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Antimafia Duemila

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Home arrow Informazione arrow Mandanti occulti arrow 8 anni dopo la sentenza "Grande Oriente"
8 anni dopo la sentenza "Grande Oriente" PDF Stampa E-mail

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18 marzo 2008
Palermo.
Dopo le polemiche dei giorni scorsi finalmente depositate le motivazioni di sentenza. Il clan dei Madonia torna in carcere. Anzi no...


Nonostante siano state depositate le motivazioni della sentenza con cui, il 22 maggio 2000, il tribunale di Gela aveva condannato i componenti del clan mafioso dei Madonia, restano ancora in libertà i sette imputati.  I magistrati della Dda della Procura di Caltanissetta stanno leggendo le motivazioni della sentenza e valuteranno le iniziative da adottare, come ricorrere in appello e anche l'eventuale richiesta di ripristino dell'ordine di custodia cautelare, ma soltanto, è precisato in ambienti qualificati, se ci sono gli estremi per un provvedimento che regga davanti a valutazioni di giudici terzi. La storia di questo processo, uno dei più lunghi della storia giudiziaria italiana, ebbe inizio nel dicembre del 1998, quando i carabinieri del Ros arrestarono una cinquantina di mafiosi in tutta la Sicilia, tutti favoreggiatori e uomini di Bernardo Provenzano. Tra questi Giuseppe Lombardo, Carmelo Barbieri, Maria Stella Madonia e Giovanna Santoro, rispettivamente sorella e moglie del boss della Cupola, Piddu Madonia da anni in carcere dove sta scontando una serie di ergastoli. Il troncone nisseno, per competenza, passò al tribunale di Gela alla sezione presieduta da Edi Piatto. Il giudice estensore condannò così, in primo grado, Lombardo e Barbieri a 24 anni di reclusione ciascuno, Maria Stella Madonia a 10, Giovanna Santoro ad 8 ed altri a pene minori. Tuttavia il magistrato, che avrebbe dovuto pubblicare i motivi della sentenza tre mesi dopo il pronunciamento, fino a ieri non le aveva ancora depositate. Così nel 2002 tutti i condannati furono scarcerati per scadenza dei termini di custodia cautelare. Un fatto che venne denunciato nelle ultime settimane dal sindaco di Gela, Rosario Crocetta. Una vicenda su cui intervenne anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Aaron Pettinari

 
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  • La Rivista
    cop59.gif In edicola dal 18 luglio 2008

    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
    Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione.
    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...


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  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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