La Rivista
Mandanti occulti
L'utopia della verita' | L'utopia della verita' |
|
|
|
Pagina 4 di 7 Complicità di Stato Sono passati 15 anni da quei giorni terribili. All’indomani delle stragi il governo, sospinto dall’indignazione collettiva popolare, approva alcuni provvedimenti fortemente restrittivi contro i boss mafiosi, come l’ormai noto 41bis, il cosiddetto carcere duro. Nell’isolamento più rigido alcuni mafiosi cedono e chiedono di collaborare con la giustizia, di fronte allo Stato che fa sul serio e impone ai criminali di recidere i contatti con l’esterno altri pensano che sia davvero giunto l’epilogo di Cosa Nostra. Questo però solo fino al 1996. Poi la tensione si allenta di nuovo. Vengono chiuse le carceri speciali a Pianosa e all’Asinara. Il 41 bis si svuota lentamente; per un soffio, con l’introduzione del giusto processo, non viene abolito l’ergastolo; il sequestro, la confisca e la destinazione dei beni mafiosi vengono regolati da un meccanismo talmente farraginoso da richiedere all’incirca una decina d’anni, il tempo necessario per far deteriorare il bene. Si è pensato persino di metterli all’asta cosicché li possono comprare di nuovo i mafiosi attraverso i loro prestanome. La legge sui collaboratori di giustizia si è dimostrata così poco incentivante da aver determinato un crollo totale delle collaborazioni. Oggi, dopo che i magistrati erano riusciti ad aggirare questo pesantissimo danno grazie alle intercettazioni, si pensa di limitarle e di renderle il più velocemente possibile inutilizzabili. E’ tornata poi a farsi largo l’ipotesi di abolire l’ergastolo e aleggia minacciosa nell’aria la proposta di revisione dei processi. E questa non è che una rapida sintesi. Questi provvedimenti non sono stati presi solo durante i governi di Centro Destra, ma in una sostanziale continuità di intenti, chiunque fosse al potere. Se dovessero essere approvate definitivamente anche queste due ultime riforme Provenzano passerà alla storia di Cosa Nostra come l’eroe che la salvò rimettendola al centro degli equilibri di potere, dove è sempre stata. Garantita al meglio possibile, considerati tutti i martiri e gli assassini lasciati sul campo. Lui è stato catturato e già si profila una nuova epoca di Cosa Nostra. Che muta al mutare anche degli equilibri ad essa esterni. Alla Cosa Nostra di Riina è succeduta quella di Provenzano così come alla Prima Repubblica ne è succeduta una Seconda. Cambi di forme, ma non di sostanza. Sia Cosa Nostra che la politica del nostro paese si apprestano a mutare volto un’altra volta, ma nulla cambierà veramente fino a quando non vi saranno politici e uomini dello Stato di ben altra razza che cominceranno a costruire il nuovo a partire dalla verità sulle stragi, su tutte le stragi, su quel sangue in cui affonda le radici questa presunta seconda repubblica, come ha giustamente sostenuto il pm Antonio Ingroia. I limiti del processo penale non hanno consentito di accertarla, ma forse è anche giusto così. Dovrebbe essere la politica ad assumersi questa responsabilità con una commissione apposita che abbia il coraggio di arrivare fino in fondo. Altrimenti saremo sempre un paese suddito di poteri ibridi che vorremmo far passare per una democrazia che invece è rimasta rattrappita nella sua potenzialità. Più scriviamo e più ci appare quasi ridicolo e ingenuo pensare di chiedere allo Stato di processare se stesso. Leggendo e rileggendo le carte, le sentenze, le testimonianze e le dichiarazioni dei collaboratori emerge quel quadro inquietante dei mandanti esterni e degli oscuri connubi fatti di massoneria, servizi deviati, alta finanza e centri di potere, persino religioso di cui tutti ormai hanno scritto e detto. Ma a nostro avviso, mai si sarebbero potute verificare stragi di tale entità, da Portella in poi, se non ci fossero stati uomini di Stato, non di quello deviato, uomini di cui una buona parte è ancora al comando che sono stati complici di eventi eversivi che hanno prodotto radicali cambiamenti nel Paese, a livello politico, finanziario, bancario e persino monetario. Ambiti gestiti e amministrati dall’establishment che cosituisce il nostro Stato. Non è prassi nuova o esclusiva dell’Italia, pensiamo allo scenario in cui si produsse ad esempio l’omicidio del presidente John Fitzgerald Kennedy e quali e quanti cambiamenti provocò negli equilibri interni ed esterni alla nazione. Tutto ciò è molto lontano dalla nostra idea di Stato, da quella dei tanti cittadini onesti che conservano l’amore per la Costituzione Italiana che garantisce diritti, doveri, opportunità e libertà in equa misura. E non è lo Stato che servirono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che torniamo anche quest’anno a commemorare e nei cui confronti abbiamo il debito morale di perseverare nelle idee e nelle battaglie. Giorgio Bongiovanni - Anna Petrozzi |
|||||||||
| < Prec. |
|---|
|
In edicola dal 28 maggio 2008
|
|
| Leggi tutto... |
|
Baciamo le mani E guai a chi vuol fare da guastafeste e minare il dialogo, viene linciato con la verga bipartisan. A inaugurare il nuovo metodo all’educato olio di ricino è stato Marco Travaglio. Che si è permesso ancora una volta di utilizzare la televisione come organo di informazione, cioè si è preso la briga, ad autentico sprezzo del pericolo, di dare ai cittadini una notizia. Per altro non esclusiva.
Invitato da Fabio Fazio nella trasmissione Che
tempo che fa ha osato informare i cittadini italiani che il neo-presidente del
Senato Renato Schifani ha avuto, nel procedere della sua carriera, amicizie e
frequentazioni poco raccomandabili. Con boss mafiosi per l’esattezza. |
|
Inserto Terzo Millennio N. 58 In questo numero: Nell'ambito del simposio internazionale indetto a Torino lo scorso 28 e 29 marzo dal titolo “From Global Warning to global policy” Giulietto Chiesa ha parlato di recessione mondiale e crisi ambientale, energetica e finanziaria. Questioni cruciali che stanno scuotendo il mondo intero. Fame nel mondo e povertà estrema. Una realtà sempre più vicina a noi, ma di chi è la colpa? Il Kosovo come le ciliegie: un'indipendenza tira l'altra. Quali saranno le conseguenze? Dal sequestro di Ingrid Betancourt in Colombia all'elezione di Fernando Lugo in Paraguay: guerra, corruzione e speranza in America Latina. Libera l'Acqua: proseguono le iniziative delle associazioni del Cipsi per promuovere la campagna sull'oro blu. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
| Home |
| Redazione |
| Scrivici |
| Informazione |
| La Rivista |
| Abbonamenti |
| Dossier |
| Documenti |
| Link |