Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Friday
May 09th
Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Liechtenstein, nella lista spunta il "Partito italiani nel mondo"
Liechtenstein, nella lista spunta il "Partito italiani nel mondo" PDF Stampa E-mail

partito-italiani-nel-mondo-.jpg

Non solo politici e imprenditori, ma anche personaggi dello spettacolo nella black list del fisco in cui figurano nostri connazionali con conti in Liechtenstein. Le voci che circolavano in merito hanno trovato una conferma quando è filtrato il nome della cantante Maria Ilva Biolcati, in arte Milva.






DI MARINO BISSO E CARLO PICOZZA
ROMA
- Ora dal Principato spunta anche un deposito di 5,5 milioni di euro intestati al «Partito italiani nel mondo». Più precisamente a Enrico Giuliano e Giannandrea Tavecchia, già collegati alla One Comm di Piombino, fabbrica di telefonini che dopo aver beneficiato di provvidenze pubbliche chiuse i battenti e fu travolta da un´inchiesta per truffa.
Così, con i capitani di industria, i personaggi dello spettacolo e dello sport, dalla black-list del Liechtenstein esce il conto intestato a un movimento politico. Accanto ai nomi dei titolari la sigla «Pep», persona esposta pubblicamente, un modo per segnalare che il conto potrebbe nascondere un prestanome. Il deposito figura tra quelli dei 400 correntisti italiani, clienti della banca Lgt di Vaduz molti dei quali sarebbero dei prestanome, anch´essi indicati con la sigla Pep. E ora dopo gli accertamenti della finanza e dell´Agenzia delle entrate, nel mirino della procura di Roma, finiscono le «posizioni da approfondire», dieci in tutto, per le quali i magistrati procederanno a iscrivere i primi indagati. Ma sull´elenco dei presunti evasori, trasmesso due mesi fa al ministero dell´Economia dai servizi segreti tedeschi, non lavorano solo i magistrati della capitale e la Direzione nazionale antimafia. Acquisita la lista nera dall´Agenzia delle entrate, entrano in campo anche i pm di Palermo. Le procure ipotizzano l´evasione fiscale e il riciclaggio. Illeciti che però potrebbero essere finiti in prescrizione (visto che i conti risalgono almeno a sei anni fa), o essere stati sanati con la legge del cosiddetto scudo fiscale introdotta nel 2002 dal governo Berlusconi.
Intanto è cominciata la ridda di precisazioni. E smentite. Una arriva proprio dal leader di "Italiani nel mondo", il senatore Sergio De Gregorio: «Il nostro movimento non ha alcun conto corrente nel Liechtenstein». E i due intestatari del deposito? «Non sono né nostri iscritti né simpatizzanti». Le indiscrezioni si avvicendano mentre continuano a trapelare cifre e nomi. Ci sono i 33 milioni di euro che potrebbero portare al presidente del gruppo Italcementi, Giampiero Pesenti. Di fianco al nominativo, i funzionari dell´Agenzia delle entrate che hanno redatto l´elenco in base ai documenti forniti dagli 007 tedeschi, hanno lasciato un punto interrogativo. Di seguito sono indicati degli anni e una nazione: «2001, 2002, 2003. Svizzera». Ma alle voci sull´eredità materna che sarebbe all´origine del conto, replica lo stesso Pesenti: «Mai avuti conti in Liechtenstein e l´eredità di mia madre non ha niente a che fare con quel deposito: sono ancora in corso le pratiche per la successione».
Nell´elenco figurano anche manager della sanità e imprenditori di colossi farmaceutici. Tra questi, Alberto Sergio Aleotti, 85 anni titolare della multinazionale Menarini, con la giacenza più consistente, 476 milioni. Anche da lui arriva una smentita. Gli fa eco la famiglia Mian, fino agli anni Novanta titolare della Gentili: «Tutti i nostri conti sono regolarmente dichiarati». Altro nome eccellente - quello del presidente dell´Unione petrolifera, Pasquale De Vita - e nuova rettifica: «Non è mai stata mia abitudine evadere il fisco». L´ex componente del cda di Agip e Aci è indicato come titolare di un conto da un milione di euro. «Ogni richiamo ad artifici messi in atto al fine di una presunta evasione fiscale è privo di qualsiasi fondamento».
Nel mirino del fisco anche alcuni presidenti di squadre di calcio, come l´amministratore dell´Hellas Verona, Pietro Arvedi D´Emilei, con 1,2 milioni di deposito in Liechtenstein. «Mio il nome ma non i conti», commenta. Ma in serata il suo avvocato, Giovanni Maccagnini, corregge il tiro: «Si tratta di depositi di molti anni fa, "fotografati" nel 2002, poi regolarizzati, come previsto dalla legge, e indicati nella dichiarazione dei redditi». Un altro conto, 650 mila euro, è attribuito a Massoud Mowlazadeh, patron della "Vercellese 1926", micro-società calcistica. Ai nomi filtrati nei giorni scorsi si aggiungono ora le cifre dei relativi conti correnti: l´imprenditore di Bolzano, Anton Pchiler, avrebbe in giacenza 35 milioni, Raffaele Carlo Maria Santoro, già manager Eni, 5 milioni. Questo, nel ´93, era stato toccato da tangentopoli in una inchiesta coordinata dall´allora pm Antonio Di Pietro. Nella lista ci sono i 250 mila euro del senatore Mario D´Urso, i 650 mila dell´avvocato Tommaso Addario già coinvolto nello scandalo Italcasse. Tutti negano. Ma nei prossimi giorni la procura di Roma avvierà le procedure per la rogatoria per spostare gli accertamenti nel Principato.
LA REPUBBLICA EDIZIONE NAZIONALE 20 MARZO 2008
 
