| Talpe Dda: Borzachelli condannato a 10 anni |
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L'ex deputato regionale dell'Udc, accusato di concussione, tentativo di concussione e violazione di segreto d'ufficio nell'ambito del processo nato dall'inchiesta sulle "talpe alla Dda" di Palermo. I pm Maurizio De Lucia e Nino Di Matteo avevano chiesto la condanna dell'imputato a 13 anni di reclusione.
Borzacchelli è stato assolto
soltanto da uno dei capi di imputazione quello relativo alla
tentata concussione e condannato per tutti gli altri reati
riuniti sotto il vincolo della continuazione. I giudici hanno
condannato il maresciallo anche all'interdizione perpetua dai
pubblici uffici. Secondo gli inquirenti, l'imputato, abusando
della sua funzione e della carica di deputato dell'Ars, avrebbe
indotto il manager della sanità privata palermitana, Michele
Aiello, condannato nell'ambito della stessa indagine a 14 anni
di carcere per associazione mafiosa, a dargli del denaro e
avrebbe cercato di farsi intestare quote della società di
diagnostica di cui l'imprenditore era titolare. Aiello si è
costituito parte civile nel processo al sottufficiale dell'Arma.
Borzacchelli è stato condannato a versargli 25mila euro a
titolo di risarcimento del danno.
L'imputato, inoltre, avrebbe informato il manager delle
dichiarazioni fatte sul suo conto, agli investigatori, dal
pentito Salvatore Barbagallo e avrebbe comunicato al presidente
della Regione Salvatore Cuffaro notizie riservate su indagini,
condotte dal maresciallo del Ros dei carabinieri Giorgio Riolo,
riguardanti il capomafia palermitano Giuseppe Guttadauro.
Il processo, come hanno sottolineato i pm Maurizio De Lucia e
Nino Di Matteo durante la requisitoria, "ha fatto emergere le
gravi responsabilità del carabiniere". I pm hanno però
evidenziato che, allo stesso tempo, "sono stati altri militari
dell'Arma, quelli del Nucleo operativo del colonnello Gianmarco
Sottili, che con grande professionalità, incisività, efficacia
e onestà intellettuale, senza guardare in faccia a nessuno,
hanno squarciato il velo che copriva una verità così
scomoda". (ANSA). |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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