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Mandanti occulti
La strage degli innocenti | La strage degli innocenti |
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di Giorgio
Bongiovanni
E' accaduto pochi giorni fa a Crotone, a una bimba
di cinque anni raggiunta alla testa da un proiettile durante l'agguato mortale a
suo padre, Luca Megna, secondo gli investigatori il reggente dell'omonima cosca
di 'Ndrangheta. Assassinato nell'ambito di quella che sembra essere già una
faida tra famiglie di mafia e che a distanza di tre giorni ha rischiato di fare
un'altra giovanissima vittima: il figlio di Giuseppe Cavallo, di soli due anni e
mezzo, che si trovava in macchina con il padre quando almeno due killer con il
volto coperto da passamontagna e armati di pistola hanno aperto il fuoco nella
via principale di Papanice, in provincia di Crotone. Uccidendo proprio lui:
Giuseppe Cavallo, imparentato con Pantaleone Russelli alla guida della fazione
che da anni si opponeva alla leadership di Luca Megna all’interno dell’omonima
cosca.
Il bimbo, per fortuna, è uscito indenne dalla
barbara esecuzione.
Più fortunato della piccola colpita la notte della
vigilia di Pasqua che ora lotta tra la vita e la morte nel reparto di
rianimazione dell’ospedale “Pugliese” di Catanzaro dove si trova in coma
farmacologico.
Solo una delle tante vittime incolpevoli della
codardia mafiosa.
Quella che il 2 aprile del 1985 ha colpito a Pizzolungo i gemellini Salvatore e Giuseppe, figli di Barbara Asta, uccisi da un'autobomba destinata all'allora sostituto procuratore Carlo Palermo;
quella che nel 1994 si è abbattuta su Antonella
Bonomo, moglie del capo della “famiglia” di Alcamo Vincenzo Milazzo, strangolata
mentre era in attesa di un bambino;
quella che ha strappato alla vita il giovane
Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito Santino Di Matteo, sequestrato, ucciso
dopo circa due anni di prigionia e il suo corpo sciolto nell'acido. Vittima di
una vendetta trasversale ordinata dall'allora latitante e boss di San Giuseppe
Jato Giovanni Brusca nel tentativo di far tacere il padre.
Alcuni, soltanto alcuni dei tanti esempi che si
potrebbero fare.
In Sicilia come in Calabria, in Campania come in
Puglia.
Non c'è perdono per chi commette questi
assassinii.
Per gli uomini di Cosa Nostra, della 'Ndrangheta o
della Camorra a meno che, è l'unica condizione, non decidano di pentirsi,
così come hanno fatto, ad esempio, Giovanni ed Enzo Brusca, mandante ed esecutore del delitto del
piccolo Di Matteo.
Collaborare con la giustizia annientando con le
proprie dichiarazioni le cosche di appartenenza, denunciando le connivenze della
mafia con lo stato, con la politica, con l'imprenditoria, con la finanza, con i
poteri occulti (settori della massoneria deviata e settori del Vaticano),
consegnando allo Stato tutti i propri beni e quelli della propria “famiglia” è
l'unico riscatto possibile. L'unica attenuante, l'unica alternativa alla pena
definitiva dell'ergastolo a cui altrimenti dovrebbero essere
condannati.
L'unica via per espiare in Terra prima di affidarsi
al perdono divino.
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In edicola dal 28 maggio 2008
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Baciamo le mani E guai a chi vuol fare da guastafeste e minare il dialogo, viene linciato con la verga bipartisan. A inaugurare il nuovo metodo all’educato olio di ricino è stato Marco Travaglio. Che si è permesso ancora una volta di utilizzare la televisione come organo di informazione, cioè si è preso la briga, ad autentico sprezzo del pericolo, di dare ai cittadini una notizia. Per altro non esclusiva.
Invitato da Fabio Fazio nella trasmissione Che
tempo che fa ha osato informare i cittadini italiani che il neo-presidente del
Senato Renato Schifani ha avuto, nel procedere della sua carriera, amicizie e
frequentazioni poco raccomandabili. Con boss mafiosi per l’esattezza. |
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Inserto Terzo Millennio N. 58 In questo numero: Nell'ambito del simposio internazionale indetto a Torino lo scorso 28 e 29 marzo dal titolo “From Global Warning to global policy” Giulietto Chiesa ha parlato di recessione mondiale e crisi ambientale, energetica e finanziaria. Questioni cruciali che stanno scuotendo il mondo intero. Fame nel mondo e povertà estrema. Una realtà sempre più vicina a noi, ma di chi è la colpa? Il Kosovo come le ciliegie: un'indipendenza tira l'altra. Quali saranno le conseguenze? Dal sequestro di Ingrid Betancourt in Colombia all'elezione di Fernando Lugo in Paraguay: guerra, corruzione e speranza in America Latina. Libera l'Acqua: proseguono le iniziative delle associazioni del Cipsi per promuovere la campagna sull'oro blu. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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