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Rassegna Stampa
Mafia e malagiustizia: a giudizio gli assassini di Graziella Campagna. | Mafia e malagiustizia: a giudizio gli assassini di Graziella Campagna. |
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Aveva 17 anni e stirava le camicie alla lavanderia «La Regina» di Villafranca Tirrena, nel messinese. L'8 dicembre dell'85 trovò nella tasca di una giacca dell'ing. Cannata un agendina con nomi di mafiosi e magistrati, la rete di protezione di Cosa Nostra in quella zona del messinese. La sequestrarono e la uccisero con cinque colpi di fucile a canne mozze, uno sparato in faccia. Oggi, a distanza di quasi 23 anni dal delitto, gli assassini di Graziella Campagna saranno giudicati in appello. Per Gerlando Alberti jr. rampollo di una delle famiglie mafiose doc di Palermo, quella di Danisinni e Giovanni Sutera, entrambi all'epoca latitanti, il pubblico ministero ha chiesto la conferma della condanna all'ergastolo in primo grado. La sentenza, prevista il 18 marzo, concluderà una vicenda processuale tormentata, segnata da depistaggi, omissioni e persino dalla scarcerazione di Alberti jr, «graziato» nel 2006 dall'inerzia di un magistrato, Giuseppe Lombardo, che impiegò oltre due anni per scrivere le motivazioni della sentenza. Un ritardo incredibile, anche per i tempi della giustizia messinese, che già una prima volta, nel 1989, aveva prosciolto in istruttoria Alberti jr. e il suo presunto complice Giovanni Sutera. A chiedere il proscioglimento era stato il pm Giuseppe Gambino, sotto processo a Catania per falso, aggravato dal favoreggiamento alla mafia, nell'ambito della gestione del pentito Orlando Galati Giordano. E ad accogliere la sua richiesta di proscioglimento dei due boss fu il giudice istruttore Marcello Mondello, condannato nel gennaio scorso a sette anni di carcere per concorso in associazione mafiosa proprio per i suoi rapporti con il boss di Villafranca Santo Sfamemi, che in qui giorni dell'85 custodì la latitanza di Alberti e Sutera. Nel corso del processo il giudice ammise di conoscere Santo Sfamemi e di avergli anticipato l'esito del proscioglimento che tanto stava a cuore al boss. Complicità eccellenti e protezioni istituzionali fanno da sfondo a veri e propri depistaggi emersi dal processo ai due mafiosi, nell'ambito del quale altre due donne, la proprietaria della lavanderia e una collega di Graziella, sono state condannate per favoreggiamento a due anni. Quell'agendina ritrovata in una tasca del sedicente ing.Cannata, in realtà Gerlando Alberti, rischiava di far scoprire la rete di mafiosi, magistrati e investigatori che avrebbero garantito gli equilibri nella gestione degli affari nel territorio di Villafranca affidato al capomafia don Santo Sfamemi, un ex infermiere del reparto di neurologia dell'ospedale Regina Margherita di Messina tra le cui braccia, negli anni '60, morì il mitico boss palermitano Paolino Bontade, il padre di Stefano, il principe di Villagrazia che, secondo la sentenza confermata dalla Cassazione, avrebbe incontrato Giulio Andreotti. Imputato di associazione mafiosa nel processo Witness, Sfamemi ha visto il giudizio nei suoi confronti sospeso a causa di una malattia. Nelle rete dei sospetti finirono anche un colonnello dei carabinieri che maneggiò i reperti balistici senza averne titolo, un maresciallo che andava a cena con il boss e che tentò di indirizzare le indagini verso il tradizionale movente passionale e la proprietaria della lavanderia, condannata per favoreggiamento e sospettata di avere restituito la famigerata agendina al boss. Depistaggi ai quali ha opposto il suo intuito di investigatore il fratello di Graziella, Pietro Campagna, carabiniere all'epoca in servizio in Calabria, che condusse vere e proprie indagini personali che confermarono ed ampliarono il quadro probatorio offrendo in modo più nitido il contesto delle complicità ‘eccellenti': con uno stratagemma riuscì a registrare la voce della cognata del boss Sfamemi che indicò nell'allora sindaco di Villafranca l'uomo che procurò ad Alberti jr una delle case per la sua latitanza a Villafranca. UNITA 12 MARZO 2008 |
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In edicola dal 18 luglio 2008In questo numero: Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale. La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato. Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni. Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione. Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi. Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo. Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità. Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro. Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti. Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica. Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina. Ed altro ancora... |
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La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.
Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la
terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in
diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai
primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello
Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri
umani.
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In questo numero: Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt. Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico. Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali. Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto. Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi. Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo. Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico. Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione. LEGGI TUTTO... |
Quel fenomeno della Goldman Sachs...
di Simone Santini
Relazione sugli interventi di Simone Santini in seno alle
conferenze/dibattito sul tema "Crisi dei mutui e finanza mondiale: cosa
ci riserva l'economia?" tenutesi ad Ancona il 27 ottobre 2007 e a Fano
(PU) il 14 dicembre 2007, organizzati dal Centro Libero Analisi e
Ricerche (CLAR).
Buonasera a tutti. Mio compito è cercare di illustrare come i
meccanismi e le strutture di cui abbiamo sentito parlare finora, si
incarnino poi in aziende e persone con nomi e cognomi ben precisi in
grado di avere ripercussioni sulle nostre vite di tutti i giorni.
LEGGI TUTTO...
- Toghe Lucane: indagati, parti offese, reati
- ‘NDRANGHETA:Origini, storia, struttura
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