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Intervista a Lorenzo Diana | Intervista a Lorenzo Diana |
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23 marzo 2008 Più si abbassa l’attenzione dei media, più le mafie si sentono libere di minacciare ed anche di sparare!
di Tania Passa Lorenzo Diana è stato parlamentare del centrosinistra , già responsabile antimafia Ds e membro per 10 anni della Commissione Nazionale Antimafia, oggi è nel Partito Democratico , lo abbiamo incontrato per capire di più la vicenda campana e non solo. Cos’è il clan dei casalesi? Il più potente clan camorristico dai caratteri mafiosi con radici nella provincia di Caserta,ma presente in più regioni italiane e in diversi paesi esteri.Un clan che come altri gestisce i traffici della droga,di armi,dei rifiuti,le estorsioni,ma che ha una spiccata vocazione imprenditoriale,specialmente negli appalti e nell’edilizia..E’ presente in più settori dell’economia illegale,dalle truffe comunitarie alla contraffazione del burro(fatto con ossa animali anziché latte).Ha persino imposto alla Parmalat l’esclusiva rappresentanza e distribuzione commerciale in Campania del latte,che divenne il latte più costoso d’Europa. Quanti anni sono che ti occupi di antimafia? Fin dagli anni 80,quando c’erano ogni anno centinaia di morti per mano della camorra,fui protagonista con altri nella provincia di Caserta della creazione di un movimento anticamorra che diede vita a marce e manifestazioni.Allora cominciammo a reagire ad una camorra sempre più agguerrita ed oppressiva. Cosa accadde? Accadde che portammo migliaia di persone in piazza e l’anticamorra divenne un fenomeno di massa , facendo accendere così un cono di luce su un territorio ignorato da tutti e su un clan,quello dei casalesi,su cui regnava il silenzio ed una sostanziale impunità. Casal di Principe, Caserta non facevano notizia come Napoli o Palermo. Lorenzo,come iniziò la scoperta dei Casalesi? Il movimento anticamorra ha contribuito ad abbattere la mancata conoscenza e la sottovalutazione della camorra in un territorio non noto all’opinione pubblica nazionale,nonostante vi fosse una fortissima concetrazione di criminalità,di violenza,di intimidazioni e di attentati ad amministratori.Un vicesindaco fu gambizzato .I primi risultati raggiunti da quanti si battevano contro la camorra arrivarono agli inizi degli anni novanta.Nel 1991 e ’92 il Governo con Mancino ministro dell’interno emanò i decreti di scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose di alcuni comuni : Casal di Principe, Casapesenna e San Cipriano d’Aversa,Mondragone. Io a San Cipriano ero consigliere e Capogruppo dell’opposizione allora. Per noi impegnati nei consigli comunali e nel movimento anticamorra gli scioglimenti furono i primi colpi inferti dallo Stato,che fino ad allora appariva debole,se non assente.Per la prima volta lo Stato si faceva avvertire e sottraeva ai clan il controllo dei Comuni.Ai primi consigli comunali sciolti ne seguiranno tanti altri per un totale di 25 decreti di scioglimenti.Nel casertano su 104 Comuni sono stati sciolti 17 consigli,alcuni dei quali lo sono stati anche due o tre volte.Tutti i 17 Comuni sono in un raggio di 20 chilometri di distanza.E’ questa la più evidente conferma di un territorio dominato come un feudo dalla camorra. Cosa avvenne poi? Il 19 marzo 94 veniva ammazzato dalla camorra a Casal di Principe, nella sua chiesa, un parroco,don Peppe Diana, mentre si accingeva a celebrare la messa. Allora il cono di luce sul clan dei casalesi divenne più forte.Un anno e mezzo dopo, il 5.12.95, a conclusione di un’inchiesta chiamata Spartacus,venivano arrestati 152 affiliati del clan dei casalesi.Per la prima volta lo Stato sferrava un vero attacco al clan intaccando la sostanziale impunità di cui fino ad allora aveva beneficiato.Dopo seguiranno altre inchieste, tanti altri arresti per un totale di un migliaio e sequestri di beni per quasi un miliardo di euro.A luglio 98 veniva arrestato il capo del clan Francesco Schiavone,detto Sandokan. Reagirono all’offensiva degli arresti dello “Spartacus”?
Si,a seguito della prima operazione Spartacus ci fu un summit dei capi
in cui fu deciso il piano di un attentato per farmi fuori con un
ordigno esplosivo da collocare sotto la mia auto durante un comizio
pubblico.Per fortuna uno dei partecipanti veniva arrestato e
successivamente decise di divenire collaboratore di giustizia.Il piano
fu svelato e da allora fui posto sotto protezione con la scorta . |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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