Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Saturday
Jul 05th
Home arrow Informazione arrow Mandanti occulti arrow "Sto vedendo la mafia in diretta"
"Sto vedendo la mafia in diretta" PDF Stampa E-mail
Indice articolo
"Sto vedendo la mafia in diretta"
Pagina 2
Pagina 3
Pagina 4
Pagina 5

Giovanni Brusca e Antonino Giuffré, tra i più importanti collaboratori in assoluto sostengono che in qualche modo a Riina e a Provenzano era giunta voce che Paolo Borsellino stava diventando sempre più un pericoloso ostacolo sulla via della riconquista degli equilibri necessari alla sopravvivenza dell’organizzazione.
Brusca, il primo a chiarire gli intenti della trattativa, cioè l’accordo per ottenere benefici carcerari in cambio della cessazione della violenza, ha una teoria tra le più plausibili: “Borsellino probabilmente è stato ucciso come una conseguenza della trattativa. Mi spiego meglio. Una volta che Riina stava trattando con esponenti delle istituzioni e, principalmente, voleva ottenere la revisione del maxiprocesso, il dottor Borsellino avrebbe seriamente costituito un serio ostacolo lungo tale strada in quanto, in caso di esito favorevole, si sarebbe opposto con tutte le sue forze”.
E’ questa la mafia in diretta? E’ per la trattativa e per quel gioco grande che per eliminare Paolo Borsellino e prima di lui Giovanni Falcone entrano in scena anche uomini dei servizi segreti quali esecutori? E allora quanto in alto sono i mandanti?
Per questo alla moglie Agnese il giudice Borsellino aveva detto: “Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri”?
Dopo circa 7 anni la nostra redazione ha cercato di ricostruire i fatti di quegli anni nel tentativo di pervenire ad una conclusione che fosse plausibile, ed è questo che vi esponiamo qui di seguito.
E’ come avere davanti tante tessere sparpagliate che se riesci ad accorpare danno vita al mosaico della verità. Proviamo ad elencarle velocemente consigliandovi, se non avete avuto modo di seguirci finora, di approfondire i vari punti negli articoli che abbiamo pubblicato in passato.
Abbiamo detto che:
A compiere la strage fu indubbiamente Cosa Nostra, ma in più di un documento processuale, si afferma che non fu sola nell’ideazione, nella progettazione e persino nell’esecuzione dell’eccidio.
A pianificarla, su ordine di Riina ma anche e soprattutto di Provenzano, è Salvatore Biondino, l’incensurato che deteneva rapporti di altissimo livello, anche con i servizi, per conto dei corleonesi.
Salvatore Cancemi ci dice che un noto avvocato palermitano, difensore dei mafiosi, gli confidò che Provenzano era in contatto con i servizi segreti.
Antonino Giuffré spiega che la richiesta di eliminare Giovanni Falcone e per conseguenza logica anche Borsellino era giunta in Sicilia anche dagli Stati Uniti dove le indagini del pool avevano provocato non poche conseguenze gravi per l’organizzazione oltreoceano.
Giulio Andreotti, nel momento in cui si dà avvio all’inchiesta nei suoi confronti (conclusasi con un’assoluzione per prescrizione fino agli anni Ottanta), in un’intervista a Rai Uno indica quali mandanti del suo processo gli ambienti Usa. In particolare sostiene che siano stati delatori americani a suggerire a Buscetta di fare il suo nome ed evoca la “manina” dei servizi segreti in collaborazione con la Cosa Nostra americana e addirittura del governo statunitense.
Giovanni Brusca ha spiegato che tra la strage di Capaci e quella di Via D’Amelio viene avviata una trattativa tra mafia e Stato. I giudici del processo di Firenze sulle bombe in continente esprimono tutta la loro disapprovazione nei confronti dell’allora colonnello Mori e del capitano De Donno per averla condotta legittimando così quella efferata metodologia. Ma chi diede veramente l’ordine di trattare?
