| Familiari Georgofili, no abolizione ergastolo |
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marzo 2008 codice penale accusando la Commissione Pisapia che l'ha messa a punto di aver "tenuto conto della voce dei mafiosi" e non "della nostra che ancora oggi grida: ci hanno massacrato per far abolire l'ergastolo". "Il garantismo più sfrenato - afferma in rappresentanza dell'Associazione Giovanna Maggiani Chelli - non ha tenuto minimamente conto di quale sia il Paese nel quale viviamo, non ha tenuto conto che solo 15 anni fa, 15 soggetti, appartenenti a Cosa nostra, hanno messo a ferro fuoco l'Italia in nome per conto dell'eversione più becera, cercando di imporre allo Stato Italiano le proprie leggi, fra queste l'abolizione dell'ergastolo ai mafiosi rei dei crimini più abietti". Insomma non si è "tenuto conto che nel 1993 dieci persone sono state massacrate sotto il tritolo stragista di Salvatore Riina, perché l'ergastolo e altre cose sacrosante indispensabili per tenere testa alla mafia, fossero abolite". "La certezza della pena è sicuramente il simbolo di una società civile, ma per l'Italia il 'fine pena mai' significa contrastare fortemente la mafia - conclude l'Associazione -. Questo l'Europa deve capire". (ANSA) |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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