Informazione
Rassegna Stampa
Intervista a Lorenzo Diana | Intervista a Lorenzo Diana |
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Dopo vi sono stati altri problemi,intimidazioni? Diverse intimidazioni che si sono susseguite nel tempo.Messaggi,avvertimenti minatori,lettere con minacce di morte e non solo. Nel 98 dopo l’arresto di Francesco Schiavone alcune donne della sua famiglia addirittura si recarono nel campo nazionale antimafia di Libera per minacciarmi davanti a don Luigi Ciotti e Pier Luigi Vigna,che erano con me a tenere un convegno antimafia. Sempre dopo l’arresto fu inviata una lettera dal carcere da Schiavone detto Sandokan ad un giornale casertano,che la pubblicava.In quella lettera, e non solo in essa,il detenuto si dichiarava mio perseguitato politico a causa del mio impegno contro la camorra.La lettera terminava col ricordare al senatore Diana di smetterla e di avere dei figli. Il direttore del carcere fu trasferito per aver consentito che uscisse la lettera dal carcere. Le intimidazioni si accompagnarono a classici tentativi di delegittimazione della mia persona attraverso attacchi lanciati da Francesco Schiavone in un’udienza in cui confermavo la denuncia di intimidazioni messe in atto dai suoi familiari contro Bassolino,me ed altri,ma anche attraverso articoli diffamatori pubblicati da un gionale casertano.L’editore del giornale, tra l’altro arrestato per estorsione anche su mia denuncia,è stato condannato in sede penale per diffamazione nei miei riguardi,nonché un mese fà in sede civile ad un risarcimento di 25.000 euro. Oggi lui è ancora l’editore? Si. Lorenzo,ogni quanto riprendono le minacce? All’approssimarsi della conclusione dei processi. I Casalesi sono un clan camorristico di stampo mafioso.Il loro primo capo,Antonio Bardellino,era un affiliato di Cosa Nostra.Ciò che li preoccupa realmente sono le sentenze definitive e non gli arresti, che ritengono semplici interruzioni temporanee delle loro libertà di movimento. Non accettano gli ergastoli, ecco perché passano alle minacce ad ogni sentenza . All’indomani della sentenza del processo Spartacus, che a fine 2005 aveva comminato 21 ergastoli e 750 anni di carcere, la Direzione distrettuale antimafia di Napoli e la commissione parlamentare antimafia,nella relazione conclusiva del 2006, segnalarono il rischio di azioni eclatanti e di attentati contro magistrati, giornalisti, rappresentanti istituzionali e politici. Cioè Te, Cantone e la Capacchione? Si, io per le ragioni note, Rosaria Capacchione per il suo buon lavoro di informazione che con i suoi articoli costituisce una memoria storica sul clan, Saviano per avere, attraverso il libro,acceso una luce a livello nazionale ed internazionale sul clan dei casalesi.. Il magistrato Raffaele Cantone, invece, per aver svolto con grande professionalità il suo lavoro.Altro bersaglio è il dr Cafiero De Raho,pubblico ministero nel processo Spartacus. Siamo tutti rei della fine della loro impunità. Tutti colpevoli,ai loro occhi,di aver gettato un cono di luce sui Casalesi,che per più di un quarto di secolo hanno goduto di una zona di penombra e di una certa impunità. Cosa rappresenta il processo Spartacus ? Si potrebbe dire che sia il maxiprocesso alla camorra, che purtroppo, contrariamente al maxiprocesso a Cosa Nostra, è stato confinato solo nella cronaca locale ed ignorato dalla stampa nazionale. Perché le minacce a Cantone, Saviano e Capacchione in aula? Pochi giorni fa’ si celebrava il processo d’appello dell’inchiesta Spartacus .Puntuale arrivano,in forma plateale,le intimidazioni del clan all’approssimarsi della sentenza definitiva della corte d’appello. Innanzi tutto le minacce sono una dimostrazione di potenza e compattezza del clan,del fronte interno al carcere e del fronte esterno.Un messaggio di forza e di sfida allo Stato e alla Magistratura per affermare che loro non subiranno altre condanne definitive.Infine un tentativo di delegittimazione e di divisione della Procura. Se l’informazione è un’arma , cosa possiamo fare? C’è un modo per sconfiggere la mafia rappresentarla per quello che è come vicenda nazionale , una priorità sia politica, sia sociale . E più si abbassa l’attenzione dei media, più le mafie si sentono libere di minacciare ed anche di sparare! Quindi più scorte mediatiche?
Scorte di polizia si, ma affiancate dai media perché le mafie vengono
fermate e sconfitte solo nel cono di luce mediatica,mentre nel silenzio
agiscono indisturbate . Quindi lasciare Caserta e quanti combattono la
camorra nel silenzio sarebbe un grave danno. |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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