| Caso Helg: un attacco strumentale |
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di Dora Quaranta - 12 marzo 2008 Palermo. Roberto Helg, presidente di Confcommercio Palermo, ha chiarito ieri ai componenti della giunta e del consiglio la sua posizione, in seguito alla notizia diffusasi che il suo stabilimento di Carini fosse sotto contratto d'affitto con la società di un mafioso. La questione ha avuto inizio nel mese di gennaio quando nell'ambito di un convegno il consigliere comunale di Carini Giovì Monteleone ha sostenuto: “Il presidente di Confcommercio Helg ha il suo maxinegozio di Carini in locali presi in affitto dal boss Pipitone e dice di non pagare il pizzo”. La dichiarazione è stata poi rilanciata e diffusa a febbraio dal periodico locale “Il vespro” suscitando aspre polemiche. Helg ieri ha spiegato che “quando quattro anni fa ho trasferito la mia azienda a Carini ed ho avuto il sospetto che la società affittuaria potesse avere tra i soci parenti del boss della zona, ho consegnato la documentazione, attraverso la quale ho definito il contratto di affitto all'organo istituzionale preposto, al prefetto Marino, e solo dopo avere ricevuto le necessarie rassicurazioni mi sono tranquillizzato. Tengo a precisare che ad oggi in capo alla società affittuaria non pende alcun provvedimento giudiziario”. Il consiglio direttivo ha poi approvato all'unanimità una mozione come attestato di solidarietà al suo presidente: “La Confcommercio di Palermo ha ritenuto il comportamento del presidente coerente con la linea di legalità sostenuta dalla Confcommercio e gli esprime piena solidarietà definendo i contenuti dell'articolo un attacco strumentale. Ritiene, inoltre, opportuno riconfermare le scelte operate dalla Confcommercio sui temi della legalità e l'impegno rigoroso nella lotta al racket e all'usura”. Anche Giuseppe Lumia, vice presidente della Commissione Antimafia, è intervenuto nella questione esprimendo la sua solidarietà ad Helg: “Sono preoccupato – ha detto Lumia – per questo tipo di attacchi, che giudico assolutamente strumentali, soprattutto in un momento in cui la Confcommercio guidata da Roberto Helg è impegnata in un'azione di impegno, trasparenza e di legalità all'interno della sua categoria e di duro contrasto all'azione delle mafie”.
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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