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Rassegna Stampa
Scarpinato: ''Cosa Nostra alle corde? Favola di regime'' | Scarpinato: ''Cosa Nostra alle corde? Favola di regime'' |
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30 novembre 2009 ...e se non capiamo che la mafia si combatte sì sul fronte giudiziario, ma che la battaglia si vince o si perde sul fronte dei rapporti tra mafia e politica, bene, noi tra 20 anni ci troveremo qua a chiederci perché ancora si paga il pizzo". E' la parte finale di una lunga e desolata relazione del procuratore aggiunto di Palermo Roberto Scarpinato a Politicamente Scorretto, la manifestazione di Casalecchio di Reno voluta dallo scrittore Carlo Lucarelli. Scarpinato, in un dibattito che sul palco ha visto tra gli altri anche la vedova di Libero Grassi, ha fatto un'analisi impietosa del fenomeno. Ricostruendo la duplice faccia della mafia: quella bassa e popolare dei Provenzano e dei Riina che si alimenta delle estorsioni, e quella della borghesia mafiosa, professionisti, politici, che restano in carica nonostante condanne passate in giudicato nei consigli di amministrazione delle società o negli organismi politici. Se la prima sembra in difficoltà, per gli arresti dei capi e di centinaia di picciotti, ha detto Scarpinato, la seconda è ancora lì a lucrare sui fondi pubblici, statali ed europei, e a creare quel degrado in cui la mafia popolare si rialimenta. "La mafia non è solo una storia di brutti sporchi e cattivi - ha detto ancora il Procuratore aggiunto - perché altrimenti sarebbe stata sconfitta, come il banditismo e il terrorismo. E' lecito chiedersi quale coerenza ci sia in uno stato che obbliga a denunciare il pizzo e contemporaneamente vara lo scudo fiscale". ANSA |
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Di mafia e di deviazioni. Che Stato è il nostro? (seconda puntata. Che schifo!) di Giorgio Bongiovanni La notizia è come un pugno nello stomaco. L’ex capo della Squadra Mobile e poi questore di Palermo, Arnaldo La Barbera, era al soldo dei servizi segreti. Proprio lui, l’ex superpoliziotto che nel ‘92 veniva nominato con un decreto ad hoc al vertice della squadra investigativa “Falcone-Borsellino” per seguire unicamente le indagini sulle stragi di Capaci e via D’Amelio, morto di tumore nel 2002.
Nel libro “L’Agenda nera” scritto dai colleghi Giuseppe Lo Bianco e
Sandra Rizza scopriamo che i magistrati di Caltanissetta si sono recati
recentemente negli uffici dell’Aisi (ex Sisde) e hanno potuto finalmente
sfogliare gli album fotografici e gli elenchi degli 007 che tra gli
anni Ottanta e Novanta hanno operato in Sicilia sotto copertura.
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| IL MEGLIO DELLA 34ª SETTIMANA 2010 | |
| Minacciati agenti della Catturandi M.L. |
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| 'Ndrangheta: Bomba sotto casa del Pg Di Landro Monica Centofante |
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| Bombe a Reggio: dieci indagati Monica Centofante |
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Per le stragi niente paura Giorgio Bocca |
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| Zero tituli Marco Travaglio |
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| Pubblicato il genoma del frumento G. Sinatti |
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Fornitura di missili anticarro francesi al Libano ostacolata da Usa e Israele Alfatau |