Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Saturday
Jul 05th
Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Giustizia-lumaca, lo Stato condannato a risarcire il boss Salvatore Iocolano
Giustizia-lumaca, lo Stato condannato a risarcire il boss Salvatore Iocolano PDF Stampa E-mail

ingranaggi-web.jpg

di Lillo Leonardi
Caltanissetta. "Vittima" dell'eccessiva lunghezza del dibattimento nel processo in cui era imputato
Riceverà 4 mila euro. Ancora una volta è chiamato in causa il tribunale di Gela

 

Caltanissetta. È stato uno dei primi boss mafiosi che si contrappose allo strapotere di Cosa nostra nel Nisseno che all'organizzazione, in questa provincia, diede alcuni dei capi famiglia la cui fama, soprattutto negli anni che seguirono la fine della seconda guerra mondiale, attraversò anche l'oceano.
Insomma, colui che in pratica a Gela negli anni '80 diede vita alla cosiddetta «stidda» e coordinò il clan dei pastori che fronteggiò la cosca rivale che faceva capo a «Piddu» Madonia per imporre la supremazia nel territorio.
Durante quella cruenta guerra di mafia le vittime furono un centinaio e molti di più i feriti. Lui, Salvatore Iocolano, originario di Collesanoin provincia di Palermo, sulle Madonie, oggi settantunenne, ha subìto varie condanne per associazione mafiosa, nonchè il sequestro dei beni, perché ritenuti di provenienza illecita.
Ma ora sarà risarcito dallo Stato a causa della giustizia-lumaca. Proprio così, nella città in cui ha fatto gridare allo scandalo il ritardo per il deposito della motivazione della sentenza del processo «Grande Oriente» e sono stati necessari ben otto anni e perfino il sollecito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per "motivare" quel verdetto (cosa avvenuta soltanto la scorsa settimana), accade che il boss Iocolano dovrà ricevere il risarcimento statale per l'eccessiva durata del dibattimento in cui l'ex reggente dell'omonimo clan figurava tra gli imputati.
È stata la Corte di appello di Catania a condannare lo Stato a pagare una somma simbolica, circa 4.000 euro, in quanto è stata abbondantemente superata «la ragionevole durata del processo».
Il dibattimento in questione è il processo denominato «Alabiso Rocco + 56», vale a dire il primo "maxi" di mafia istruito nel distretto della Corte d'appello di Caltanissetta e scaturito dai rapporti investigativi di polizia e carabinieri all'indomani della «stagione di piombo» a Gela.
Il primo atto d'accusa della Procura contro le cosche gelesi che avevano dato vita alla faida. Un'inchiesta avviata nel 1987, che sfociò nella prima udienza tenuta nel giovanissimo Tribunale gelese nel 1991 e che, dopo anni di udienze, rinvii e azzeramenti, giunse a sentenza solo nella primavera del 2001, vale a dire dopo dieci anni. L'iter processuale si rivelò infatti particolarmente tortuoso. Nel 1996, quando si era a un passo dalla sentenza e dopo che erano state effettuate decine di trasferte nelle aule bunker di mezza Italia per l'esame dei pentiti, il dibattimento si arenò a causa del trasferimento di cinque giudici del presidio giudiziario gelese.
Si dovette ricominciare da zero per giungere al primo verdetto appunto nel 2001. Per approdare alla sentenza di secondo grado furono necessari altri 4 anni, con gli imputati che nel frattempo da 57 diventarono 54, perché tre morirono. Salvatore Iocolano, che in primo grado era stato condannato a 23 anni di carcere, in appello ottenne lo «sconto» di 5 anni. E tale sentenza a 18 anni di reclusione fu confermata dalla Corte di Cassazione il 20 ottobre del 2006.
Ma nel frattempo il boss si era rivolto alla Corte di appello per denunciare la lentezza della giustizia - ben 16 anni dall'inizio del processo alla sua definizione - e ora i giudici gli hanno dato ragione, condannando lo Stato a risarcire il boss.

