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Pm D'Alterio: Per Lea Garofalo temiamo epilogo tragico PDF Stampa E-mail

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8 febbraio 2010
Campobasso.
''E' probabile che ci sia stato un epilogo tragico; la cerchiamo, speriamo di trovarla viva, ma le speranza sono davvero poche''.
  




Inizia cosi la conferenza stampa del Procuratore della Repubblica di Campobasso, Armando D'Alterio sulla scomparsa di Lea Garofalo, ex collaboratore di giustizia di cui si sono perse completamente le tracce a Milano lo scorso 24 novembre. La vicenda della donna è stata ricostruita oggi durante la conferenza stampa tenuta dal procuratore capo del tribunale molisano, dopo che negli ultimi due giorni, dopo l'arresto dell'ex convivente la sua scomparsa era tornata a galla. Nel prendere la parola il Procuratore Capo D'Alterio ha fatto la cronistoria di Lea Garofalo: "La sua collaborazione era iniziata nel 2002 e per questo le era stato assegnato un programma provvisorio di protezione su richiesta della procura di Catanzaro - ha detto D'Alterio -. Lei era a conoscenza di fatti e circostanze precise legate a episodi di cronaca che riguardavano le cosche della 'ndrangheta di Petilia Policastro paese ad una manciata di chilometri da Crotone; per questo il 31 luglio del 2002, dopo il riconoscimento dello status di collaboratore, era stata trasferita a Campobasso". Nel frattempo, però, alla donna viene ucciso un fratello, Floriano. assassinato a colpi di arma da fuoco nell'agosto del 2005. Il programma di protezione, successivamente le era stato revocato il 16 febbraio del 2006, perché la donna si era allontanata dalla località protetta. La donna, ha paura, chiede così il reintegro nel programma Dopo un suo ricorso al Tar, respinto, il Consiglio di Stato dispone il reintegro nel programma di protezione al quale però rinuncia. Va via da Campobasso e torna a Petilia Policastro dove nella sua abitazione viene attivato un servizio di vigilanza radiocontrollata. Ma la donna inizia nuovamente la relazione con Cosco, padre della figlia, adesso quasi maggiorenne della Garofalo. Dopo alcuni mesi, secondo la ricostruzione degli inquirenti della dda molisana, la donna decide di tornare a Campobasso ritenuta cittadina tranquilla. I litigi con il suo ex però proseguono e la donna lo allontana definitivamente dalla piccola casa in pieno centro storico. Da questa ennesima lite - dicono gli inquirenti - parte il progetto di farla fuori da parte dell'ormai ex convivente. Cosco sa che un idraulico per riparare la lavatrice deve recarsi a casa della Garofalo e chiede a Massimo Sabatino in cambio di soldi di sostituirsi all'uomo. Lui entra in casa e tenta di soffocare la donna, ma la sua strenua difesa e l'intervento della figlia Denise mandano all'aria il progetto. Su questo episodio ci sono riscontri oggettivi: le impronte digitali di Sabatino sulla lavatrice e in alcune zone dell'appartamento. Gli inquirenti trovano le tracce dei collegamenti tra i due cosi il Gip Teresina Pepe del tribunale di Campobasso emette due ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei due uomini accusati del tentativo di sequestro dell'ex testimone di giustizia, ed eseguiti la scorsa settimana. Carlo Cosco viene rintracciato a Petilia Policastro, mentre Massimo Sabatino si trova detenuto a Milano perché detenuto per altra causa. Quel che è certo è che Lea Garofalo e' scomparsa a Milano il 24 novembre scorso, dopo aver lasciato la figlia con alcuni parenti. A denunciarne la scomparsa era stato l'ex convivente che doveva accompagnarla alla stazione. Di fatto, nei giorni in cui Lea Garofalo e la figlia soggiornavano a Milano, in città si trovavano anche Carlo Cosco e Massimo Sabatino. I due saranno interrogati oggi - ha aggiunto il procuratore della Dda di Campobasso -. E' ovvio che sono i principali indiziati. Per gli inquirenti è possibile che i due dopo il tentativo fallito a Campobasso ci abbiano riprovato a Milano portando a termine il loro progetto.

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