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Omicidio Campagna: giustizia confermata | Omicidio Campagna: giustizia confermata |
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Messina. C’è giustizia per Graziella Campagna. I giudici della Corte d’assise d’appello hanno confermato le condanne all’ergastolo per il boss Gerlando Alberti jr e Giovanni Sutera accusati dell'omicidio della giovane, assassinata in un paese del messinese. La Corte ha poi derubricato da favoreggiamento aggravato a quello semplice il reato di cui rispondeva la terza imputata, Francesca Federico, e quindi i giudici hanno dichiarato prescritto il reato. In primo grado la donna era stata condanna a quattro anni. Il provvedimento di ripristino della custodia cautelare in carcere è stato adottato ieri sera, contestualmente alla sentenza, dalla corte d’assise d’appello presieduta dal giudice Armando Leanza con a latere Michele Galluccio. Alberti a mezzanotte è stato prelevato nella sua abitazione di Falcone, in provincia di Messina dove aspettava i carabinieri già pronto in giacca e cravatta. Sutera è stato prelevato invece nella sua abitazione di Fucecchio, in provincia di Empoli, dove si trovava in libertà vigilata e trasferito nel carcere di Sollicciano. La vicenda giudiziaria di Graziella, ha avuto inizio negli anni Ottanta, dalla data della sua scomparsa (12 dicembre 1985). Dopo vent’anni di indagini il processo di primo grado si concluse nel 2004 con la condanna all’ergastolo del boss Gerlando Alberti junior, nipote dell’omonimo boss di Palermo, e del suo complice Giovanni Sutera. Nonostante ciò, dopo appena un anno e mezzo l’Alberti tornò in libertà perché i giudici della Corte d'assise non depositarono entro i termini stabiliti le motivazioni della sentenza di condanna e quindi venne annullata per decorrenza dei termini la custodia cautelare. Alberti, infatti, rimasto in cella per altri reati, lasciò il carcere, avendo già scontato una condanna per traffico di droga e beneficiando dell’indulto per gli altri reati di cui era colpevole. Un fatto incredibile che suscitò notevole scalpore. A circa due anni di distanza la nuova sentenza restituisce la meritata giustizia alla famiglia e agli italiani onesti. “E’ stato restituito l'onore a mia sorella. – ha detto Pietro Campagna - Mi ha commosso vedere in aula tutta quella gente comune, che non si era mai vista al processo. Erano commossi anche loro e questo mi ha dato una grande emozione”. “E’ stata una sentenza giusta ed è stata fatta giustizia - ha aggiunto - a una ragazzina di appena diciassette anni, che è stata uccisa solo per avere scoperto qualcosa che non doveva scoprire”. “Contenta” anche se “il dolore non potrà mai essere cancellato”, è stata anche la madre di Graziella Campagna, che ha preferito aspettare la sentenza a casa. “E' soddisfatta - ha confermato sempre Pietro Campagna - perché finalmente ha avuto la giustizia che cercava lei, e che cercavamo tutti noi, da più di vent'anni”. “Adesso – conclude – “vanno cercate le responsabilità dei mandanti dell'omicidio di Graziella Campagna”. Soddisfatto anche il legale della famiglia, l’avvocato Fabio Repici: “Adesso lo posso finalmente dire: ci sono giudici degni di questo nome anche a Messina...”. Aaron Pettinari
Il Comunicato stampa dell'associazione Rita Atria sulla sentenza per l'omicidio di Graziella Campagna L'idea della giustizia è assai soggettiva. Le condanne all'ergastolo per Sutera e Alberti per l'omicidio di Graziella Campagna hanno fatto giustizia? Per noi assolutamente NO. Dove sono i mandanti? Dove sono quegli uomini delle istituzioni che gestivano "allegramente" la sicurezza? Sono stati chiariti i rapporti tra uomini dello stato e quelli dell'antistato? Questa sentenza non è una fiction: il male non è stato sconfitto perché manca la Verità tutta, sull'omicidio di Graziella. Nessuno se ne abbia a male se questa sentenza da una parte conforta perché gli esecutori materiali sono stati assicurati alle patrie galere, dall'altro demoralizza perché siamo di fronte all'ennesima dimostrazione che pezzi di verità non trovano mai codifiche ufficiali da parte degli apparati dello Stato. Confidiamo in stralci e nella memoria degli uomini affinché le complicità su quell'omicidio si possano leggere almeno nella Pasoliniana maniera. Quanto alla prescrizione del reato di favoreggiamento delle due donne.... tutto previsto... lo diciamo con grande amarezza. tratto da www.ritaatria.it |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Toghe Lucane: indagati, parti offese, reati
di Filippo De Lubac – Il Resto
Dall'atto di chiusura delle indagini preliminari, emergono gravissime
ipotesi di reato commessi: 1) dai magistrati nell'esercizio delle loro
funzioni apicali negli uffici della Procura Generale presso la Corte
d'Appello di Potenza, della Procura Antimafia di Potenza, della Corte
d'Appello di Potenza, della Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Matera, del Tribunale di Matera; 2) dai comandanti
nell'esercizio delle loro funzioni apicali presso gli uffici della
Polizia Giudiziaria presso la Procura Antimafia di Potenza e presso la
Regione Carabinieri di Basilicata; 3) da politici con mandato
parlamentare ricoprenti ruoli di governo
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Articoli precedenti:
- ‘NDRANGHETA:Origini, storia, struttura
-
Il coraggio di Paolo Borsellino
-
Uno studio sulla finanza mondiale
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