< Prec.   Pros. >
Advertisement
  • La Rivista
    copert57.gif In edicola dal 3 marzo 2008

    In questo numero:
    Elezioni politiche 2008 ecco alcuni nomi da non votare a causa di un curriculum discutibile. Con un’operazione da manuale il Ros cattura Pasquale Condello, il “Provenzano” della ‘ndrangheta.
    Scandalo sanità ed arresti eccellenti in Calabria per mafia, droga ed appalti.
    Cosa Nostra è ad una svolta: quali saranno le sue future strategie?

    Risponde per noi il pm Domenico Gozzo.
    Duro colpo alla mafia trapanese: arrestato Grigoli, re della catena Despar e prestanome del boss Matteo Messina Denaro.
    Un verdetto storico: il presidente della Regione Sicilia Cuffaro condannato a 5 anni ed interdetto dai pubblici uffici per favoreggiamento personale a singoli mafiosi.
    Intervista all’avv. Tamburello: un viaggio nell’orrore delle stragi del ’92.
    Gli affari ed i misteri dello Ior, la banca del Vaticano.
    Ed altro ancora…

    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Una fase di stasi che prelude nuovi equilibri e nuovi accordi. Dentro Cosa Nostra, a casa nostra, in Italia, ma anche in più parti del mondo.

    Le tre mafie che gestiscono tre intere regioni del nostro Paese stanno subendo, uno dietro l’altro, colpi durissimi da parte delle forze inquirenti tra catture eccellenti come quella di Pasquale Condello e dei più importanti fiancheggiatori dei Lo Piccolo, ingentissimi sequestri di beni e soprattutto con l’individuazione, e in qualche caso anche con l’arresto, di politici, imprenditori e professionisti: un numero abbastanza ragguardevole di cosiddetti colletti bianchi. In particolare Cosa Nostra sembra attraversata da una profonda crisi interna sulla quale hanno agito con grande incisività e intelligenza magistrati e forze dell’ordine arrivando a scardinare completamente, almeno a livello di vertice, l’ impero dei Lo Piccolo che controllava tutta Palermo. Sarebbe il caso di approfittare del momento per sferrare uno o più colpi di grazia, come ad esempio inviando uomini e mezzi a Trapani per catturare Matteo Messina Denaro, ma già si profila la solita maldestra mossa dello Stato che, in ottemperanza alla assurda legge della rotazione degli incarichi, si prepara a smantellare la procura di Palermo. Stessa cosa dicasi per la procura di Reggio Calabria impegnata in delicatissime indagini che coinvolgono alla stessa stregua ‘ndranghetisti e politicanti ...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_100_pixel.jpg

     

    Inserto Terzo Millennio N. 57



    In questo numero:

    l’Europa plaude all’indipendenza del Kosovo, ma Giulietto Chiesa avverte che così è stata innescata una miccia nei Balcani.E’ davvero la Cina il pericolo maggiore per l’emissione di CO2?
    Arrestato il tenente generale Gregorio Alvarez, emblema della feroce dittatura militare uruguaiana: ora finalmente la verità sul periodo più atroce della storia dell’Uruguay. Emergenza acqua: un affare da miliardi di euro l’anno. Appalti, privatizzazioni sospette nel mirino delle indagini giudiziarie. Il presidente del Cipsi illustra la campagna Libera l’Acqua che porterà la preziosa risorsa idrica in 13 Paesi poveri del pianeta. La Funima International si attiva per lo scavo di un pozzo nella regione di Catamarca (Argentina), nella località La Alumbrera. 

     
 

Video

Google Adv

Statistiche

Utenti: 92
Notizie: 3397
Collegamenti web: 103
Visitatori: 634598

Libri

perche-la-mafia-ha-vinto-w.jpg

Libri

la-caccia-web-5.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

teatro-massimo-palermo-1.jpg

E' successo oggi

impastatoweb.jpg