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Antimafia Duemila

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Home arrow La Rivista arrow AD commenta arrow La strage degli innocenti
La strage degli innocenti PDF Stampa E-mail

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di Giorgio Bongiovanni
Ho scritto il 27 marzo 2008
Non c'è perdono per chi uccide i bambini. Per chi si fa chiamare uomo d'onore, ma agisce alla stregua del peggiore dei vigliacchi, colpendo a morte piccoli innocenti senza alcuna colpa.

 
 

E' accaduto pochi giorni fa a Crotone, a una bimba di cinque anni raggiunta alla testa da un proiettile durante l'agguato mortale a suo padre, Luca Megna, secondo gli investigatori il reggente dell'omonima cosca di 'Ndrangheta. Assassinato nell'ambito di quella che sembra essere già una faida tra famiglie di mafia e che a distanza di tre giorni ha rischiato di fare un'altra giovanissima vittima: il figlio di Giuseppe Cavallo, di soli due anni e mezzo, che si trovava in macchina con il padre quando almeno due killer con il volto coperto da passamontagna e armati di pistola hanno aperto il fuoco nella via principale di Papanice, in provincia di Crotone. Uccidendo proprio lui: Giuseppe Cavallo, imparentato con Pantaleone Russelli alla guida della fazione che da anni si opponeva alla leadership di Luca Megna all’interno dell’omonima cosca. 
Il bimbo, per fortuna, è uscito indenne dalla barbara esecuzione.
Più fortunato della piccola colpita la notte della vigilia di Pasqua che ora lotta tra la vita e la morte  nel reparto di rianimazione dell’ospedale “Pugliese” di Catanzaro dove si trova in coma farmacologico. 
Solo una delle tante vittime incolpevoli della codardia mafiosa. 

Quella che il 2 aprile del 1985 ha colpito a Pizzolungo i gemellini Salvatore e Giuseppe, figli di Barbara Asta, uccisi da un'autobomba destinata all'allora sostituto procuratore Carlo Palermo; 
quella che nel 1994 si è abbattuta su Antonella Bonomo, moglie del capo della “famiglia” di Alcamo Vincenzo Milazzo, strangolata mentre era in attesa di un bambino; 
quella che ha strappato alla vita il giovane Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito Santino Di Matteo, sequestrato, ucciso dopo circa due anni di prigionia e il suo corpo sciolto nell'acido. Vittima di una vendetta trasversale ordinata dall'allora latitante e boss di San Giuseppe Jato Giovanni Brusca nel tentativo di far tacere il padre. 
Alcuni, soltanto alcuni dei tanti esempi che si potrebbero fare. 
In Sicilia come in Calabria, in Campania come in Puglia. 
Non c'è perdono per chi commette questi assassinii. 
Per gli uomini di Cosa Nostra, della 'Ndrangheta o della Camorra  a meno che, è l'unica condizione, non decidano di pentirsi, così come hanno fatto, ad esempio, Giovanni ed Enzo Brusca, mandante ed esecutore del delitto del piccolo Di Matteo. 
Collaborare con la giustizia annientando con le proprie dichiarazioni le cosche di appartenenza, denunciando le connivenze della mafia con lo stato, con la politica, con l'imprenditoria, con la finanza, con i poteri occulti (settori della massoneria deviata e settori del Vaticano), consegnando allo Stato tutti i propri beni e quelli della propria “famiglia” è l'unico riscatto possibile. L'unica attenuante, l'unica alternativa alla pena definitiva dell'ergastolo a cui altrimenti dovrebbero essere condannati. 
L'unica via per espiare in Terra prima di affidarsi al perdono divino.
 
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  • La Rivista

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    In edicola dal 28 maggio 2008

    In questo numero:

    Stragi ’93. Parla l’avvocato di Riina, Luca Cianferoni in un’intervista esclusiva al nostro direttore Giorgio Bongiovanni.
    I risultati delle elezioni politiche 2008. Approfondimento sulla figura di Marcello Dell’Utri: Attenti a quell’uomo.
    Pericolosi risvolti nella procura calabrese al centro di importanti inchieste. Dalle cimici, ai corvi è come un assedio.
    Calcestruzzi spa sotto inchiesta. Contatto con Cosa Nostra. Nuove collaborazioni e successivi arresti. E’ la fine del sistema Lo Piccolo. Proseguono i grandi processi a Palermo. Da Mercadante a Borzacchelli. Nuova inchiesta su Cuffaro.
    La relazione della Commissione Antimafia sulle grandi capacità d’infiltrazione della ‘Ndrangheta.
    Csm e Anm sotto accusa. Responsabilità e i silenzi nel caso De Magistris. Speciale droga. Le sostanze che invadono l’Europa.
    Le ultime novità del processo “De Mauro”.
    Ed altro ancora…

     

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  • Editoriale

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    Baciamo le mani

    Eccoci qui con il nostro governo nuovo di zecca. Ha stravinto il Partito delle libertà di Berlusconi con l’apporto fondamentale della Lega Nord, il Partito Democratico di Veltroni ha subito una pesante sconfitta e i partiti di estremità sia a destra che a sinistra sono scomparsi dal parlamento. E’ il volto della nuova Italia bipolare nella quale, come già ci hanno dimostrato, si va d’accordissimo, c’è pace e dialogo perché il paese ha bisogno di stabilità e non c’è tempo da perdere.

    E guai a chi vuol fare da guastafeste e minare il dialogo, viene linciato con la verga bipartisan.

    A inaugurare il nuovo metodo all’educato olio di ricino è stato Marco Travaglio. Che si è permesso ancora una volta di utilizzare la televisione come organo di informazione, cioè si è preso la briga, ad autentico sprezzo del pericolo, di dare ai cittadini una notizia. Per altro non esclusiva.

    Invitato da Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa ha osato informare i cittadini italiani che il neo-presidente del  Senato Renato Schifani ha avuto, nel procedere della sua carriera, amicizie e frequentazioni poco raccomandabili. Con boss mafiosi per l’esattezza.


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  • Terzo Millennio

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    Inserto Terzo Millennio N. 58

    In questo numero:


    Nell'ambito del simposio internazionale indetto a Torino lo scorso 28 e 29 marzo dal titolo “From Global Warning to global policy” Giulietto Chiesa ha parlato di recessione mondiale e crisi ambientale, energetica e finanziaria. Questioni cruciali che stanno scuotendo il mondo intero.
    Fame nel mondo e povertà estrema. Una realtà sempre più vicina a noi, ma di chi è la colpa?
    Il Kosovo come le ciliegie: un'indipendenza tira l'altra. Quali saranno le conseguenze?
    Dal sequestro di Ingrid Betancourt in Colombia all'elezione di Fernando Lugo in Paraguay: guerra, corruzione e speranza in America Latina.
    Libera l'Acqua: proseguono le iniziative delle associazioni del Cipsi per promuovere la campagna sull'oro blu.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.
     
 

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