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Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Nave Usa spara contro 2 battelli, egiziano ucciso
Nave Usa spara contro 2 battelli, egiziano ucciso PDF Stampa E-mail

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All´ingresso del canale di Suez le chiatte avevano avvicinato la "Global Patriot". Altri due uomini sono rimasti feriti






SUEZ - Una nave da guerra americana ha aperto il fuoco nel canale di Suez, uccidendo un egiziano e ferendone altri due. Due piccole imbarcazioni di venditori ambulanti si erano avvicinate alla nave da guerra Global Patriot senza rispettare i ripetuti segnali di alt che arrivavano dal ponte. I militari Usa non si sono resi conto che gli egiziani continuavano ad avvicinarsi solo per offrire le loro mercanzie. Pensando a un attacco kamikaze, hanno aperto il fuoco, uccidendo uno dei venditori. La Global Patriot, che fa la spola con il Golfo Persico per rifornire le truppe americane in Iraq, aveva appena terminato l´attraversamento del Mar Rosso e stava entrando nel Mediterraneo, al momento dell´incidente.
Nel prendere la decisione di sparare i marinai americani hanno sicuramente ricordato il precedente della Uss Cole, la nave da guerra americana vittima di un attentato suicida da parte di Al Qaeda nel 2000. La Cole era ormeggiata al porto di Aden in attesa di fare rifornimento con i marinai a bordo. Un piccolo battello con 225 chili di esplosivo a bordo si è schiantata contro la sua fiancata, uccidendo 17 marinai americani oltre agli attentatori. Per quell´attentato un tribunale yemenita condannò sei membri di Al Qaeda.
Ieri nella cittadina di Suez, dopo aver ricevuto la notizia della sparatoria da parte della Global Patriot, qualche decina di venditori ambulanti egiziani si è affollata sulla banchina per protestare contro il "grilletto facile" dei militari americani. Ma dopo un paio d´ore il corteo di protesta si è disciolto pacificamente, senza bisogno dell´intervento della polizia.

LA REPUBBLICA EDIZIONE NAZIONALE  25 MARZO 2008
 
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    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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