L’ex capo della polizia, il prefetto De Gennaro, nella relazione della Dia, redatta immediatamente dopo le stragi ’92-‘93, parlò chiaramente di un disegno eversivo attuato con le bombe mafiose che coinvolgeva massoneria, servizi deviati, finanza, alta imprenditoria. Dopo quella parentesi il prefetto non disse più nulla, forse oggi, dopo tutti questi anni si sarà fatto un’idea più precisa. Ci piacerebbe davvero sapere quale sia il suo pensiero in merito.
Nell’intervista rilasciata da Paolo Borsellino ai giornalisti francesi che gli chiedevano dei rapporti tra Vittorio Mangano e Marcello Dell’Utri, il magistrato spiega come fosse naturale per i mafiosi cercare contatti con imprenditori influenti e facoltosi per poter investire le grosse cifre di denaro provenienti dal traffico di droga. Dopo la strage di Capaci, Borsellino riprende le carte dell’operazione San Valentino e cerca i mandanti dell’omicidio del suo amico anche nella direzione della grossa imprenditoria, della grande finanza e degli appalti multimiliardari sia in Sicilia che nel nord del Paese.
Nel 1993 l’imprenditore Raul Gradini si suicida. Emergerà in seguito dalle indagini che la sua azienda, la Calcestruzzi, era fortemente compromessa, in Sicilia, tramite l’ingegner Bini, con la famiglia mafiosa dei Buscemi, prestanome di Riina.
Le bombe stragiste che proseguono nel 1993 a Firenze, Milano e Roma contribuiscono, assieme al terremoto istituzionale causato da Tangentopoli, al passaggio dalla cosiddetta Prima Repubblica alla seconda.
Borsellino aveva probabilmente intuito cosa stava accadendo, aveva compreso che era in corso un forzato cambio di assetti di potere nel nostro Paese in cui Cosa nostra, con la violenza, aveva un ruolo primario che le sarebbe valso nuovi equilibri. Per questo esclama: “Sto vedendo la mafia in diretta!”
Per questo sa benissimo di avere pochissimo tempo per scampare alla morte. Sa di essere un elemento di disturbo.
Per questo la sua improvvida candidatura a procuratore nazionale antimafia dichiarata dai ministri Scotti e Martelli rappresenta un’esposizione drammatica che Borsellino capisce immediatamente. “Questo vuol dire mettere l’osso davanti ai cani”.
Ricapitolando: nel bienno ’92-’93 ha inizio nel nostro Paese un processo di rinnovamento del sistema di potere vigente anche su forte pressione oltreatlantica. L’Italia sull’orlo della bancarotta lotta per rimanere all’interno della Comunità europea. Può farlo solamente se applica le nuove regole imposte dalle grandi multinazionali, dalle banche e dalla grande finanza nazionale e internazionale cui la politica è, da anni, evidentemente assoggettata.
L’intervento della mafia è indispensabile per scatenare questo processo che si impone a chi detiene il potere. Senza se e senza ma.
La presenza dei servizi segreti si spiega dunque logicamente osservando quanto di recente accaduto in Iraq, in Afghanistan e con gli ultimi scandali. I servizi segreti del nostro paese hanno sempre agito su ordine della Cia, del potere atlantico.
Solo alcuni uomini dello Stato, cioè delle Istituzioni non contaminate, potevano rappresentare un ostacolo a questo progetto. Tra i quali: Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Gian Carlo Caselli.
I primi due eliminati con la violenza delle bombe eversive, l’ultimo con la violenza della delegittimazione eversiva culminata con l’unico precedente della storia di legge contra personam.
Lo dimostrano le indagini che intraprese il suo pool. L’inchiesta Sistemi Criminali è di fatto l’eredita di Falcone e Borsellino. Si è salvato Caselli per il gran fragore di popolo che lo ha sempre sostenuto e fino al 1995-1996 anche la politica dei vari governi che si sono succeduti.
La legge creata appositamente per non farlo concorrere al posto di Procuratore Nazionale Antimafia è stata approvata su pressione di poteri forti, gli stessi che siedono nei gangli vitali del nostro paese: politica, imprenditoria, finanza e anche potere religioso. Gli stessi: i mandanti esterni della strage di Via D’Amelio.
Giorgio Bongiovanni

