentro: le urne erano già sistemate sui banchetti e sigillate». Il presidente della sezione 19 fu più accorto, ma i verbali falsati hanno fatto emergere presto i brogli. I poliziotti hanno raccolto anche le dichiarazioni dei rappresentanti di lista che il pomeriggio dello spoglio avanzarono più di un dubbio. Le schede riprese dagli archivi e le testimonianze sono adesso il nodo dell´inchiesta.
LA REPUBBLICA PALERMO 29 MARZO 2008

 

 

 

Elezioni. arresti palermo, Rita Borsellino: e’ una conferma alle denunce fatte, serva da monito per questa nuova tornata elettorale.
 
“Gli arresti di oggi confermano quanto avevamo denunciato già all’indomani delle ultime comunali di Palermo. Nel 2007 le elezioni sono state falsate da numerose irregolarità e da brogli che erano sotto gli occhi di tutti. Ancora una volta in Sicilia tocca alla magistratura fare chiarezza”. Lo dice Rita Borsellino candidata all’Ars nella lista Rita Borsellino – La Sinistra l’Arcobaleno. “C’è da augurarsi – continua - che tutto questo non si ripeta e che anzi gli arresti di stamattina siano un  monito per avere comportamenti chiari e responsabili da parte di chi come gli scrutatori e i presidenti di seggio è chiamato ad assicurare un regolare svolgimento delle operazioni di voto”..
www.ritaborsellino.it


PALERMO/ ORLANDO: ORA E' CHIARO CHE SENZA BROGLI AVREI VINTO IO
"Quanto avvenuto ad amministrative si può ripetere a politiche"

Palermo, 28 mar. (Apcom) - "Il voto amministrativo di Palermo dello scorso anno è stato prima controllato, poi comprato e infine, visto che era a tutti evidente che avrei comunque vinto a primo turno, è stato manipolato. Gli arresti di oggi sono solo una piccola conferma alle tante e circostanziate denunce che con centinaia di cittadini, anche candidati, presentammo nei giorni successivi al voto". Lo afferma Leoluca Orlando, portavoce nazionale di Italia dei Valori e candidato sindaco delle scorse amministrative a Palermo, commentando l'arresto per brogli elettorali di due presidenti di seggio.
Orlando, ribadendo le irregolarità avvenute in sede di spoglio, ricorda che "sono ancora sotto gli occhi di tutti i verbali sbianchettati, i voti scomparsi nel nulla e, soprattutto, il caos scientificamente organizzato a Palazzo delle Aquile per la ricezione dei plichi elettorali di cui nessuno accertava l'autenticità e la provenienza".
"E' evidente - segnala il portavoce di Italia dei valori - che quanto avvenuto potrebbe ripetersi fra due settimane, anche in considerazione del fatto che sono gli stessi burocrati che allora organizzarono il caos a poter condizionare gli stessi uffici chiave dell'Amministrazione comunale: Servizio Elettorato, Anagrafe e Segreteria Generale. E' altrettanto evidente che non si tratta più e non soltanto di un problema di gestione dei procedimenti elettorali, ma di un problema di ordine pubblico, perchè elezioni così scientificamente disorganizzate - conclude Orlando - potrebbero facilmente essere condizionate dalla criminalità organizzata".
http://notizie.alice.it

 

 

 

 


 

 


 

 
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    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

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