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Antimafia Duemila

Saturday
May 17th
Parli come bada PDF Stampa E-mail

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di Marco Travaglio
Se in Italia le Authority fossero una cosa seria, ce ne vorrebbe una per la tutela della parole.Contro gli abusi e le torsioni che subiscono, contro l’immondo mercato che le trasforma in merci buone per tutti gli usi.

 Esempio: si discute sull’opportunità o meno di nominare Di Pietro ministro della Giustizia, dopo che Veltroni ha detto alla Bignardi che non se ne parla proprio. Ciascuno può pensarla come gli pare, purchè ­ possibilmente ­ argomenti il suo pensiero. Non è questo il caso di Polito che ha dichiarato al QN: «Di Pietro ministro di Giustizia in un governo del Pd è inimmagina- bile: è come se, sul versante opposto, pensassero a Previti ministro della Giustizia. Previti e Di Pietro sono i due estremi di una guerra tra politica e magistratura, alla quale il Pd si propone di mettere fine». Concentriamoci sulle parole «Previti», «Di Pietro», «estremi», «guerra». Previti è un pregiudicato, condannato definitivamente a 7 anni e mezzo per corruzione giudiziaria, avendo pagato alcuni giudici per compra- re due sentenze: la prima procurò all’amico Rovelli un risarcimento non dovuto di 1.000 miliardi dallo Stato; la seconda procurò all’amico Berlusconi la Mondado- ri, sottratta al proprietario De Benedetti. Di Pietro è un ex pm, noto per aver condotto con alcuni colleghi la più importante indagine anticorruzione della storia d’Europa, facendo condan- nare 1200 colletti bianchi e salvando il Paese dalla bancarotta finanziaria e morale. Fra l’altro Di Pietro non s’è mai occupato di Previti, essendosi dimesso dal pool nel dicembre ’94, mentre le indagini sulle toghe sporche iniziarono nell’estate ‘95. In che senso i due sarebbero gli «estremi di una guerra fra politica e magistratura»? Quale guerra? Dichiarata da chi? Combattuta, vinta, persa, pareggiata da chi? Negli Usa il governatore di New York è l’ex procuratore Rudolph Giuliani, noto per le sue indagini sulla mafia e i colletti bianchi di Wall Street (vedi film con Michael Douglas), che fece arrestare in gran quantità: a qualcuno è mai venuto in mente di paragonarlo ai suoi ex-imputati, di dire che questi e quello sono gli «estremi di una guerra tra mafia/alta finanza e magistratura»? Totò direbbe: «Ma mi faccia il piacere, parli come bada». Sullo stesso tema si esercita un altro gigante del pensiero, Boselli, quello che usa Gesù come testimonial per far rieleggere De Michelis e Bobo Craxi: «Di Pietro è il simbolo della giustizia spettacolo, non può fare il Guardasigilli». Che significa «giustizia spettacolo»? Di Pietro partecipò forse a show televisivi ai tempi di Mani Pulite? Mai visto in tv, mai dato interviste ai giornali (salvo una, molto generica, a Biagi). Giustizia spettacolo è quella di Cogne, Rignano, Erba, Perugia, Garlasco, cioè dei processi celebrati in tv: Di Pietro i suoi li faceva in aula, infatti i colpevoli venivano scoperti e condannati. Boselli dica che Di Pietro non gli piace perchè ha fatto condannare i suoi migliori amici e lui non se n’è ancora riavuto. Ma che senso ha vaneggiare di «giustizia spettacolo»? Il fatto è che, quando si parla di giustizia, chi non ha argomenti innesta il pilota automatico e dà fiato alla bocca con le solite frasi fatte senza senso. Don Gelmini, imputato di molestie sessuali su dieci ragazzi, ha così commentato la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Terni: «È il risultato della tempesta mediatica che ha accompagnato l’inchiesta». Ma l’inchiesta non è stata accompagnata da alcuna tempesta mediatica, visto che se n’è saputo qualcosa solo quand’era finita. I giornali ne hanno scritto per la notorietà dell’indagato e per la gravità delle accuse: ma questa si chiama cronaca giudiziaria, non tempesta mediatica. E non può essere la causa dell’indagine, visto che è venuta dopo: è l’effetto. Così come la richiesta di rinvio a giudizio è l’effetto dell’indagine, non della cronaca giudiziaria. Sergio Romano, che sulla giustizia non ne ha mai azzeccata una, si arrampica sugli specchi del Corriere a proposito degli evasori in Liechtenstein: a suo avviso c’è stata una «reazione giustizialista di una parte dell’opinione pubblica». Che significa «reazione giustizia- lista»? E, di grazia, quale sarebbe la reazione appropriata del cittadino che paga le tasse anche per i furboni che occultano il bottino a Vaduz? Dovrebbe chiamare i furboni per complimentarsi? O scrivere ai giudici perché non li disturbino? Ci faccia sapere.