 

 

Box1

RICONOSCIUTO LO STAMPO TERRORISTICO-MAFIOSO DELLA STRAGE DI VIA D’AMELIO
29 luglio 2007


Roma.  Con un decreto emesso due giorni fa il Guardasigilli Clemente Mastella ha sancito il diritto degli eredi del giudice Paolo Borsellino a ricevere un assegno integrativo alla pensione di circa mille euro in ottemperanza alla legge 206 del 3 agosto 2004 che si applica alle vittime del terrorismo. Sulla base delle motivazioni della sentenza d’appello del processo inerente l’omicidio Borsellino e valutando attentamente il periodo storico, le modalità esecutive, il contesto, ecc. della strage di Via D’Amelio, è stato possibile riconoscere la matrice terroristico-mafiosa dell’attentato. Manfredi Borsellino, il figlio del giudice, ha spiegato che l’apposita richiesta formale inoltrata nel 2005 al Ministro dalla sua famiglia "non tende a stabilire una graduatoria dell’importanza delle vittime, né a maggior ragione ha una motivazione rivendicazionistica di tipo economico. Ero e sono semplicemente convinto che lo Stato avesse il dovere di esprimere un giudizio interpretativo del come e perché è morto mio padre. Soprattutto alla luce di una serie di risultanze investigative, già codificate in più d’una sentenza pubblica, che sanciscono la verità storica sulla strage di via D’Amelio, considerata non solo opera della mafia ma inquadrata in un contesto di attentato alle istituzioni democratiche". Sarà invece competenza del Ministero dell’Interno stabilire se lo stesso riconoscimento attribuito agli eredi del giudice potrà essere altrettanto applicato ai familiari dei poliziotti della scorta periti anch’essi nella strage.
Dora Quaranta

 

Box2 

STRAGE VIA D’AMELIO: ANCHE LA COMMISSIONE ANTIMAFIA INDAGHERA’ SUI SERVIZI SEGRETI DEVIATI
25 luglio 2007


Roma. La Commissione Parlamentare Antimafia ha dichiarato oggi che avvierà una propria indagine sui misteri che ancora aleggiano intorno alla strage di Via D’Amelio in cui il 19 luglio ’92 persero la vita il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta. <<L’inchiesta – ha fatto sapere la Commissione – prenderà il via dai nuovi elementi su possibili coinvolgimenti di apparati di sicurezza dello Stato emersi proprio in occasione dell’anniversario della strage>>. Quindi non sarà solo la Procura di Caltanissetta a condurre indagini sul possibile coinvolgimento dei servizi segreti deviati nella strage. Intanto il Copaco, il comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza, ha deciso di sentire in audizione il procuratore aggiunto di Caltanissetta, Renato Di Natale, coordinatore dell’inchiesta sui mandanti occulti. L’audizione del magistrato era prevista per domani, ma è stata rimandata a data da destinarsi per un lutto che  ha colpito Di Natale.
Oggi è stata depositata e notificata ai familiari di Borsellino un’ordinanza di otto pagine con cui il gip di Caltanissetta Ottavio Sferlazza indica alla Procura di approfondire nuovi piste investigative. Sferlazza, che si era opposto alla richiesta di archiviazione dell’indagine sulla scomparsa dell’agenda rossa di Borsellino, chiede di procedere con l’interrogatorio di alcuni carabinieri visti accanto all’allora capitano Giovanni Arcangioli ripreso nei filmati con in mano la borsa del giudice dopo la strage. Arcangioli risulta iscritto nel registro degli indagati per false dichiarazioni al pm. La sua versione dei fatti è risultata contrastante con quella rilasciata da altri testimoni. Nei filmati ripresi successivamente alla strage Arcangioli è ritratto con un collega non ancora formalmente identificato e con l’appuntato Maggi il quale ebbe l’incarico di portare in Questura la borsa dalla quale era già misteriosamente sparita l’agenda rossa.
Dora Quaranta
 

