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Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Conti segreti in Liechtenstein, 390 gli indagati in Italia.
Conti segreti in Liechtenstein, 390 gli indagati in Italia. PDF Stampa E-mail

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di Giuseppe Caruso -27 marzo 2008

Al lavoro 37 procure Tra i nomi emersi, Buttiglione, Grillo, Bonsignore, Milva e Mian. I reati contestati: omessa dichiarazione dei redditi. La maggior parte degli atti trasmessi a Milano, Roma, Bolzano.

 

Milano La lista di Vaduz adesso è una lista di indagati. La procura di Roma ha infatti iscritto nell’apposito registro 388 persone fisiche più due società. I reati contestati sono «l’infedele dichiarazione» e «l’omessa dichiarazione dei redditi». Tra i nomi già emersi della lista ricordiamo quelli dell’esponente dell’Udc, Rocco Buttiglione, titolare di un conto corrente, del parlamentare di Forza Italia Luigi Grillo, della cantante Milva, di Carlo Sama, ex amministratore di Montedison e braccio destro di Raul Gardini, e del gruppo farmaceutico che fa capo alla famiglia Mian. Gli atti relativi a 330 indagati sono stati trasmessi da Roma ad altre 37 procure. Al vaglio dei pubblici ministeri della capitale titolari dell’inchiesta, Pier Filippo Laviani e Mario Dovinola, restano così soltanto 60 nomi, quasi tutti imprenditori. Nessun personaggio del mondo dello sport e dello spettacolo, come si pensava in un primo momento. La procura maggiormente interessate così sarà quella di Milano, che dovrà indagare su oltre 100 persone, seguita da Bolzano con 40 indagati e da Firenze, dove da Roma è stata spedita una lista contenente 20 nomi. E ancora Venezia, Genova, Varese, Vicenza e Pordenone. A Napoli gli iscritti nel registro degli indagati sono due persone fisiche, di cui si conosce già l’identità: si tratta dell’europarlamentare eletto nell’Udc, ed ora passato al Pdl, Vito Bonsignore e della commercialista napoletana Stefania Tucci. Il pm Vincenzo Piscitelli, della sezione criminalità economica della procura partenopea, ha avanzato l’ipotesi di reato di riciclaggio.La procura di Roma inoltrerà nei prossimi giorni una rogatoria internazionale alle autorità del Liechtenstein per verificare se i riscontri effettuati dalla guardia di finanza, e sulla cui base si è proceduto all’iscrizione nel registro degli indagati, troveranno conferma anche nei dati bancari. Al momento gli elementi in possesso degli inquirenti risultano confermati per una ventina di persone. Per quanto riguarda gli altri, nel caso in cui da Vaduz non arrivassero risposte le indagini potrebbero complicarsi, inducendo i magistrati a concludere per la infondatezza dal punto di vista penale degli elementi fin qui raccolti, a meno che non vengano trovate conferme degli illeciti da altre fonti. Per quanto invece riguarda il processo tributario, spetterà agli indagati dimostrare la liceità delle condotte loro contestati dagli inquirenti. È possibile che alcuni degli indagati abbiano presentato la dichiarazione in forma riservata dei capitali posseduti all’estero in base alla normativa sul cosiddetto “scudo fiscale”. Elemento che allo stato delle indagini non è verificabile da parte degli inquirenti e che porterebbe all’archiviazione di queste posizioni. Le iscrizioni nel registro degli indagati si basano sulle verifiche effettuate, su delega della procura, dal nucleo di polizia tributaria di roma, comandato dal colonnello Vito Augelli. A partire dalla lista e dagli altri elementi acquisiti dalla agenzia delle entrate, le Fiamme gialle hanno proceduto a identificare i soggetti titolari dei conti e a raggrupparli per gruppi o trust. Per ciascuna persona fisica è stato quindi creato un dossier con gli elementi (tra cui quelli risultanti dall’anagrafe tributaria ed eventuali precedenti provvedimenti di polizia) ricavati dalle banche dati della guardia di finanza. Gli importi relativi a ciascun conto all’esame degli inquirenti variano dai 200mila euro fino ai 400 milioni di euro. Tra i nomi della lista emersi nei giorni scorsi figurano numerosi imprenditori e alcuni politici. Intanto Gaetano Pecorella, deputato di Forza Italia e legale di Silvio Berlusconi, dichiara che «gli elenchi con i nomi di titolari italiani di conti correnti in Liechtenstein sono inutilizzabili perché si tratta di prove raccolte illecitamente. Il funzionario di banca che ha fornito il dossier ha commesso un illecito visto che si tratta di informazioni coperte da segreto bancario che in Liechtenstein e anche in Italia è tutelato dalla legge».

L'UNITA' 28 MARZO 2008  

 
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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

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    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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