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Antimafia Duemila

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Il maresciallo Rocca PDF Stampa E-mail

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di Marco Travaglio
Le dimissioni del governatore di New York Eliot Spitzer dopo la pubblicazione delle sue intercettazioni con un giro di squillo stanno turbando i sonni del partito del Foglio.





Il Platinette Barbuto, infatti, ci aveva sempre spiegato ­ in ottima compagnia - che la “barbarie” delle intercettazioni sui giornali è soltanto italiana, sconosciuta nelle “democrazie liberali” tipo Usa. Così l’altro giorno, prim’ancora che mi occupassi del caso, Il Foglio ha pubblicato un articolo preventivo del piccolo neocon Christian Rocca: “Tutte le differenze tra le intercettazioni su Spitzer e Marco Travaglio”, poi ripreso nel blog dello stesso autore. Cogliamo fior da fiore. “Travaglio, in polemica con chi crede che i processi si facciano in tribunale e non in tv, cioè con le persone normali, da tempo va scrivendo che in America pubblicano tranquillamente le intercettazioni dei politici senza che nessuno si indigni, come dimostra il caso del governatore Spitzer...”. Per la verità ho scritto decine di articoli contro i processi fatti in tv. Tipo Cogne, Rignano, Erba, Perugia. Altra cosa è seguire le inchieste e i processi che si svolgono nei palazzi di giustizia e raccontarli in tv. Questo non è fare i processi in tv. E’ cronaca giudiziaria, un genere piuttosto diffuso in tutto il mondo. Si raccontano i fatti e, se riguardano personaggi pubblici, se ne informano i cittadini e se ne chiede conto agli interessati. Né Spitzer né i suoi amici si son lamentati per la pubblicazione della notizia. Spitzer ha chiesto scusa e si è dimesso, visto che era solito lanciare filippiche contro la prostituzione. Ancora Rocca: “Il caso Spitzer non è un’inchiesta politica, fatta per abbattere un avversario, ma è cominciata grazie al sistema di controllo automatico che scatta ogni volta che le banche registrano operazioni sospette”. E chi ha mai parlato di inchieste politiche? E’ il partito del Foglio ­ sempre in ottima compagnia ­ a sostenere questa idiozia ogni qual volta finisce sotto inchiesta un politico italiano.I processi a Berlusconi sono nati tutti grazie ai sistemi di controllo, giudiziari e finanziari, su operazioni sospette o grazie a rivelazioni di personaggi al corrente di affari loschi. “Durante l’inchiesta ­ scrive Rocca - sui giornali non è uscito niente di niente”. Vero, ma solo parzialmente: l’inchiesta su Spitzer & C. non è ancora finita, ma quando l’Fbi ha inviato alla Procura di New York il suo primo “affidavit” con le intercettazioni, l’atto è finito sui giornali con i nomi dei clienti siglati dai numeri 1,2,3 ecc. Poi, il 10 marzo, il New York Times, grazie alla soffiata di due anonimi “tutori della legge” (“two law enforcement officials”), ha svelato che il n. 9 era Spitzer. In Italia, di solito, non c’è nemmeno bisogno di soffiate. Quando i pm devono compiere atti a sorpresa, come intercettazioni o perquisizioni, fanno tutto di nascosto. Quando poi informano gli indagati e gli avvocati con avvisi di garanzia, decreti di perquisizione, ordinanze cautelari, il segreto cade per legge e se ne può parlare. Secondo il Foglio, a New York, “quando è finita l’indagine non è trapelato niente di niente, né le intercettazioni né la notizia... Dell’inchiesta si sapeva già da cinque giorni e non con una soffiata dei magistrati a cronisti-buche-delle-lettere, ma con un comunicato stampa ufficiale della Procura di NY e dell’Fbi, con tanto di numeri di telefono dei rispettivi uffici relazioni pubbliche”. Strano, perché l’11 marzo l’Associated Press, come il NYT, citava una misteriosa “fonte” (“a law enforcement official”) che aveva rivelato lo scandalo “a condizione di restare anonima a causa della delicatezza della notizia”. Che fosse anche quella, oh my God, “una soffiata dei magistrati a cronisti-buche-delle-lettere”? Conclude Rocca: “Lo scoop del Times è stato di identificare il ‘cliente n. 9’ con Spitzer. Non si sa come ci sia riuscito, ma si sa che la notizia è comparsa solo dopo la fine dell’inchiesta, gli imputati arrestati, i coinvolti avvertiti, la prima fase del processo cominciata e i documenti pubblici”. Mavalà: si sa eccome, come ci è riuscito. E’ lo stesso NYT a spiegarlo il 10 marzo: grazie al solito “law enforcement official” e a una persona “briefed on the investigation”, al corrente dell’indagine. Rocca e i suoi fratelli si mettano il cuore in pace: notizie e intercettazioni escono in tutto il mondo. L’unica differenza è che in America, quando viene scoperto un fatto grave, paga chi l’ha commesso. In Italia, chi l’ha scoperto.


