| Una mafia cresciuta nell'ombra |
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di Dora Quaranta - 12 marzo 2008 Il dossier disegnerà una mappa delle organizzazioni criminali territorio per territorio: dal litorale all'Agro Pontino e al Basso Lazio, da Civitavecchia a Roma fino alla provincia di Rieti. La criminalità organizzata nel Lazio è silenziosa, non crea allarmismi, è pienamente integrata, è riuscita a mimetizzarsi avvalendosi di uomini del posto come copertura. “Lo schema – spiega Libera – è simile in tutta la regione: dai primi insediamenti, seguiti alle latitanze o ai soggiorni obbligati di mafiosi del Sud, è nata una mafia endogena”, una mafia che si è sviluppata per gradi fino a divenire imprenditrice. “Ai soldi sporchi – continua Libera – si sono affiancate le competenze di Cosa Nostra, la manovalanza locale e quella dei camorristi e degli 'ndranghetisti, quindi un terzo livello imprenditoriale tutto laziale”. Tutto con opportuni paraventi politici trasversali. A partire dagli anni '80 la mafia laziale ha dato avvio ad una mutazione genetica investendo nel cemento, alberghi, centri commerciali, appalti, ristorazione, rifiuti, trasporti, ortofrutta, usura ed imprese. “Gente con un passato da 'indesiderato' che diventa costruttore di successo, imprenditori e professionisti organici alle mafie candidati alle elezioni, ci sono anche militari, 007 e investigatori con qualche scheletro nell'armadio. La politica ha protetto le mafie, tra corruzione e infiltrazioni mafiose non c'è più un confine netto” conclude Libera sottolineando la mancanza di una presa di coscienza piena nonostante i commissariamenti, gli arresti e gli scandali. Un segnale positivo è l'istituzione della Commissione speciale sulla Sicurezza della Regione Lazio e del relativo osservatorio.
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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