La Rivista
Marco Travaglio
Le solite palle | Le solite palle |
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di Marco Travaglio Uno dei temi sui quali non ci viene mai fatto mancare nulla da giornali e tv è la campagna di Giuliano Ferrara contro l’aborto. Che, intendiamo- ci, meriterebbe la massima attenzione se Ferrara avesse indicato un solo rimedio per diminuire gli aborti più efficace della pur perfettibile legge 194. Se, cioè, avesse dimostrato che a ogni voto in più al partito Aborto No Grazie corrisponderà almeno un aborto in meno. Purtroppo, i due fattori non sono inversamente proporzionali, anzi c’è il fondato sospetto che lo siano direttamente. Nel senso che una madre tormentata dal dubbio, sentendo parlare Ferrara, potrebbe farselo passare e correre a interrompere la gravidanza. Siamo di fronte a un ego smisurato a caccia di continue emozioni e vetrine, antidoti alla noia e copertine, disposto a tutto pur di apparire ovunque. Un caso umano che andrebbe coperto con un velo pietoso e lasciato al suo destino. Invece lo prendono sul serio. Sofri gli ha dedicato addirittura un libro col suo nome in copertina (un’altra), facendolo felice. Ieri il Corriere pubblicava una vignetta, che pare disegnata da un bambino un po’ tonto e invece è opera (opera prima, da collezionisti) dello stesso Ferrara, in risposta a una di Vincino contro di lui. Per trovare qualche informazione appropriata sul Platinette Barbuto bisogna andare nelle rubriche delle lettere, dove alcuni lettori non facendo parte della parrocchietta dei giornalisti che si parlano e si citano fra loro non hanno perso l’abitudine di usare il cervello. Uno, Enzo Camilletti, ha scritto alla Stampa per far rispettosamente notare un increscioso infortunio in cui il nostro eroe sarebbe incorso. Nella sobria e lucida campagna contro gli aborti illegali nella famigerata clinica genovese, Ferrara ha tappezzato la città di manifesti con la scritta «Abort macht frei», citazione maccheronica del terribile «Il lavoro rende liberi» che campeggiava all’ingresso dei campi di sterminio nazisti. Purtroppo, fa notare il lettore, in lingua tedesca «abort» vuol dire toilette, mentre aborto si dice «abtreibung», cosicché un turista germanico che passasse per Genova si domanderebbe chi sia mai quel folle che si fa propaganda con lo slogan «Il cesso rende liberi». Ieri Ferrara ha risposto che in tedesco abort vuol dire sia toilette sia aborto, dunque è tutto giusto. I linguisti ci diranno chi abbia ragione. In compenso si son perse le tracce di un’altra mossa geniale della campagna ferraresca. Qualche settimana fa, dopo il blitz dei carabinieri in un ospedale napoletano dove una donna aveva abortito un feto affetto dal morbo di Klinefelter, il Platinette Barbuto aveva annunciato l’intenzione di sottoporsi a un test ematico presso una clinica romana, per appurare se anche lui non sia affetto dalla stessa sindrome che presenta sintomi simili ai suoi: «mammelle grosse e testicoli piccoli», ma anche disse sempre lui «un leggero ritardo mentale e diffusissima la sterilità». Inizialmente Ferrara minacciò anche di fotografarsi i testicoli e di pubblicare la gaia immagine sulla prima pagina del Foglio, ma poi dovette rinunciarvi perché rivelò «la mia redazione me l’ha impedito». L’ufficio marketing conosce mosse migliori. Il Molto Intelligente indicò anche il nome della sua monaca personale che avrebbe effettuato le analisi: tale suor Augusta, alla quale va tutta la nostra solidarietà. Poi però, se non andiamo errati, i risultati non furono pubblicati. Ora, lungi da noi l’intenzione di violare la privacy del Platinette, ma visto che ci aveva messi sul gusto, ci è rimasto un pizzico di curiosità. Anche perché negli stessi giorni, senza minimamente notare la contraddizione con un morbo che provoca sterilità, Ferrara rivelava di aver fatto abortire per ben tre volte le sue varie fidanzate, immaginando anche come sarebbero i suoi tre figli e quanti anni avrebbero oggi se non fossero stati a suo tempo soppressi. Ne deduciamo che il test abbia dato esito negativo. Perché, delle due, l’una: o Ferrara non ha il morbo, e allora si spiegano le gravidanze delle sue fidanzate; oppure ce l’ha ed è sterile, e allora ha mentito sui tre procurati aborti. Ma c’è anche una terza possibilità: che le sue fidanzate non gli dicessero proprio tutto. E questo, per un ex informatore della Cia, sarebbe davvero seccante. Uliwood party UNITA' 20 MARZO 2008 |
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Imprenditoria Mafiosadi Giorgio Bongiovanni E così Cosa Nostra sarebbe in ginocchio. Tra arresti più o meno eccellenti e confische dei beni questo governo annuncia che passerà alla storia come quello che ha definitivamente debellato la mafia siciliana. E potrebbe anche riuscirci, complici la disinformazione e la conseguente scarsa consapevolezza culturale delle italiche genti rispetto alla questione mafiosa. Per quanto riguarda l’ottimo risultato raggiunto sul piano militare è forse riuscito a passare in qualche trasmissione televisiva o su pochi quotidiani il dato incontrovertibile, e persino banale, che le operazioni sul territorio vengono condotte da magistrati e forze dell’ordine con immensi sacrifici e che quindi il merito sia loro e non del governo. |
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