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Presentazione del libro ''Il Patto'' di Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci | Presentazione del libro ''Il Patto'' di Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci |
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Milano: 10 febbraio ore 18.00 – Libreria Feltrinelli Piazza Duomo 1 – partecipano Aldo Giannuli, Peter Gomez, Gianluigi Nuzzi UN INFILTRATO TRA I MAFIOSI NEGLI ANNI DELLE STRAGI (1992-1993). Le sue rivelazioni sono al centro del processo di Palermo sulla trattativa Stato-mafia 1 febbraio – Nuova udienza di Massimo Ciancimino nel procedimento a carico del generale Mario Mori e del colonnello dell’Arma Mauro Obinu IL PATTO di Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci PREFAZIONE di Marco Travaglio A un certo punto del loro racconto, Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci buttano lì una frase che è la chiave del libro: «Sarà un caso, ma dal 1994 in Italia non si è più verificata una strage». Dalla Prefazione di Marco Travaglio «Mi chiamo Luigi Ilardo, mi chiamo Luigi Ilardo, mi chiamo Luigi Ilardo.» Gli succede sempre più spesso di ripetere il proprio nome fino a storpiarne il senso e il suono. Lo ripeterà altre cento volte, tutte le volte che sarà necessario: davanti ai carabinieri, ai giudici che lo interrogheranno, in un’aula di tribunale, a chiunque glielo chiederà. Di lì a poco però, per molto tempo, forse per sempre, nel trantran quotidiano, fra la gente e perfino a un controllo di polizia, quel nome, il suo nome, non lo potrà più fare. Eppure tutto è iniziato da là, da quel «Mi chiamo Luigi Ilardo», cui è seguito un lungo racconto che continua così: «Sono arrivato a prendere il mondo nelle mani il giorno in cui fui fatto uomo d’onore...». Pagina 9, Il Patto – Per caso l’uomo dell’entourage di Berlusconi di cui mi parlavi è Dell’Utri? – Colonnello, ma se lei le cose le capisce, che me le chiede a fare? Colloquio tra Michele Riccio e Luigi Ilardo, estate 1995. – Quanti sono gli italiani mafiosi? Noi non vogliamo che un centinaio di persone diano un’immagine negativa dell’Italia nel mondo. Silvio Berlusconi, 14 ottobre 1994. – Ha ragione il presidente Berlusconi. Queste cose sono invenzioni che discreditano l’Italia e la nostra bella Sicilia. Totò Riina, dall’aula di Giustizia di Reggio Calabria, 20 ottobre 1994. “Forse riesco a risolvere le mie cose, si è aperta una strada importante. Sono stato incaricato da persone altolocate di trattare con alcuni personaggi dell’altra sponda per evitare che questa sia una mattanza.” Vito Ciancimino al figlio Giovanni, avvocato, in una conversazione privata rivelata da Giovanni Ciancimino ai magistrati di Palermo nel settembre 2009 e datata dallo stesso Giovanni Ciancimino in un periodo successivo alla strage di Capaci ma precedente a via D’Amelio. Sommario: IL PATTO Prefazione di Marco Travaglio XIII Prima parte: L’infiltrato Carissimo zio, 9 - Quello che viene prima, 17 - La prima telefonata, 29 - Il contesto, 34 - Il lavoro di un infiltrato, 40 - Il carteggio con Provenzano, 52 - L’incontro con Provenzano, 60 – Il mancato arresto, 65 Seconda parte: Il covo di Stato Operazione Belva, 77 - I misteri del covo, 92 Terza parte: La trattativa Nel salotto di Vito Ciancimino, 103 - Borsellino sapeva?, 117 - La versione di don Vito e il mistero dell’agenda rossa, 127 – Una trattativa, due punti di vista, 134 - Paolo Bellini, la primula nera, 143 - Quattro bombe per un dialogo, 150 - L’effetto della trattativa, 156 - Le mosse di don Vito, 165 Quarta parte: Il patto Traghettamenti: dalla Prima alla Seconda repubblica, 181 - Fuori i nomi, 195 - Marcello Dell’Utri. Il «compaesano», 202 - Ego te absolvo, 218 - Le leggi per i «bravi ragazzi», 226 Quinta parte: Facce da mostro Cosa nostra, i servizi segreti, le stragi, 233 - Faccia da mostro, 251 - Delitti eccellenti, 259 - Il golpe di Capaci, 268 - Via D’Amelio, fantasmi e bugie, 278 Sesta parte: Morte di un infiltrato La fine di Luigi Ilardo, 287 - Quello che viene dopo, 305 Fonti e documentazione 327 Fonti bibliografiche 329 Indice dei nomi 331 Nicola Biondo, giornalista freelance, scrive per “l’Unità”. È stato consulente di diverse procure. Ha lavorato nella redazione di Blu notte di Carlo Lucarelli. Sigfrido Ranucci, giornalista inviato Rai. Ha realizzato, tra l’altro, inchieste sulla mafia, sull’utilizzo dei proiettili all’uranio impoverito e denunciato l’uso del fosforo bianco in Iraq. Ufficio stampa Chiarelettere via Guerrazzi 9 - 20145 Milano tel. 0234597420 cell. 3485238601 |
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Imprenditoria Mafiosadi Giorgio Bongiovanni E così Cosa Nostra sarebbe in ginocchio. Tra arresti più o meno eccellenti e confische dei beni questo governo annuncia che passerà alla storia come quello che ha definitivamente debellato la mafia siciliana. E potrebbe anche riuscirci, complici la disinformazione e la conseguente scarsa consapevolezza culturale delle italiche genti rispetto alla questione mafiosa. Per quanto riguarda l’ottimo risultato raggiunto sul piano militare è forse riuscito a passare in qualche trasmissione televisiva o su pochi quotidiani il dato incontrovertibile, e persino banale, che le operazioni sul territorio vengono condotte da magistrati e forze dell’ordine con immensi sacrifici e che quindi il merito sia loro e non del governo. |
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