Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Friday
Aug 22nd
Home arrow La Rivista arrow Marco Travaglio arrow Un uomo chiamato Cavallo/2
Un uomo chiamato Cavallo/2 PDF Stampa E-mail

marco_travaglio.jpg

di Marco Travaglio
Nel penale, la Corte d’appello di Milano lo assolve perché, anche se ha “leso la reputazione” dei cronisti, l’ha fatto in buona fede nell’ambito di un amplissimo “diritto di critica”, visto che il montaggio dei francesi...



risulta “alterato” rispetto al “girato” integrale (pubblicato dall’Espresso nel ‘94). Nel civile, il Tribunale di Roma condanna Guzzanti a pagare i danni ai giornalisti. Lui, anziché festeggiare in silenzio lo scampato pericolo, si allarga un po’ e trasforma la sua assoluzione in un’assoluzione per Dell’Utri (purtroppo condannato dal Tribunale di Palermo a 9 anni per mafia e dalla Corte d’appello di Milano, la stessa che ha assolto Guzzanti, a 2 anni per estorsione mafiosa) e in una condanna del “travaglismo” dei “giornalisti falsificatori, immondi e ributtanti vigliacchi che insudiciano la professione del giornalista”, che invece lui onora “da 45 anni”. Poi, sempre sul suo psico-blog, aggiunge che la sentenza milanese smonta “l’inesistente interesse di Borsellino per Berlusconi per mai esistiti legami mafiosi, buoni però per il travaglismo... Borsellino non sapeva nulla di Dell’Utri in rapporto con chicchessia della mafia”. In realtà Borsellino era molto informato e interessato, al punto da confidare ai giornalisti francesi che la sua Procura stava indagando sui rapporti tra il mafioso Vittorio Mangano e il duo Dell’Utri-Berlusconi: “Esistono indagini che riguardano Dell’Utri e insieme Mangano… Dell'Utri Marcello e Alberto”. E Berlusconi? “Ho una certa ritrosia a dire le cose di cui non sono certo poiché... so che ci sono addirittura ancora delle indagini in corso in proposito, per le quali non conosco quali atti siano ormai conosciuti e ostensibili e quali debbano rimanere segreti. Questa vicenda che riguarderebbe i suoi rapporti (di Mangano) con Berlusconi è una vicenda - che la ricordi o non la ricordi - che non mi appartiene. Non sono io il magistrato che se ne occupa, quindi non mi sento autorizzato a dirle nulla... So che c'è un’inchiesta ancora aperta”. Che ci faceva il mafioso Mangano a casa Berlusconi nel 1974-’76? Guzzanti la mette così: “Mangano era stalliere nel podere di Arcore che Berlusconi comperò con tutta la fattoria e che poi diventò la sua nota magione. Mangano era incluso, per quanto ne so, insieme alle bestie e agli altri stallieri e fattori”. Ecco: Silvio acquista la magione (non una fattoria, ma la villa dei marchesi Casati Stampa) e ci trova già dentro Mangano, che fa parte del mobilio, un pezzo dell’arredamento. Così, per il suo noto buon cuore, non se la sente di licenziarlo. La balla guzzantiana è talmente grossa che non era venuta in mente nemmeno a due specialisti come Berlusconi e Dell’Utri. Che infatti, sentiti in vari processi, smentiscono platealmente il povero Paolo. Dell’Utri, 1996: “Mangano venne assunto alle dipendenze di Berlusconi su mia indicazione”. Berlusconi, 1987: “Ad Arcore avevo bisogno di un fattore che si occupasse dei terreni, dei cavalli, degli animali… avendo animo di impostare un’attività di allevamento di cavalli, poi non realizzata (per la difficoltà di reperire uomini fidati, specie dopo la scoperta che Mangano era un pregiudicato)… Chiesi a Dell’Utri, che mi presentò Mangano” (Dell’Utri ­ scrivono i carabinieri di Arcore ­ “era perfettamente a conoscenza del suo poco corretto passato”). Il 5 febbraio 1980 Mangano, lasciata Arcore da 4 anni, chiama l’amico Dell’Utri e gli propone “il secondo affare per il suo cavallo”. Dell’Utri risponde che non ha soldi e Berlusconi “’n sura” (“non suda”, non paga). Guzzanti è certo che il “cavallo” fosse un vero cavallo con “una testa davanti e una coda di dietro”. Perché “i veri cavalli erano il vero mestiere di Mangano: spediva cavalli, comperava cavalli, vendeva cavalli e sellava cavalli”. Ma il “vero mestiere” di Mangano erano i traffici di droga, per i quali fu condannato a 11 anni. Guzzanti sostiene che Borsellino era convinto del cavallo. Balle. Nell’intervista integrale (Espresso ‘94), alla domanda “Nella conversazione con Dell'Utri poteva trattarsi di cavalli?”, il giudice risponde accennando a una chiamata coeva tra Mangano e Inzerillo, che parlano di droga e la chiamano “cavallo”: “La conversazione inserita nel maxiprocesso… si parla di cavalli che dovevano essere mandati in albergo. Quindi non credo che potesse trattarsi effettivamente di cavalli”. Ma è lo stesso Dell’ Utri, il 29 novembre 2004, a smentire in tribunale la passione equina di Mangano: “Non sapevo neanche di cavalli, perché Mangano era appassionato di mastini napoletani che allevava lui e lì (ad Arcore) ci volevano cani da guardia importanti”. Doppio colpo di scena: l’allevamento di cavalli ad Arcore non c’era (Berlusconi, 1987); e Mangano s’intendeva non di cavalli, ma di cani (Dell’Utri, 2004). E adesso, chi lo dice a Guzzanti? (2- fine)

Leggi la prima parte

Uliwood party
UNITA' 19  MARZO 2008
 
< Prec.   Pros. >
Advertisement
  • La Rivista
    cop59.gif In edicola dal 18 luglio 2008

    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
    Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione.
    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...
    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg


    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


    LEGGI TUTTO...
     
 

Video

IL VIDEO/TUTORIAL DEL SITO ANTIMAFIADUEMILA

tutorial-web.jpg

Iscriviti

Password dimenticata? Nessun account? Registrati

Google Adv

Statistiche

Utenti: 326
Notizie: 5201
Collegamenti web: 62
Visitatori: 1693898

Libri

bavaglio-home.jpg

Libri

il-ritorno-del-principe-hom.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

giovanni-falcone-web1.jpg

E' successo oggi

clock.jpg