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Corea del Sud, no alla mozzarella di bufala PDF Stampa E-mail

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di CONCHITA SANNINO
Rischio diossina. Il ministro De Castro: "Niente allarmismi, il bando è eccessivo"
Seul annuncia propri test per verificare una eventuale contaminazione.
Le ispezioni dei carabinieri, la scorsa settimana, negli allevamenti campani.





NAPOLI - La mozzarella non fa più gola a Seul. E la crisi del settore campano, sfiorato dallo scandalo diossina, divampa in incidente diplomatico. La Corea del Sud è il primo paese, con atto ufficiale confermato da un portavoce del loro ministero dell´Agricoltura, a mettere al bando il più celebre latticino italiano, prodotto di cui importava fino a ieri circa dieci tonnellate l´anno. È l´amara fotografia di un devastante danno - causato da contenuti sforamenti di diossina riscontrati nel latte di bufala - che ha già prodotto un calo di vendite che oscillano dal 25 al 50 per cento, in Italia e all´estero. Al provvedimento asiatico segue la mobilitazione del nostro ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, che definisce «eccessivo» il pronunciamento della Corea e invita «a non generalizzare e a non creare pericolosi allarmismi, anche perché le indagini in corso in Campania dimostrano che i controlli ci sono, funzionano e garantiscono il consumo sicuro della mozzarella di bufala italiana, che continua ad essere alimento di assoluta qualità».
«Sono già stati avviati i contatti con l´ambasciata a Seul - aggiunge inoltre il ministro - Su questo tema si è montata una campagna negativa, che sta ingiustamente compromettendo l´immagine di un prodotto d´eccellenza». Intanto l´inchiesta già avviata dalla Procura di Napoli su eventuali contaminazioni tocca anche alcuni uffici della Regione per un´ipotesi di eventuali omissioni nei controlli, mentre 12 sindaci dei comuni dell´agro aversano risultano già indagati per analoghe inerzie. Una settimana dopo l´offensiva dei carabinieri del Nas e del Noe in alcuni caseifici e allevamenti, l´atto d´accusa dei militari arriva stamane sul tavolo dei pm. L´istruttoria coinvolge tuttora 108 aziende, 79 allevamenti e 29 caseifici. I pm dovranno eventualmente chiede i sequestri di alcune aziende.
Ma l´attenzione maggiore è concentrata sul danno alla salute. Dal ministero della salute, il professore Donato Greco, uno dei funzionari della task-force sulla crisi rifiuti guidata dal prefetto De Gennaro, smentisce «qualunque legame tra la crisi rifiuti e la contaminazione da diossina, che tuttavia resta molto al di sotto dei livelli di guardia per la salute. Inoltre quello della diossina è un problema tutto europeo, già esploso nel 1999 in altri alimenti». Proprio per far chiarezza di «leggende e disinformazione», assicura Greco, «il 24 aprile arrivano a Napoli i vertici europeo ed italiano dell´Organizzazione mondiale sulla Sanità, per una giornata di studi organizzata con l´Ateneo Federico II». In sintesi: «non esiste un pericolo tumori, né un pericolo diossina collegato all´immondizia». E su questo versante interviene anche il responsabile del servizio veterinario della Campania, Paolo Sarnelli. «Su 80 esami sul latte di bufala tuttora in corso nei laboratori italiani, solo 2 sono conclusi e segnalano uno sforamento minimo di diossina: 4 picogrammi sul limite consentito di 3. E, tuttavia, com´è evidente, tale esito non può essere in un nessun caso considerato rappresentativo dell´accertamento globale».

Pericolo diossina: il grafico

LA REPUBBLICA EDIZIONE NAZIONALE   25 MARZO 2008
 
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