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Usa: guerra in Iraq sono 4000 le vittime americane PDF Stampa E-mail

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24 marzo 2008
Sono 4000 i militari americani morti in Iraq dall'inizio del conflitto, nel marzo 2003, ad oggi. Decisamente più numerose le vittime civili irachene di cui non si conosce una stima precisa.




New York
. Con i quattro soldati uccisi ieri sera a Baghdad, il numero dei militari americani morti in Iraq ha raggiunto le 4 mila unità, pochi giorni dopo che il presidente degli Stati Uniti George W. Bush aveva commemorato, il 19 marzo, i cinque anni dall'inizio del conflitto, affermandosi ancora una volta convinto che gli Usa stanno vincendo la partita. Bush aveva riconosciuto "gli elevati costi in termini di vite umane" delle operazioni in Iraq, dove però il bilancio - con una media di 800 morti l'anno - rimane decisamente più basso rispetto ai conflitti precedenti. Quelli americani in Iraq sono volentieri definiti morti invisibili o quasi, visto che le operazioni di rimpatrio delle salme avvengono quasi sempre con grandissima discrezione. Fino a pochi mesi or sono era addirittura proibito fotografare le salme avvolte nella bandiera a stelle e strisce all'interno degli aerei da trasporto militare, come i C130. Ora si può (i media l'hanno spuntata grazie al primo emendamento della costituzione Usa, quello sulla libertà di espressione) ma le foto rimangono molto rare alla base militare di Dover, nel Delaware, dove le salme continuano a giungere sul suolo americano dall'Iraq. E' vero che articoli sui militari morti in Iraq continuano a riempire la stampa americana. Ma si tratta soprattutto delle pagine locali dei grandi quotidiani e di quelle dei media regionali: ne parlano quando la vittima viveva (o era nata) nella città in questione. Decisamente molto più numerose di quelle militari americane sono le vittime civili irachene: spesso invisibili anchéesse, sono soprattutto morti dimenticati, visto che nessuno ne ha tenuto il macabro catalogo, e le stime oscillano tra 82mila e oltre un milione di vittime. Secondo le ultime cifre pubblicate i militari Usa morti quest'anno in Iraq sono 96. Sono molto meno rispetto agli anni precedenti, visto che su base annua, se la progressione rimane quella attuale, si sarà al di sotto delle 400 vittime. L'anno più letale è stato il 2007, con 901 morti tra i militari americani. Non era andata molto meglio nel 2004, nel 2005 e nel 2006. Le vittime Usa erano state rispettivamente 849, 846 e 822. E' molto elevato il numero dei feriti: ufficialmente appena meno di 30 mila, ma secondo alcune stime circa 100 mila: molti di loro sarebbero morti nei conflitti precedenti, e devono la vita ai progressi compiuti dalla medicina. Nelle precedenti guerre combattute dagli Stati Uniti, il numero delle vittime era stato decisamente superiore, come anche il coinvolgimento della popolazione, visto che attraverso la leva obbligatoria tutti o quasi avevano un familiare, un conoscente o un vicino di casa a combattere in Vietnam, a cavallo tra gli anni sessanta e settanta. Nella guerra di Corea, tra il 1950 e il 1953, le vittime Usa sono state 12.300 l'anno in media, in quella del Vietnam (1963-'75), una media di 4.850 l'anno. In base ai calcoli di Usa Today, il più diffuso quotidiano degli Stati Uniti, il 98% delle vittime in Iraq sono uomini (contro il 99,9% in Vietnam), tre quarti dei quali bianchi non ispanici di una età media di 21 anni. In Vietnam la percentuale era del 86% e l'età media di 20 anni. Il 52% delle vittime è morto ucciso da una bomba, il 16% da un'arma da fuoco. Il giorno più letale è stato il 26 gennaio 2005, quando un elicottero si è schiantato al suolo, uccidendo 31 militari. Lo stesso giorno sei altri militari sono morti combattendo. Il mese più cruento è stato novembre 2004, con 147 vittime in tutto.

Vittime militari e civili di USA e IRAQ:
il grafico

ANSA

 

 
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    E guai a chi vuol fare da guastafeste e minare il dialogo, viene linciato con la verga bipartisan.

    A inaugurare il nuovo metodo all’educato olio di ricino è stato Marco Travaglio. Che si è permesso ancora una volta di utilizzare la televisione come organo di informazione, cioè si è preso la briga, ad autentico sprezzo del pericolo, di dare ai cittadini una notizia. Per altro non esclusiva.

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