 



 
< Prec.   Pros. >
Advertisement
  • La Rivista

    copert58.gif

    In edicola dal 28 maggio 2008

    In questo numero:

    Stragi ’93. Parla l’avvocato di Riina, Luca Cianferoni in un’intervista esclusiva al nostro direttore Giorgio Bongiovanni.
    I risultati delle elezioni politiche 2008. Approfondimento sulla figura di Marcello Dell’Utri: Attenti a quell’uomo.
    Pericolosi risvolti nella procura calabrese al centro di importanti inchieste. Dalle cimici, ai corvi è come un assedio.
    Calcestruzzi spa sotto inchiesta. Contatto con Cosa Nostra. Nuove collaborazioni e successivi arresti. E’ la fine del sistema Lo Piccolo. Proseguono i grandi processi a Palermo. Da Mercadante a Borzacchelli. Nuova inchiesta su Cuffaro.
    La relazione della Commissione Antimafia sulle grandi capacità d’infiltrazione della ‘Ndrangheta.
    Csm e Anm sotto accusa. Responsabilità e i silenzi nel caso De Magistris. Speciale droga. Le sostanze che invadono l’Europa.
    Le ultime novità del processo “De Mauro”.
    Ed altro ancora…

     

    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Baciamo le mani

    Eccoci qui con il nostro governo nuovo di zecca. Ha stravinto il Partito delle libertà di Berlusconi con l’apporto fondamentale della Lega Nord, il Partito Democratico di Veltroni ha subito una pesante sconfitta e i partiti di estremità sia a destra che a sinistra sono scomparsi dal parlamento. E’ il volto della nuova Italia bipolare nella quale, come già ci hanno dimostrato, si va d’accordissimo, c’è pace e dialogo perché il paese ha bisogno di stabilità e non c’è tempo da perdere.

    E guai a chi vuol fare da guastafeste e minare il dialogo, viene linciato con la verga bipartisan.

    A inaugurare il nuovo metodo all’educato olio di ricino è stato Marco Travaglio. Che si è permesso ancora una volta di utilizzare la televisione come organo di informazione, cioè si è preso la briga, ad autentico sprezzo del pericolo, di dare ai cittadini una notizia. Per altro non esclusiva.

    Invitato da Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa ha osato informare i cittadini italiani che il neo-presidente del  Senato Renato Schifani ha avuto, nel procedere della sua carriera, amicizie e frequentazioni poco raccomandabili. Con boss mafiosi per l’esattezza.


    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg


    Inserto Terzo Millennio N. 58

    In questo numero:


    Nell'ambito del simposio internazionale indetto a Torino lo scorso 28 e 29 marzo dal titolo “From Global Warning to global policy” Giulietto Chiesa ha parlato di recessione mondiale e crisi ambientale, energetica e finanziaria. Questioni cruciali che stanno scuotendo il mondo intero.
    Fame nel mondo e povertà estrema. Una realtà sempre più vicina a noi, ma di chi è la colpa?
    Il Kosovo come le ciliegie: un'indipendenza tira l'altra. Quali saranno le conseguenze?
    Dal sequestro di Ingrid Betancourt in Colombia all'elezione di Fernando Lugo in Paraguay: guerra, corruzione e speranza in America Latina.
    Libera l'Acqua: proseguono le iniziative delle associazioni del Cipsi per promuovere la campagna sull'oro blu.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.
     
 

Video

Iscriviti

Password dimenticata? Nessun account? Registrati

Google Adv

Statistiche

Utenti: 236
Notizie: 4859
Collegamenti web: 62
Visitatori: 1246812

Libri

storia-criminale-home.jpg

Libri

il-ritorno-del-principe-hom.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

giovanni-falcone-web1.jpg

E' successo oggi

clock.jpg