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Antimafia Duemila

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Home arrow La Rivista arrow Primo piano arrow Gratteri: "In Calabria fino al 20% dei voti sono pilotati"
Gratteri: "In Calabria fino al 20% dei voti sono pilotati" PDF Stampa E-mail

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«Le cosche sono pronte da tempo ad affrontare le elezioni. La 'ndrangheta non ha bisogno di aspettare il voto per fare politica, non si muove certo solo quando deve scegliere un candidato.




Fa politica ogni giorno perché deve discutere di appalti, di forniture, assunzioni. Anche questo è fare politica. In alcune aree ad alta densità mafiosa la presenza della 'ndrangheta è talmente forte che non c'è bisogno di andare a chiedere il voto. Basta che il picciotto sappia che il capo locale aspira a che venga votato quel partito e gli affiliati si adeguano». Sorride Nicola Gratteri se gli si chiede come la 'ndrangheta si sta preparando alle prossime elezioni. Magistrato della procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria, titolare di alcune delle più importanti indagini sulle 'ndrine e sulla strage che ad agosto dello scorso anno ha provocato sei morti a Duisburg, in Germania, è anche autore, con Antonio Nicaso, di «Fratelli di sangue», dedicato proprio allo studio della 'ndrangheta. Come magistrato, Gratteri sa bene come si muovono ogni giorno le cosche calabresi. «La 'ndrangheta - spiega - c'è dove ci sono da gestire denaro e potere. Ovvio che se ha consenso popolare lo ha anche sull'elettorato».

L'attuale sistema elettorale favorisce la criminalità organizzata?
E' molto più facile per le mafie condizionare la scelta di un candidato. Pensi a un collegio in cui la differenza tra i due schieramenti è minima, come si fa a pensare che il voto influenzato dalla 'ndrangheta non possa alla fine risultare determinante? Stessa cosa accade nelle elezioni amministrative. Ci sono paesi in cui la 'ndrangheta può gestire tranquillamente un 20% dei voti. Basta spostarli da una parte o dall'altra per decidere chi farà il sindaco. E nel momento in cui ha deciso il sindaco, automaticamente ha deciso anche chi farà il segretario comunale, il tecnico comunale, e via a scendere, entrerà nel cuore della gestione pubblica, deciderà gli appalti e le forniture, le consulenze, tutto. Consideri anche che la mafia è bipartisan, non ha ideologie, vota per la persona che pensa possa dargli maggiore tornaconto.

Alcune inchieste anche recenti hanno dimostrato che la Calabria è la regione in cui la collusione tra mafia e politica è più alta.
E' più alta perché ormai i figli dei capimafia sono tutti laureati, sono professionisti presenti nella pubblica amministrazione. La 'ndrangheta ha sempre cercato di mimetizzarsi e di fare accordi con le istituzioni, non ha cercato lo scontro come Cosa nostra.
C.L.


IL MANIFESTO  15 MARZO 2008

 
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  • La Rivista
    copert57.gif In edicola dal 3 marzo 2008

    In questo numero:
    Elezioni politiche 2008 ecco alcuni nomi da non votare a causa di un curriculum discutibile. Con un’operazione da manuale il Ros cattura Pasquale Condello, il “Provenzano” della ‘ndrangheta.
    Scandalo sanità ed arresti eccellenti in Calabria per mafia, droga ed appalti.
    Cosa Nostra è ad una svolta: quali saranno le sue future strategie?

    Risponde per noi il pm Domenico Gozzo.
    Duro colpo alla mafia trapanese: arrestato Grigoli, re della catena Despar e prestanome del boss Matteo Messina Denaro.
    Un verdetto storico: il presidente della Regione Sicilia Cuffaro condannato a 5 anni ed interdetto dai pubblici uffici per favoreggiamento personale a singoli mafiosi.
    Intervista all’avv. Tamburello: un viaggio nell’orrore delle stragi del ’92.
    Gli affari ed i misteri dello Ior, la banca del Vaticano.
    Ed altro ancora…

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  • Editoriale

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    Una fase di stasi che prelude nuovi equilibri e nuovi accordi. Dentro Cosa Nostra, a casa nostra, in Italia, ma anche in più parti del mondo.

    Le tre mafie che gestiscono tre intere regioni del nostro Paese stanno subendo, uno dietro l’altro, colpi durissimi da parte delle forze inquirenti tra catture eccellenti come quella di Pasquale Condello e dei più importanti fiancheggiatori dei Lo Piccolo, ingentissimi sequestri di beni e soprattutto con l’individuazione, e in qualche caso anche con l’arresto, di politici, imprenditori e professionisti: un numero abbastanza ragguardevole di cosiddetti colletti bianchi. In particolare Cosa Nostra sembra attraversata da una profonda crisi interna sulla quale hanno agito con grande incisività e intelligenza magistrati e forze dell’ordine arrivando a scardinare completamente, almeno a livello di vertice, l’ impero dei Lo Piccolo che controllava tutta Palermo. Sarebbe il caso di approfittare del momento per sferrare uno o più colpi di grazia, come ad esempio inviando uomini e mezzi a Trapani per catturare Matteo Messina Denaro, ma già si profila la solita maldestra mossa dello Stato che, in ottemperanza alla assurda legge della rotazione degli incarichi, si prepara a smantellare la procura di Palermo. Stessa cosa dicasi per la procura di Reggio Calabria impegnata in delicatissime indagini che coinvolgono alla stessa stregua ‘ndranghetisti e politicanti ...

     
  • Terzo Millennio

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    Inserto Terzo Millennio N. 57



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    l’Europa plaude all’indipendenza del Kosovo, ma Giulietto Chiesa avverte che così è stata innescata una miccia nei Balcani.E’ davvero la Cina il pericolo maggiore per l’emissione di CO2?
    Arrestato il tenente generale Gregorio Alvarez, emblema della feroce dittatura militare uruguaiana: ora finalmente la verità sul periodo più atroce della storia dell’Uruguay. Emergenza acqua: un affare da miliardi di euro l’anno. Appalti, privatizzazioni sospette nel mirino delle indagini giudiziarie. Il presidente del Cipsi illustra la campagna Libera l’Acqua che porterà la preziosa risorsa idrica in 13 Paesi poveri del pianeta. La Funima International si attiva per lo scavo di un pozzo nella regione di Catamarca (Argentina), nella località La Alumbrera. 

     
 

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