LA GAZZETTA DEL SUD  25 MARZO 2008

 
< Prec.   Pros. >
Advertisement
  • La Rivista

    copert58.gif

    In edicola dal 28 maggio 2008

    In questo numero:

    Stragi ’93. Parla l’avvocato di Riina, Luca Cianferoni in un’intervista esclusiva al nostro direttore Giorgio Bongiovanni.
    I risultati delle elezioni politiche 2008. Approfondimento sulla figura di Marcello Dell’Utri: Attenti a quell’uomo.
    Pericolosi risvolti nella procura calabrese al centro di importanti inchieste. Dalle cimici, ai corvi è come un assedio.
    Calcestruzzi spa sotto inchiesta. Contatto con Cosa Nostra. Nuove collaborazioni e successivi arresti. E’ la fine del sistema Lo Piccolo. Proseguono i grandi processi a Palermo. Da Mercadante a Borzacchelli. Nuova inchiesta su Cuffaro.
    La relazione della Commissione Antimafia sulle grandi capacità d’infiltrazione della ‘Ndrangheta.
    Csm e Anm sotto accusa. Responsabilità e i silenzi nel caso De Magistris. Speciale droga. Le sostanze che invadono l’Europa.
    Le ultime novità del processo “De Mauro”.
    Ed altro ancora…

     

    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Baciamo le mani

    Eccoci qui con il nostro governo nuovo di zecca. Ha stravinto il Partito delle libertà di Berlusconi con l’apporto fondamentale della Lega Nord, il Partito Democratico di Veltroni ha subito una pesante sconfitta e i partiti di estremità sia a destra che a sinistra sono scomparsi dal parlamento. E’ il volto della nuova Italia bipolare nella quale, come già ci hanno dimostrato, si va d’accordissimo, c’è pace e dialogo perché il paese ha bisogno di stabilità e non c’è tempo da perdere.

    E guai a chi vuol fare da guastafeste e minare il dialogo, viene linciato con la verga bipartisan.

    A inaugurare il nuovo metodo all’educato olio di ricino è stato Marco Travaglio. Che si è permesso ancora una volta di utilizzare la televisione come organo di informazione, cioè si è preso la briga, ad autentico sprezzo del pericolo, di dare ai cittadini una notizia. Per altro non esclusiva.

    Invitato da Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa ha osato informare i cittadini italiani che il neo-presidente del  Senato Renato Schifani ha avuto, nel procedere della sua carriera, amicizie e frequentazioni poco raccomandabili. Con boss mafiosi per l’esattezza.


    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg


    Inserto Terzo Millennio N. 58

    In questo numero:


    Nell'ambito del simposio internazionale indetto a Torino lo scorso 28 e 29 marzo dal titolo “From Global Warning to global policy” Giulietto Chiesa ha parlato di recessione mondiale e crisi ambientale, energetica e finanziaria. Questioni cruciali che stanno scuotendo il mondo intero.
    Fame nel mondo e povertà estrema. Una realtà sempre più vicina a noi, ma di chi è la colpa?
    Il Kosovo come le ciliegie: un'indipendenza tira l'altra. Quali saranno le conseguenze?
    Dal sequestro di Ingrid Betancourt in Colombia all'elezione di Fernando Lugo in Paraguay: guerra, corruzione e speranza in America Latina.
    Libera l'Acqua: proseguono le iniziative delle associazioni del Cipsi per promuovere la campagna sull'oro blu.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.
     
 

Video

Iscriviti

Password dimenticata? Nessun account? Registrati

Google Adv

Statistiche

Utenti: 236
Notizie: 4857
Collegamenti web: 62
Visitatori: 1242931

Libri

questa-corte-condanna-home.jpg

Libri

il-ritorno-del-principe-hom.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

giovanni-falcone-web1.jpg

E' successo oggi

clock.jpg