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Micromega in edicola dal 25 marzo PDF Stampa E-mail

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MICROMEGA 2/2008
Fra pochi giorni si andrà a votare e il nuovo fascicolo di MicroMega che esce martedì 25 marzo, si apre con la dichiarazione di voto di alcuni amici e collaboratori della rivista.






micromega-2-08--small.jpg Marco Travaglio, Lidia Ravera, Pierfranco Pellizzetti, Carlo Lucarelli, Ascanio Celestini, Roberta De Monticelli, Luca Mercalli, Salvatore Borsellino, Stefano Disegni, Maurizio Maggiani, Lella Costa, Alessandro Dal Lago, Enrico Lucci e Sergio Staino ci dicono chi voteranno e perché, mentre Pancho Pardi in un dialogo immaginario  descrive  il doloroso dilemma di fronte al quale si trova l’elettore di sinistra che, con l’attuale sistema elettorale, se non accetta di votare Pd, fa automaticamente vincere Berlusconi, e Josep Ramoneda ci racconta perché in Spagna, in controtendenza con tutto il resto dell’Europa,  lo zapaterismo trionfa e può costituire un modello per tutti i democratici.  Don Paolo Farinella in un’amarissima analisi del momento politico attuale, dove anche (e non ultima)  la gerarchia ecclesiastica non è esente da gravi colpe, chiede consiglio alla Madonna di Lourdes, che puntualmente e saggiamente  risponde.

La priorità del futuro  governo sarà la nuova legge elettorale per porre riparo alla legge-porcata in vigore: Angelo Panebianco, Stefano Ceccanti e Gianfranco Pasquino discutono la proposta di riforma elettorale del direttore di MicroMega. Su  giustizia e politica si confrontano in una tavola rotonda Luciano Violante, Paolo Flores d’Arcais, Nello Rossi e Antonio Ingroia .

Inoltre un dialogo a tutto campo su corruzione, giustizia, pena di morte, Italia vista dall’America fra Scott Turow, prima avvocato ed ora famossissimo  scrittore noir americano inventore del legal thriller, e Gherardo Colombo, che dopo essere stato un protagonista di Mani Pulite, ha lasciato la magistratura per dedicarsi all’educazione alla  legalità. Infine un’ampia sezione, con testi fra gli altri di Maria Latella, Ignazio Marino, Maria Serenella Pignotti, Stefano Rodotà, è dedicata ai temi etici e alle  interferenze della Chiesa che, dall’aborto al testamento biologico, alla rianimazione degli ultraprematuri,  non perde occasione per intervenire pesantemente e prepotentemente.


IL SASSO NELLO STAGNO

Paolo Flores d’Arcais
Istruzioni per l’uso 3

 

A PIÙ VOCI 1

Marco Travaglio / Lidia Ravera Pierfranco Pellizzetti / Carlo Lucarelli Ascanio Celestini / Roberta De Monticelli Luca Mercalli / Salvatore Borsellino Stefano Disegni / Maurizio Maggiani Lella Costa / Alessandro Dal Lago
Enrico Lucci / Sergio Staino

Al voto, Al voto! 7

 

CARTEGGIO

don Paolo Farinella
Lettera aperta (con risposta)
alla Madonna di Lourdes 31

 

ICEBERG 1

tra il dire e il fare

Pietro Colaprico
L’aspirante Re Artù da Arcore 47

Mila Spicola
Da terra di grano a terra di voti 53

Giuseppe Arnone e Francesco Ferrante
Agrigento, rinnovamento tradito 57

Pancho Pardi
Due anime per un voto 62

 

A PIÙ VOCI 2

Paolo Flores d’Arcais / Angelo Panebianco Stefano Ceccanti / Gianfranco Pasquino
Per uscire dalla ‘porcata’ 67

 

LA LINEA GENERALE

Josep Ramoneda
Zapatero e la restaurazione sconfitta 77

 

TAVOLA ROTONDA

Luciano Violante / Paolo Flores d’Arcais Nello Rossi / Antonio Ingroia
(a cura di Angelo Caputo e Livio Pepino)

Giustizia e politica: una ferita aperta 85



ICEBERG 2

l’oscurantismo non passerà

Maria Latella
I frutti avvelenati della campagna
‘per la vita’ 115

Maria Serenella Pignotti
Ultraprematuri e tortura oscurantista 119

Ignazio Marino
Decidere sulla propria vita 129

Telmo Pievani
La moratoria dei fatti 133

 

ICEBERG 3

la scienza e i suoi nemici

Stefano Rodotà
Scienza libera o scienza clericale? 139

Emilio Carnevali
La scienza e il ridicolo 144

 

ICEBERG 4

giustizia e libertà

Felice Lima
Contro De Magistris
accuse false e pretestuose 151

Felice Mill Colorni
La censura in nome di Dio 164

Carla Castellacci
Laicità all’italiana 171

Francesco Erbani
Le mani su Pompei 176

Marco Travaglio
Le frequenze rubate 181

 

DIALOGO

Scott Turow / Gherardo Colombo
(condotto da Gaetano Savatteri)

Chi ha ucciso la giustizia? 187

 

CANZONIERE

Carlo Cornaglia

In versi 199

No alle Olimpiadi di sangue 202 

NOTIZIE SUGLI AUTORI 204 

 
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  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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