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UNITA  22 MARZO 2008
 
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  • La Rivista
    copert57.gif In edicola dal 3 marzo 2008

    In questo numero:
    Elezioni politiche 2008 ecco alcuni nomi da non votare a causa di un curriculum discutibile. Con un’operazione da manuale il Ros cattura Pasquale Condello, il “Provenzano” della ‘ndrangheta.
    Scandalo sanità ed arresti eccellenti in Calabria per mafia, droga ed appalti.
    Cosa Nostra è ad una svolta: quali saranno le sue future strategie?

    Risponde per noi il pm Domenico Gozzo.
    Duro colpo alla mafia trapanese: arrestato Grigoli, re della catena Despar e prestanome del boss Matteo Messina Denaro.
    Un verdetto storico: il presidente della Regione Sicilia Cuffaro condannato a 5 anni ed interdetto dai pubblici uffici per favoreggiamento personale a singoli mafiosi.
    Intervista all’avv. Tamburello: un viaggio nell’orrore delle stragi del ’92.
    Gli affari ed i misteri dello Ior, la banca del Vaticano.
    Ed altro ancora…

    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Una fase di stasi che prelude nuovi equilibri e nuovi accordi. Dentro Cosa Nostra, a casa nostra, in Italia, ma anche in più parti del mondo.

    Le tre mafie che gestiscono tre intere regioni del nostro Paese stanno subendo, uno dietro l’altro, colpi durissimi da parte delle forze inquirenti tra catture eccellenti come quella di Pasquale Condello e dei più importanti fiancheggiatori dei Lo Piccolo, ingentissimi sequestri di beni e soprattutto con l’individuazione, e in qualche caso anche con l’arresto, di politici, imprenditori e professionisti: un numero abbastanza ragguardevole di cosiddetti colletti bianchi. In particolare Cosa Nostra sembra attraversata da una profonda crisi interna sulla quale hanno agito con grande incisività e intelligenza magistrati e forze dell’ordine arrivando a scardinare completamente, almeno a livello di vertice, l’ impero dei Lo Piccolo che controllava tutta Palermo. Sarebbe il caso di approfittare del momento per sferrare uno o più colpi di grazia, come ad esempio inviando uomini e mezzi a Trapani per catturare Matteo Messina Denaro, ma già si profila la solita maldestra mossa dello Stato che, in ottemperanza alla assurda legge della rotazione degli incarichi, si prepara a smantellare la procura di Palermo. Stessa cosa dicasi per la procura di Reggio Calabria impegnata in delicatissime indagini che coinvolgono alla stessa stregua ‘ndranghetisti e politicanti ...

     
  • Terzo Millennio

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    Inserto Terzo Millennio N. 57



    In questo numero:

    l’Europa plaude all’indipendenza del Kosovo, ma Giulietto Chiesa avverte che così è stata innescata una miccia nei Balcani.E’ davvero la Cina il pericolo maggiore per l’emissione di CO2?
    Arrestato il tenente generale Gregorio Alvarez, emblema della feroce dittatura militare uruguaiana: ora finalmente la verità sul periodo più atroce della storia dell’Uruguay. Emergenza acqua: un affare da miliardi di euro l’anno. Appalti, privatizzazioni sospette nel mirino delle indagini giudiziarie. Il presidente del Cipsi illustra la campagna Libera l’Acqua che porterà la preziosa risorsa idrica in 13 Paesi poveri del pianeta. La Funima International si attiva per lo scavo di un pozzo nella regione di Catamarca (Argentina), nella località La Alumbrera. 

     
 

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