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Rassegna Stampa
Conti segreti in Liechtenstein, 390 gli indagati in Italia. | Conti segreti in Liechtenstein, 390 gli indagati in Italia. |
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Al lavoro 37 procure Tra i nomi emersi, Buttiglione, Grillo, Bonsignore, Milva e Mian. I reati contestati: omessa dichiarazione dei redditi. La maggior parte degli atti trasmessi a Milano, Roma, Bolzano.
Milano La lista di Vaduz adesso è una lista di indagati. La procura di Roma ha infatti iscritto nell’apposito registro 388 persone fisiche più due società. I reati contestati sono «l’infedele dichiarazione» e «l’omessa dichiarazione dei redditi». Tra i nomi già emersi della lista ricordiamo quelli dell’esponente dell’Udc, Rocco Buttiglione, titolare di un conto corrente, del parlamentare di Forza Italia Luigi Grillo, della cantante Milva, di Carlo Sama, ex amministratore di Montedison e braccio destro di Raul Gardini, e del gruppo farmaceutico che fa capo alla famiglia Mian. Gli atti relativi a 330 indagati sono stati trasmessi da Roma ad altre 37 procure. Al vaglio dei pubblici ministeri della capitale titolari dell’inchiesta, Pier Filippo Laviani e Mario Dovinola, restano così soltanto 60 nomi, quasi tutti imprenditori. Nessun personaggio del mondo dello sport e dello spettacolo, come si pensava in un primo momento. La procura maggiormente interessate così sarà quella di Milano, che dovrà indagare su oltre 100 persone, seguita da Bolzano con 40 indagati e da Firenze, dove da Roma è stata spedita una lista contenente 20 nomi. E ancora Venezia, Genova, Varese, Vicenza e Pordenone. A Napoli gli iscritti nel registro degli indagati sono due persone fisiche, di cui si conosce già l’identità: si tratta dell’europarlamentare eletto nell’Udc, ed ora passato al Pdl, Vito Bonsignore e della commercialista napoletana Stefania Tucci. Il pm Vincenzo Piscitelli, della sezione criminalità economica della procura partenopea, ha avanzato l’ipotesi di reato di riciclaggio.La procura di Roma inoltrerà nei prossimi giorni una rogatoria internazionale alle autorità del Liechtenstein per verificare se i riscontri effettuati dalla guardia di finanza, e sulla cui base si è proceduto all’iscrizione nel registro degli indagati, troveranno conferma anche nei dati bancari. Al momento gli elementi in possesso degli inquirenti risultano confermati per una ventina di persone. Per quanto riguarda gli altri, nel caso in cui da Vaduz non arrivassero risposte le indagini potrebbero complicarsi, inducendo i magistrati a concludere per la infondatezza dal punto di vista penale degli elementi fin qui raccolti, a meno che non vengano trovate conferme degli illeciti da altre fonti. Per quanto invece riguarda il processo tributario, spetterà agli indagati dimostrare la liceità delle condotte loro contestati dagli inquirenti. È possibile che alcuni degli indagati abbiano presentato la dichiarazione in forma riservata dei capitali posseduti all’estero in base alla normativa sul cosiddetto “scudo fiscale”. Elemento che allo stato delle indagini non è verificabile da parte degli inquirenti e che porterebbe all’archiviazione di queste posizioni. Le iscrizioni nel registro degli indagati si basano sulle verifiche effettuate, su delega della procura, dal nucleo di polizia tributaria di roma, comandato dal colonnello Vito Augelli. A partire dalla lista e dagli altri elementi acquisiti dalla agenzia delle entrate, le Fiamme gialle hanno proceduto a identificare i soggetti titolari dei conti e a raggrupparli per gruppi o trust. Per ciascuna persona fisica è stato quindi creato un dossier con gli elementi (tra cui quelli risultanti dall’anagrafe tributaria ed eventuali precedenti provvedimenti di polizia) ricavati dalle banche dati della guardia di finanza. Gli importi relativi a ciascun conto all’esame degli inquirenti variano dai 200mila euro fino ai 400 milioni di euro. Tra i nomi della lista emersi nei giorni scorsi figurano numerosi imprenditori e alcuni politici. Intanto Gaetano Pecorella, deputato di Forza Italia e legale di Silvio Berlusconi, dichiara che «gli elenchi con i nomi di titolari italiani di conti correnti in Liechtenstein sono inutilizzabili perché si tratta di prove raccolte illecitamente. Il funzionario di banca che ha fornito il dossier ha commesso un illecito visto che si tratta di informazioni coperte da segreto bancario che in Liechtenstein e anche in Italia è tutelato dalla legge». L'UNITA' 28 MARZO 2008 |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Toghe Lucane: indagati, parti offese, reati
di Filippo De Lubac – Il Resto
Dall'atto di chiusura delle indagini preliminari, emergono gravissime
ipotesi di reato commessi: 1) dai magistrati nell'esercizio delle loro
funzioni apicali negli uffici della Procura Generale presso la Corte
d'Appello di Potenza, della Procura Antimafia di Potenza, della Corte
d'Appello di Potenza, della Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Matera, del Tribunale di Matera; 2) dai comandanti
nell'esercizio delle loro funzioni apicali presso gli uffici della
Polizia Giudiziaria presso la Procura Antimafia di Potenza e presso la
Regione Carabinieri di Basilicata; 3) da politici con mandato
parlamentare ricoprenti ruoli di governo
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Articoli precedenti:
- ‘NDRANGHETA:Origini, storia, struttura
-
Il coraggio di Paolo Borsellino
-
Uno studio sulla finanza mondiale
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