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I falsi miti | I falsi miti |
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di Giorgio Bongiovanni - 8 febbraio 2010 ...della Commissione parlamentare sulla mafia (1984-1987) e oggi deputato al Parlamento Europeo per l'Italia dei Valori. Questo signore, nell'anno 2000, nell'ambito del vertice dell'Onu sul crimine organizzato transnazionale che si è tenuto a Palermo, ebbe l'ardire di affermare di fronte a tutte le telecamere del mondo che “la mafia era un fenomeno in via di estinzione”. Una dichiarazione che ha fatto rivoltare nella tomba i suoi amici Falcone e Borsellino, traditi da quella incredibile arroganza e che non aveva mancato di suscitare polemiche obbligandolo a ritrattare. Oggi l'onorevole Arlacchi torna a rilasciare dichiarazioni deliranti, come quelle riportate in questa pagina. E per questo ci rivolgiamo a lui direttamente: Prof. Arlacchi, io non sono un mito dell'antimafia, né sono famoso come lo è lei, ma mi occupo del tema da dieci anni ed è per questo che rimango sbalordito di fronte alle sue parole. E la invito ad un dibattito pubblico per discutere nel merito - insieme a professionisti del settore, magistrati e giornalisti - le dichiarazioni e le prove documentali che il teste Massimo Ciancimino sta fornendo alla procura di Palermo: i pizzini che Bernardo Provenzano consegnava al padre Vito Ciancimino, l'assegno di 35 milioni di lire firmato da Berlusconi a don Vito, il cosiddetto “papello”, le lettere indirizzate a Marcello Dell'Utri e a Silvio Berlusconi e tanto altro materiale probatorio. Tutti documenti oggetto di perizie calligrafiche e di profonde analisi condotte dai magistrati Antonio Ingroia e Nino Di Matteo. Insieme alla coerenza del racconto del testimone, le cui rivelazioni vengono vagliate e riscontrate con estrema attenzione. A questo punto mi chiedo: cosa la spinge parlare così? Quale altra poltrona vuole conquistare? Dobbiamo forse pensare che gli unici pentiti credibili siano soltanto quelli che lei ha conosciuto personalmente? Come Antonino Calderone, che lei ha intervistato in modo magistrale in un libro che ho molto apprezzato. E allora rimane il mio invito ad un dibattito pubblico. Perché voglio sperare che le sue dichiarazioni, siano in realtà soltanto frutto della buona fede oltre che dettate da un'evidente ignoranza e arroganza. Giorgio Bongiovanni Direttore di ANTIMAFIADuemila Arlacchi (Idv): “Non credo a una parola” 8 febbraio 2010 Roma. “Non credo a una parola di quanto detto da Ciancimino. E queste storie le abbiamo già viste e sentite. Sono parole che non giovano altri che a Berlusconi, si vuole sollevare un gran polverone e screditare così la figura dei pentiti in generale”. Lo afferma l’eurodeputato dell’Italia dei Valori Pino Arlacchi, in merito alla deposizione di oggi di Massimo Ciancimino. “Ciancimino -continua Arlacchi parlando ai microfoni di Cnrmedia- ha una posizione giudiziaria interessata ed ha una scarsa attendibilità, a tanti anni di distanza. Lavorando insieme a Falcone so che questo tipo di dichiarazioni vanno prese con grande cautela e non vanno sbandierate. Non sono d’accordo nemmeno con Di Pietro che parla di governo paramafioso. Proprio Di Pietro che ha avuto a che fare con casi molto delicati sa che queste dichiarazioni vanno prese con grande prudenza”. “Infine -conclude Arlacchi- trovo paranoide il discorso di Forza Italia che nasce da una trattativa Stato-mafia. Forza Italia è stata una operazione di marketing politico molto lucida, sofisticata e di successo ed è con questo che dobbiamo fare i conti dal ‘94. La presunta trattativa tra Stato e mafia non c’entra nulla” |
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Imprenditoria Mafiosadi Giorgio Bongiovanni E così Cosa Nostra sarebbe in ginocchio. Tra arresti più o meno eccellenti e confische dei beni questo governo annuncia che passerà alla storia come quello che ha definitivamente debellato la mafia siciliana. E potrebbe anche riuscirci, complici la disinformazione e la conseguente scarsa consapevolezza culturale delle italiche genti rispetto alla questione mafiosa. Per quanto riguarda l’ottimo risultato raggiunto sul piano militare è forse riuscito a passare in qualche trasmissione televisiva o su pochi quotidiani il dato incontrovertibile, e persino banale, che le operazioni sul territorio vengono condotte da magistrati e forze dell’ordine con immensi sacrifici e che quindi il merito sia loro e non del governo. |
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