| Presunti collegamenti La Rupa-'ndrangheta |
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di Dora Quaranta - 21 marzo 2008
Secondo il procuratore Mario Spagnuolo e il pm Domenico Fiordalisi il politico avrebbe versato 83.000 euro al gruppo mafioso in cambio di sostegno elettorale. La somma poi sarebbe servita per acquistare una motonave per fini turistici. Sempre secondo l'accusa La Rupa avrebbe fatto affidare ad una società riconducibile a Tommaso Gentile la gestione del porto di Amantea con la compiacenza del tecnico comunale Concetta Schettini finita ai domiciliari. Tra qualche giorno La Rupa potrebbe essere rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa a causa dei contatti con Antonio Forastefano, presunto capobastone di Cassano, sempre per motivi elettorali. Il pentito Francesco Elia ha rivelato ai giudici che Forastefano avrebbe chiesto a La Rupa 80.000 euro e che quest'ultimo ne avrebbe versati 30.000. Il politico, sempre secondo le rivelazioni del collaboratore, si sarebbe reso disponibile a favorire l'assegnazione di finanziamenti pubblici alle aziende agricole dei Cassanesi. Un altro pentito della 'ndrangheta, Adamo Bruno, ha parlato di 15.000 euro versati da La Rupa a Forastefano. Intercettazioni telefoniche effettuate dagli investigatori rivelerebbero che nel 2005 il presunto boss Antonio Forastefano, il giorno degli scrutini, inviò i suoi uomini per visionare le operazioni di spoglio delle schede. Forastefano, venuto a conoscenza della vittoria elettorale di La Rupa, volle festeggiare con lo champagne. La Rupa è sotto inchiesta inoltre per un documento, secondo la Dda falso, presentato in Corte d'Appello a Catanzaro per sfuggire ad una condanna di abuso d'ufficio inflittagli in primo grado. Per questa vicenda è stata inoltrata richiesta di rinvio a giudizio. Negli anni '90 La Rupa subì un processo per presunte irregolarità nella conduzione degli appalti per la ristrutturazione del centro storico di Amantea. Ne uscì prosciolto perché le accuse risultarono infondate.
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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