Uliwood party

L'Unita' 27 marzo 2008

 
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  • La Rivista
    copert57.gif In edicola dal 3 marzo 2008

    In questo numero:
    Elezioni politiche 2008 ecco alcuni nomi da non votare a causa di un curriculum discutibile. Con un’operazione da manuale il Ros cattura Pasquale Condello, il “Provenzano” della ‘ndrangheta.
    Scandalo sanità ed arresti eccellenti in Calabria per mafia, droga ed appalti.
    Cosa Nostra è ad una svolta: quali saranno le sue future strategie?

    Risponde per noi il pm Domenico Gozzo.
    Duro colpo alla mafia trapanese: arrestato Grigoli, re della catena Despar e prestanome del boss Matteo Messina Denaro.
    Un verdetto storico: il presidente della Regione Sicilia Cuffaro condannato a 5 anni ed interdetto dai pubblici uffici per favoreggiamento personale a singoli mafiosi.
    Intervista all’avv. Tamburello: un viaggio nell’orrore delle stragi del ’92.
    Gli affari ed i misteri dello Ior, la banca del Vaticano.
    Ed altro ancora…

    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

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    Baciamo le mani

    Eccoci qui con il nostro governo nuovo di zecca. Ha stravinto il Partito delle libertà di Berlusconi con l’apporto fondamentale della Lega Nord, il Partito Democratico di Veltroni ha subito una pesante sconfitta e i partiti di estremità sia a destra che a sinistra sono scomparsi dal parlamento. E’ il volto della nuova Italia bipolare nella quale, come già ci hanno dimostrato, si va d’accordissimo, c’è pace e dialogo perché il paese ha bisogno di stabilità e non c’è tempo da perdere.

    E guai a chi vuol fare da guastafeste e minare il dialogo, viene linciato con la verga bipartisan.

    A inaugurare il nuovo metodo all’educato olio di ricino è stato Marco Travaglio. Che si è permesso ancora una volta di utilizzare la televisione come organo di informazione, cioè si è preso la briga, ad autentico sprezzo del pericolo, di dare ai cittadini una notizia. Per altro non esclusiva.

    Invitato da Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa ha osato informare i cittadini italiani che il neo-presidente del senato Senato Renato Schifani ha avuto, nel procedere della sua carriera, amicizie e frequentazioni poco raccomandabili. Con boss mafiosi per l’esattezza.


    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_100_pixel.jpg

     

    Inserto Terzo Millennio N. 57



    In questo numero:

    l’Europa plaude all’indipendenza del Kosovo, ma Giulietto Chiesa avverte che così è stata innescata una miccia nei Balcani.E’ davvero la Cina il pericolo maggiore per l’emissione di CO2?
    Arrestato il tenente generale Gregorio Alvarez, emblema della feroce dittatura militare uruguaiana: ora finalmente la verità sul periodo più atroce della storia dell’Uruguay. Emergenza acqua: un affare da miliardi di euro l’anno. Appalti, privatizzazioni sospette nel mirino delle indagini giudiziarie. Il presidente del Cipsi illustra la campagna Libera l’Acqua che porterà la preziosa risorsa idrica in 13 Paesi poveri del pianeta. La Funima International si attiva per lo scavo di un pozzo nella regione di Catamarca (Argentina), nella località La Alumbrera. 

     
 

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