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di Marco Travaglio
L’inchiesta di S. Maria Capua Vetere rivela che diversi
giudici telefonavano a Mastella & C. per farsi raccoman- dare in
trasferimenti e promozio- ni. A Milano un giudice dopo 8 mesi non ha ancora scritto la sentenza di condanna a carico di fior di mafiosi, nel frattempo usciti. A Catanzaro un pm appro- fitta dell’assenza del collega De Magistris per andare in udienza al posto suo, ribaltare la sua richiesta di rinvio a giudizio e chiedere il proscioglimento del governatore Loiero. Intanto la Procura genera- le, dopo aver avocato l’inchiesta Why Not a De Magistris alla vigilia di decisive perquisizioni a Il Campanile (giornale dell’Udeur usato alla famiglia Mastella per la benzina del figlio e i torroncini della signora), fa le perquisizioni quando tutti se l’aspettano, poi chiede l’archiviazione per l’ex ministro. Ma purtroppo Csm e Pg della Cassazione hanno di meglio da fare: occuparsi del peggior giudice d’Italia, l’orrenda Clemen- tina Forleo, che con un mese di intercettazioni consentì alla Procura di Milano di bloccare le scalate illegali a Bnl, Antonveneta ed Rcs e di recuperare quasi 1 miliardo. Dunque va punita. Dopo la pratica aperta per trasfe- rirla d’ufficio e di funzione - come già avvenuto per De Magistris - il Pg Mario Delli Priscoli ha avviato anche l’azione disciplinare per farle pagare la famosa ordinanza del 20 luglio 2007: in cui il gip, su richiesta della Procura, trasmette- va al Parlamento le telefonate tra i furbetti del quartierino e alcuni politici di FI e dei Ds perché le Camere autorizzassero i pm a usarle contro i furbetti e alcuni politici. Dovendo spiegare al Parlamento le conseguenze di un eventuale ok, la Forleo precisò lealmente che emergevano notizie di reato anche per D’Ale- ma e Latorre, i quali «ad avviso di questa autorità giudiziaria» appaiono «complici del disegno criminoso», l’aggiotaggio di Con- sorte. Apriti cielo. Gli interessati e i loro difensori chiesero al Csm di punirla. Cosa che puntualmente il Pg ha fatto: con quelle poche parole, la Forleo avrebbe violato addirittura l’«obbligo di imparzialità, correttezza ed equilibrio», firmando un «atto abnorme e non richiesto, connotato da accenti suggestivi e stigmatizzatori». Il procuratore Francesco Greco ha già fatto sapere che l’atto era «richiesto» eccome. Franco Cordero, principe dei processualisti italiani, ha già scritto e detto che queste censure, copiate pari pari dalle memorie difensive dei politici, «non valgono nulla». Ci mancherebbe che un gip, per essere imparziale, dovesse parlar bene dei suoi clienti. «Al giudice non è richiesto l’amor rei…». Altrimenti ne punirebbero cento o mille al giorno. Conosciamo l’obiezione: i politici ipotizzati come «complici» di aggiotaggio non erano stati iscritti nel registro degli indagati. Ma, in base alla legge Boato, la Procura non poteva iscriverli per un reato emerso dalle telefonate prima che il Parlamento la autorizzasse a usarle. E, perché il Parlamento la autorizzasse a usarle, occorreva che il gip glielo chiedesse, spiegando contro chi e perché chiedeva di usarle. Inoltre, vedi art. 331 Cpp, «i pubblici ufficiali che hanno notizia di un reato devono farne denuncia per iscritto». Proprio ciò che ha fatto la Forleo, a cui comunque la Procura aveva già comunicato l’intenzione di usare le telefonate anche contro «persone ancora da identificare». Il gip, leggendo le telefonate, ne identificò due e ne avvertì il Parlamento. Tutto ciò è «abnorme»? Siamo certi che, se non ci fossero di mezzo dei parlamentari, il gip verrebbe trascinato due volte dinanzi al Csm come nemmeno il più corrotto dei suoi colleghi? Sempre più spesso, appena qualche potente strilla, il Csm si mette a sindacare non solo i comportamenti, ma addirittura i provvedimenti del suo giudice, di norma affidati all’ordinaria dialettica processuale. L’ha fatto con De Magistris, sta per rifarlo con la Forleo. Così, quando il prossimo Guardasigilli di Berlusconi riprenderà a perseguitare i giudici che si occupano del suo padrone, il Csm dovrà accontentarlo. E nessuno avrà più titolo per protestare. Complimenti. |
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In edicola dal 28 maggio 2008
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Baciamo le mani E guai a chi vuol fare da guastafeste e minare il dialogo, viene linciato con la verga bipartisan. A inaugurare il nuovo metodo all’educato olio di ricino è stato Marco Travaglio. Che si è permesso ancora una volta di utilizzare la televisione come organo di informazione, cioè si è preso la briga, ad autentico sprezzo del pericolo, di dare ai cittadini una notizia. Per altro non esclusiva.
Invitato da Fabio Fazio nella trasmissione Che
tempo che fa ha osato informare i cittadini italiani che il neo-presidente del
Senato Renato Schifani ha avuto, nel procedere della sua carriera, amicizie e
frequentazioni poco raccomandabili. Con boss mafiosi per l’esattezza. |
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Inserto Terzo Millennio N. 58 In questo numero: Nell'ambito del simposio internazionale indetto a Torino lo scorso 28 e 29 marzo dal titolo “From Global Warning to global policy” Giulietto Chiesa ha parlato di recessione mondiale e crisi ambientale, energetica e finanziaria. Questioni cruciali che stanno scuotendo il mondo intero. Fame nel mondo e povertà estrema. Una realtà sempre più vicina a noi, ma di chi è la colpa? Il Kosovo come le ciliegie: un'indipendenza tira l'altra. Quali saranno le conseguenze? Dal sequestro di Ingrid Betancourt in Colombia all'elezione di Fernando Lugo in Paraguay: guerra, corruzione e speranza in America Latina. Libera l'Acqua: proseguono le iniziative delle associazioni del Cipsi per promuovere la campagna sull'oro blu. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. |
Di seguito pubblichiamo, in formato pdf, l'intervento del Clar (Centro Libero Analisi e Ricerche) alla conferenza “Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa ci riserva l'economia?”
L'incontro si è tenuto ad Ancona lo scorso 14 dicembre 2007 e tra i relatori Anna Petrozzi il caporedattore del giornale ANTIMAFIADuemila.
La relazione è la sintesi di uno studio sulla finanza internazionale condotto dallo stesso Centro (vedi www.clarissa.it) ed esposto in modo semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un documento prezioso corredato di schemi e tabelle che illustra in modo chiaro i meccanismi di potere sui quali è basato l'attuale modello finanziario mondiale.
Studio sulla finanza internazionale del Centro libero analisi e ricerche
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